• 28/09/2026

La distruzione del territorio e dell’agricoltura

di Pasquale Di Lena –

Nella nostra regione vi è un autentico campionario di sbarramenti di corso d’acqua

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Bruxelles le definisce misure di emergenze nel settore vitivinicolo nei prossimi anni e sono: distillazione del vino, vendemmia verde ed estirpazione di vigneto causa crisi. In pratica prosegue – con la crisi strutturale dell’agricoltura del 2004, la grave crisi finanziaria del 2007-20008; l’impero dei negazionisti che fanno impazzire il clima; i dazi di Trump; le guerre in atto e altri disastri, propri del sistema predatorio e distruttivo, il neoliberismo delle banche e delle multinazionali – l’attacco ai prodotti simbolo del Mediterraneo: vino, olio, grano.

Tutto per affermare un cibo artificiale che il sistema dichiara “coltivato”.

Si spiega, così, l’accanimento per la distruzione del territorio e la richiesta di sempre nuova energia, nel tempo, anche, dell’intelligenza artificiale, che di energia ne ha bisogno in grande quantità, come pure di acqua. Un disegno chiaro, preciso del sistema del dio denaro che oggi domina il mondo e decide il destino della natura, non solo dell’umanità.

Invito a pensare, solo per un attimo, al nostro Paese coperto da mille e mille discariche, Data Center, pali eolici e pannelli solari, al posto dei vigneti, oliveti e campi verdi/gialli di grano.  

Invito anche a riflettere sulla comunicazione incessante a consumare, espresso da tutti quelli che propagandano il bisogno di energia. Il sistema non si ferma a depredare e distruggere la nostra amata terra e, per ora, risulta vincente su tutt’i fronti per mancanza di avversari.

Faccio mio l’invito di Anacleto a leggere il discorso, fatto ieri all’ONU, di Pedro Sanchez, il grande presidente spagnolo. Passaggi importanti per capire meglio la differenza tra chi governa con idee e passione, orgoglioso della sua gente e chi, invece,  sta al governo per eseguire gli ordini che gli arrivano dai Trump di turno, negazionisti, espressioni del sistema della finanza (banche e multinazionali).

Nessuna meraviglia per me che vivo – da studente, sindacalista, politico, dirigente – la realtà dell’agricoltura, italiana in particolare, e dei suoi protagonisti. Nessuna meraviglia, dicevo, vedere la più grande organizzazione professionale agricola, la Coldiretti, a fianco di tutti – dico tutti – i governi che si sono avvicendati dalla fine della guerra ad oggi. Questa volta, con la scusa dei cinghiali, a fianco della Meloni per l’approvazione della legge sulla caccia. Un altro regalo ai costruttori di armi, anche se solo di fucili. 

Un ennesimo attacco alla natura, che vuol dire al disastro che pagheranno a caro prezzo le prossime generazioni. Intanto continua – con il silenzio anche delle altre organizzazioni – la distruzione del territorio, il furto di suolo e, con l’abbandono della piccola e media azienda coltivatrice, l’impoverimento delle nostre campagne.

di Pasquale Di Lena

 

lì 28 Settembre 2026