San Pietro Avellana sta chiudendo!
di Francesco Lombardi –
Per la prima volta nella storia recente del nostro paese, le porte della scuola elementare non si sono aperte
SAN PIETRO AVELLANA STA CHIUDENDO!
E QUESTA AMMINISTRAZIONE HA UNA RESPONSABILITÀ PRECISA.
Questa mattina, per LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA recente del nostro paese, le porte della SCUOLA elementare di San Pietro Avellana NON SI SONO APERTE.
Dall’Unità d’Italia ad oggi, generazioni di bambini sono entrate da quelle porte. È successo nei momenti più difficili della nostra storia, nei periodi di guerra, nelle crisi economiche, negli anni dell’emigrazione e dello spopolamento.
La scuola è sempre rimasta.
Oggi, invece, chiude.
E non possiamo far finta che sia un evento inevitabile davanti al quale l’Amministrazione comunale non avrebbe potuto fare nulla.
PERCHÉ NOI VOGLIAMO SAPERE CHE COSA È STATO FATTO DAVVERO PER SALVARE LA SCUOLA.
Dov’è stato un serio progetto di orientamento per convincere le famiglie a iscrivere i propri figli a San Pietro Avellana?
Dove sono stati i servizi aggiuntivi capaci di rendere la nostra scuola più attrattiva?
Dove sono stati i tentativi di portare bambini dai comuni vicini?
Dove sono state le proposte per il trasporto, per l’accoglienza, per i servizi alle famiglie?
Dove è stata quella capacità di inventare soluzioni, di cercare opportunità, di bussare a tutte le porte pur di impedire che l’ultima scuola del paese venisse chiusa?
Noi non l’abbiamo vista.
E oggi ne paghiamo le conseguenze.
Questa Amministrazione, invece di difendere ciò che ancora teneva in vita il paese, sta contribuendo a chiudere tutto ciò che era rimasto aperto.
Prima la CASA FAMIGLIA PER ANZIANI, chiusa in primavera.
Ora la SCUOLA!
E ogni volta che una porta si chiude, San Pietro Avellana perde un pezzo della propria identità, dei propri servizi e del proprio futuro.
QUESTO NON È AMMINISTRARE IL DECLINO. QUESTO È ACCETTARLO, ANZI QUESTO VUOL DIRE ACCELLERARLO!.
Un paese già colpito dallo spopolamento avrebbe bisogno di una Amministrazione che facesse di tutto per attirare famiglie, bambini, servizi e nuove opportunità.
Invece assistiamo alla progressiva desertificazione del paese.
E una domanda è inevitabile:
CHE PAESE VOGLIAMO LASCIARE AI NOSTRI FIGLI?
Un paese senza scuola?
Senza servizi?
Senza famiglie?
Senza bambini?
Un paese nel quale, una dopo l’altra, si abbassano le serrande e si chiudono le porte?
NOI NON CI STIAMO.
La scuola non è semplicemente un servizio pubblico.
È IL SIMBOLO DI UN PAESE CHE VUOLE CONTINUARE A VIVERE.
E oggi quel simbolo viene cancellato.
La cosa più grave è che una scuola che chiude non è una porta che si può semplicemente riaprire domani.
Quando una scuola viene chiusa, le famiglie si organizzano altrove. I bambini crescono altrove. I servizi vengono spostati altrove. Le persone si abituano a vivere senza di essa.
E UNA SCUOLA CHE CHIUDA, NON RIAPRE MAI PIÙ.
Per questo oggi non siamo soltanto tristi.
SIAMO ARRABBIATI.
Arrabbiati perché riteniamo che un’Amministrazione comunale abbia il dovere di combattere fino all’ultimo per difendere ciò che resta del proprio paese.
Arrabbiati perché San Pietro Avellana non merita di essere accompagnata lentamente verso lo spopolamento.
Arrabbiati perché mentre altri piccoli comuni cercano ogni soluzione possibile per attirare famiglie e mantenere aperte le scuole, qui sembra prevalere la rassegnazione.
Dall’Unità d’Italia ad oggi, quelle porte hanno rappresentato una certezza per il nostro paese.
Oggi quelle porte sono chiuse.
E questa non è una semplice giornata triste.
È una pagina NERA nella storia di San Pietro Avellana.
E chi governa un paese deve assumersi la RESPONSABILITÀ delle proprie scelte.
PERCHÉ UN PAESE NON MUORE TUTTO IN UN GIORNO.
MUORE OGNI VOLTA CHE SI LASCIA CHIUDERE UNA PORTA E SI FA FINTA CHE NON SIA SUCCESSO NULLA.
Oggi, purtroppo, è toccato alla scuola.
NOI NON VOGLIAMO ASPETTARE DI VEDERE QUALE SARÀ LA PROSSIMA PORTA A CHIUDERSI (ANCHE SE, A QUANTO PARE, SI SONO GIÀ IMPEGNATI A CHIUDERLE PRATICAMENTE TUTTE!)
di Francesco Lombardi – fb

