La ‘conca’ in Abruzzo e la ‘tina’ in Molise
di Giancarlo Sociali – fb –
Strumento per la sete e l’amore fino a qualche decennio fa
La conca, strumento per la sete e l’amore.
In ogni casa c’era la “Conca” (“Tina” in Molise), recipiente realizzato in rame con due manici ad ansa.
La ‘conca o tina’ ha il fondo concavo e l’imboccatura larga con un restringimento un po’ più sopra della metà, che le dona la caratteristica forma e che serve a stabilizzarla al meglio.
Solo le donne andavano ad attingere l’acqua con la conca, e nonostante il lavoro pesante e stancante, le giovani, erano felici di andare, perchè era l’unico modo per uscire ed incontrare amiche, e spasimanti.
La conca, unica testimone di amori, passioni e pianti, veniva portata all’andata che era vuota, per il manico, una volta piena di acqua e di parole, di sguardi e di ammiccamenti, veniva deposta in testa sopra la “spara” (panno arrotolato che attutiva il peso e faceva da base), retta prima da una sola mano e poi addirittura senza, guidandone l’equilibrio solo con il collo ed il bacino. E da qui il tipico portamento “regale” delle donne abruzzesi.
Ed è ancora associata l’andatura delle donne locali al portamento elegante di regine e dame. Su di esse scriveva Maud Howe nel suo libro “Cronaca di viaggio tra i monti d’Abruzzo nell’autunno del 1898”: “Presso la fontana appena fuori la porta una dozzina di donne e ragazze stavano ad attingere acqua. Il loro portamento era libero e nobile.”
di Giancarlo Sociali – fb
lì 23 Ottobre 2025

