La remigrazione…
di Massimo Mazzotta – fb-
…e la memoria corta degli italian(ott)i
C’è una parola che circola con inquietante disinvoltura: REMIGRAZIONE.
Un vocabolo elegante per mascherare un’idea brutale: rispedire indietro chi è arrivato da altrove, troppo spesso senza distinguere fra persone, storie e diritti.
A pronunciarla sono sovente gli stessi che si riempiono la bocca di Patria, tradizioni e orgoglio nazionale.
Ma la memoria, evidentemente, non può essere una faccenda selettiva. Perché l’Italia, prima di essere un Paese da cui si vorrebbe cacciare qualcuno, è stata un Paese da cui sono partiti milioni di persone.
Ecco qualche numero, a mio avviso, impressionante.
Tra il 1876 e il 1976 si registrarono circa 26 MILIONI *DI ESPATRI ITALIANI, verso le Americhe, l’Europa e altri angoli del mondo. (Fonte: CSER, Centro Studi Emigrazione, Roma).
Tra il 2006 e il 2024, secondo la Fondazione Migrantes, 1,6 MILIONI DI ITALIANI sono emigrati, mentre circa 826.000 sono rientrati: un saldo negativo di oltre 817.000 persone.
Uomini e donne in cerca di lavoro, dignità e futuro, spesso con una valigia di cartone e la speranza di una vita migliore.
Oggi, inoltre, circa 6,4 MILIONI di cittadini italiani sono iscritti all’AIRE, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Allora, caro italianotto smemorato e opportunista, prima di invocare la remigrazione, prova a fare una cosa semplice: guarda indietro.
Chiedi a tuo nonno oppure a tuo padre dove sia andato suo padre.
Scava nella tua storia familiare. Potresti scoprire che anche il tuo albero genealogico ha qualche ramo cresciuto oltre i confini della Patria.
Ovviamente, tutto questo non significa ignorare i problemi dell’immigrazione, né rinunciare doverosamente a regole e doveri.
Significa rifiutare la disumanità travestita da soluzione, il pregiudizio venduto come patriottismo e la memoria usata soltanto quando conviene.
La Patria non si difende certo dimenticando chi siamo stati.
Dedicato a mio nonno Rosario, che intorno al 1910 attraversò l’oceano e raggiunse gli Stati Uniti. E a tutti i milioni di italiani che partirono senza sapere se sarebbero tornati, a chi costruì una vita lontano e a chi lasciò in Italia una famiglia ad aspettare.
Perché dietro ogni partenza c’era una storia.
E dietro ogni storia, una persona.
* il numero include anche chi è rimpatriato e chi è ripartito più di una volta.
di Massimo Mazzotta – fb
dì 5 Novembre 2026

