Un premio al vino
di Pasquale Di Lena –
“Premio Giovanni Nuvoletti 2026” assegnato a Pasquale Di lena
Alla fine del bollente mese di agosto, in uno spazio libero da piante, ma non dai roventi raggi di sole, del Villaggio Presepiale di Carovilli, un insieme di capanne di legno e di pietra, lungo il tratturo Celano-Foggia e mItaliana della Cucina, “per aver contribuito in modo significativo alla conoscenza, alla promozione e alla valorizzazione della buona tavola tradizionale italiana, attraverso attività culturali, scientifiche, editoriali o operative di particolare rilievo. Un premio che mi onora particolarmente e merita tutta la mia gratitudine, assegnato com’è da una prestigiosa istituzione, fondata a Milano da Orio Vergani e, oggi, presieduta da Paolo Petroni, con le delegazioni in tutte le Regioni italiane e in molti Paesi del mondo, attive a dare immagine alla cucina italiana e al cibo che le dona profumi e sapori grazie ai mille e mille territori, l’origine della qualità e ragione della ricca biodiversità del cibo italiano. L’istituzione che più ha dato all’immagine che, da dicembre scorso, vive la cucina italiana dopo il suo riconoscimento Unesco di “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. La delegazione di Isernia dell’Accademia, presieduta da Anna Scafati, che ha avanzato la proposta di assegnarmi il premio. Una scelta condivisa da Giovanna May e Franco Di Nucci, i due delegati che hanno preceduto Anna Scafati e dato, negli ultimi vent’anni, un contributo alla crescita del ruolo proprio dell’Accademia. La consegna c’è stata il primo giorno dei festeggiamenti dei 25 anni di vita dell’AIC, subito dopo il convegno “Dai tratturi alle vie consolari – 25 anni di camino, cultura e civiltà della tavola” Protagonisti i professori Norberto Lombardi e Giampaolo Colavita, autori, con Anna Maria Lombardi – nota per il suo libro, scritto con Rita Mastropaolo, “la Cucina molisana” – di un saggio su “Lavoro, ambiente e cibo nella transumanza”. Molto interessante il contributo della professoressa Micaela Angle, archeologa, che parlato degli aspetti spirituali e sacrali legati alla transumanza e alla pastorizia. Era presente la delegazione gemellata, quella di Roma EUR, guidata da Claudio Nacca, in attesa del prossimo incontro, programmato per novembre, fra le due delegazioni.
Una realtà, la Provincia di Isernia, che ha molto da raccontare della buona tavola tradizionale con i suoi preziosi prodotti caseari, i suoi ortaggi, fra i quali spicca l’Allium Cepa, la Cipolla bianca di Isernia, oggetto di una fiera molto frequentata, nel giorno di san Pietro e Paolo, il 29 di Giugno. Soprattutto, però, Tartufo bianco, che rende il territorio di Isernia, il più ricco, quanto a produzione, non solo del Molise, ma dell’Italia e, anche, del mondo. I prodotti caseari non a caso, grazie a un territorio attraversato dai più importanti tratturi, segnato ovunque da quel Trac, andare, Tur, tornare, parole del dialetto della lingua fenicia, il punico parlato a Cartagine, la città di Annibale, il grande condottiero che sostò a Gerione, il colle sul Cigno tra Montorio e Casacalenda, poco lontano dalla mia Larino.
Questo breve racconto di una giornata intensa, con il cibo grande protagonista a tavola, per me ricca di emozione e di ricordi che, solo in parte, ho raccontato. In particolare quello di una vita professionale segnata dal vino (la collaborazione alla stesura di una grande opera, l’Enciclopedia mondiale della vite e del vino del prof. Pier Giovnni Garoglio; la tesi di laurea su “I vini a denominazione di origine”, riconosciuti dopo l’approvazione del Dpr 930 del 1963; la direzione di un Consorzio di tutela del Chianti, nel tempo dela mia esperienza di dirigente dell’Alleanza nazionale dei contadini toscani e, poi, della CIC e Cia della Toscana. Tutto questo a Firenze prima di arrivare, 1982, a Siena, e vincere il Concorso di Segretario generale dell’Ente Nazionale Mostra-Mercato dei Vini Tipici – Enoteca Italica Permanente, in seguito Enoteca Italiana. La fortuna di collaborare con tre presidenti aperti al domani, amanti di una realtà, l’Ente- Enoteca, che aveva fatto la storia del vino italiano nel tempo non facile del novecento, segnato da una guerra e dalla ripresa complicata negli anni ’50-60: prof. Luciano Mencaraglia; Sen. Riccardo Margheriti e On. Flavio Tattarini. Tutt’e tre impegnati, con i loro consigli di amministrazione a rilanciare/lanciare l’Ente e la sua Enoteca, dando spazio a me e ai bravi collaboratori di ideare e progettare per far svolgere all’Ente-Enoteca il suo ruolo di immagine dei grandi vini italiani, in Italia e nel mondo (Europa, Asia, Nord America). Obiettivo raggiunto con iniziative legate alla storia e alla realtà del vino italiano e il coinvolgimento del mondo dell’arte, della cultura, della musica, dello sport, dei giovani e delle donne, a partire dal binomio magico Vino e Turismo. E, ancora, il superamento delle mura di Siena con le tante iniziative promozionali vincenti nel mondo.
di Pasquale Di Lena
lì 20 Ottobre 2026

