• 09/06/2026

Turismo elettorale a Poggio Sannita

di Giovanni Amicone (da una lettera inviata a ecoaltomolise.net) –

Residenze prese in paese solo per votare, lo strano caso comune anche ad altri paese molisani

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Le recenti elezioni a Poggio Sannita hanno raccontato qualcosa che va oltre il semplice dato amministrativo. Entrambe le liste possedevano qualità per governare il paese. La differenza, tuttavia, l’ha fatta il rapporto con il territorio e una narrazione nuova. La lista vincente appariva, nel suo insieme, più radicata nella comunità e maggiormente riconoscibile. È lì, a mio parere, che si è deciso il risultato. La campagna elettorale ha probabilmente inciso sui margini della vittoria e sulla distribuzione delle preferenze, ma non sull’esito finale. Chi conosce la storia di Poggio e le dinamiche della sua comunità poteva immaginare, già alla partenza, quale sarebbe stato il responso finale del voto. Segnali potevano essere colti al momento della presentazione delle liste. Si sarebbe potuta evitare una campagna elettorale spesso sopra le righe e profondamente divisiva, capace di mettere a rischio legami familiari e amicizie di una vita. Una competizione dove la lettura della realtà ha evidenziato carenze inaspettate, che hanno portato diversi attori a dimenticare il senso del limite. Tra gli episodi destinati a lasciare un segno nel dibattito pubblico locale figura il cosiddetto “turismo elettorale”, un fenomeno le cui possibili conseguenze non sembrano essere state pienamente comprese. Nei piccoli Comuni delle aree interne, dove la popolazione è ridotta ai minimi termini ed è mediamente anziana, comportamenti di questo tipo possono creare un precedente pericoloso. Il rischio è che queste comunità possano trovarsi un giorno private persino del diritto di scegliere autonomamente i propri amministratori.

È paradossale che le cosiddette “forze vive” del paese, di fronte a una questione che riguarda direttamente l’autonomia del paese, siano rimaste in silenzio. Tanto rumore per nulla. Alla fine, il risultato elettorale è stato deciso soprattutto dalla gente comune: da coloro che si recano in Comune solo   per chiedere un certificato o sbrigare una pratica, che restano lontani dalle polemiche, dalle passerelle di politici virtuali e dalla propaganda invadente. Persone che hanno espresso il proprio voto affidandosi esclusivamente alla propria esperienza e al proprio buon senso. Il loro comportamento rappresenta una lezione per tutti.  Dovremmo ringraziarle, perché costituiscono una garanzia per l’intera comunità. È questo l’aspetto più importante emerso dal voto. Nei nostri borghi esiste ancora una riserva autentica di spirito civico, buon senso e autonomia di giudizio. Una forza silenziosa che resiste nonostante anni di marginalizzazione e abbandono. Se la politica saprà ascoltarla, potrà rappresentare il punto di partenza per il riscatto di questi territori.
P.S.; Colgo l’occasione per rivolgere ai vincitori un consiglio non richiesto, ricordando la celebre massima attribuita a George Santayana: Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.

di Giovanni Amicone (da una lettera inviata a ecoaltomolise.net)

 

lì 9 Giugno 2026

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