Hub Molise-Roma
di forchecaudine.com –
Ennesima genialata
Ancora una trasformazione per la travagliata sede della Regione Molise a Roma, ironicamente definita “L’Ambasciata del Molise”. Molti anni fa la sede, di proprietà dell’istituzione regionale, era in via Nomentana e già allora più volte abbiamo accertato la scarsa incidenza di quella struttura dove, da un’inchiesta della collega Ferrante proprio per Forche Caudine, emersero perfino elenchi telefonici vecchi di anni.
I più si domandavano, in particolare, cosa si facesse in quegli uffici dalla mattina alla sera. Fatto sta che quando alcuni membri dell’associazione si recarono in quella sede per acquisire materiali promozionali del Molise da distribuire in occasione di un convegno su Francesco Jovine nel 1989, ne uscirono con quattro posters consumati e nulla più.
Quella sede, si giustificarono gli allora responsabili, serviva in particolare come foresteria per accogliere i consiglieri regionali molisani in trasferta a Roma. Insomma, un’alternativa spartana rispetto ad un albergo.
Poi emerse l’acquisto della sede nella centralissima via del Pozzetto, a due passi da via del Tritone, pagata non proprio due soldi dalla Regione vista l’ubicazione privilegiata. La musica, secondo molti, però non è cambiata: emblematica la tenuta di qualche libro molisano su uno scaffale decisamente impolverato. Mancano sale in grado di ospitare un po’ di gente per un incontro o un convegno: massimo un tavolo per una dozzina di presenti. Quindi pochi eventi, abbastanza riservati. Peccato. Ennesima occasione persa.
Lo scandalo maggiore però è venuto dalla sede acquistata a Bruxelles, chiusa per molto tempo e ora venduta.
Queste traversie tra Regione Molise e sedi di rappresentanza registra ora un nuovo capitolo per “il rilancio della sede romana”. Come? Trasformandola in un “centro multifunzionale”, aggettivo intrigante ma che spiega poco. In sostanza dovrebbe diventare, dopo ulteriori lavori non certo gratuiti, un punto di studio, lavoro e co-working per gli studenti universitari molisani a Roma.
Si accende, di conseguenza, più di un interrogativo.
Innanzitutto, i dirigenti pubblici molisani sanno quanti studenti corregionali studiano a Roma? Sono rimasti ben pochi rispetto a quelli presenti nella Capitale nei “gloriosi” anni Ottanta. Innanzitutto perché i giovani, purtroppo, in Molise sono sempre più una minoranza e ogni anno l’esodo è sempre più ridotto non per la voglia (o la necessità) di trovare fortuna altrove ma perché i numeri sono impietosi. A questa amara penuria si somma la scelta di altre città come sedi di studio, principalmente nel Nord Italia e all’estero. Roma è rimasta la meta privilegiata principalmente dei calabresi. Insomma, quello degli studenti non è proprio un target azzeccatissimo. E va aggiunto che, al pari degli studenti corregionali, i molisani a Roma sono sempre di meno: se erano circa 30mila all’inizio degli anni Ottanta, figli per lo più della forte emigrazione del dopoguerra e degli anni Sessanta, oggi sono ridotti a meno di 10mila unità. I bengalesi a Roma sono il quadruplo.
Seconda questione: di questo genere di “centri multifunzionali” è piena Roma. Basta recarsi in qualsiasi biblioteca per trovare immense sale, fornite ovviamente di supporti digitali, destinate gratuitamente allo studio e alla lettura per gli studenti. Non mancano persino nei centri sociali (persino nello “Spin Time” di via Santa Croce in Gerusalemme, palazzo occupato abbandonato da qualche settimana da 400 famiglie per un incendio) o in alcune parrocchie. Anche i co-working non difettano, anzi il loro numero è decrescente rispetto ad una ventina di anni fa. Allora perché gli studenti molisani si dovrebbero recare nello “scomodissimo” centro storico, in genere da quartieri più periferici visto il costo degli affitti, per studiare in una sala con altri studenti molisani, alla faccia delle aperture verso l’esterno?
Ancora: non sarebbe meglio prevedere, come richiesto da decenni, un punto di vera promozione turistica per un Molise sempre più spopolato, povero, ignorato, privo di servizi essenziali, come testimoniato per l’ennesima volta dall’ultima puntata di Presadiretta che ha dedicato un servizio di 14 minuti al dramma dell’Alto Molise, con una sanità sempre più all’osso?
Roma, in questo caso, sarebbe una piazza privilegiata per il turismo di prossimità, vista la distanza con la provincia di Isernia e Campobasso: la Capitale sarebbe una città ideale di partenza per fine settimana molisani nel segno della natura. Ma se il Molise non comincia a farsi conoscere sul serio, le tante case vacanze che stanno aprendo nei paesi molisani – spesso nel segno della disperazione – rischiano di rimanere troppo tempo vuote.
E tanto per accrescere i paradossi, nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa, denominata un po’ troppo ottimisticamente “Hub Molise Roma”, leggiamo su un lancio dell’Ansa Molise che si mira anche alle “istituzioni scolastiche molisane”. Cioè i ragazzi delle scuole regionali farebbero 250 chilometri e più in pullman per visitare la sede della Regione Molise a Roma? Guardate, di certo più interessanti sono i recenti scavi della metropolitana al Colosseo: i romani, allora, forse erano meglio organizzati di tanta burocrazia con cui c’imbattiamo amaramente.
di forchecaudine.com
lì 14 Ottobre 2026

