Gianni Spina da Cercemaggiore
di Giovanni Germano –
Se n’è andata una persona capace di esprimere nel modo migliore il suo attaccamento alle radici
“Giovanni andò via da Cercemaggiore negli anni Settanta. Vittima di un incidente si trasferì a Roma dove con tenacia lavorò e prese il titolo di studio che gli permise di vincere il concorso al Ministero degli Esteri. A 28 anni si ritrovò nel 1977 nel consolato italiano di LA PLATA nel peggior periodo storico vissuto dall’Argentina.
Tra i primi fascicoli che gli capitarono tra le mani ci fu quello di Giuseppe Tedeschi, il prete di Jelsi barbaramente trucidato il 2 febbraio del 1976 dagli squadroni paramilitari del Generale Videla. Giovanni continuò a lavorare e studiare, senza mai deflettere o arretrare. In quegli anni conobbe Caterina nella comunità italiana della grande Buenos Aires. Una ragazza di rara umanità e sensibilità, figlia di emigranti calabresi arrivati da Bivongi. Dopo il matrimonio Giovanni viene trasferito all’ambasciata italiana in Spagna, dove continua a studiare e opera per anni con diligenza e competenza, nel mentre in famiglia arrivano quattro figli, Christian, Damiano, Leonardo e Michelangelo. Ad un certo punto si libera un posto rilevante presso l’Ambasciata Italiana di LIMA e Giovanni si trasferisce per sei anni in PERU’ dove seguirà casi complessi di italiani arrestati e detenuti in condizioni pessime in località remote.
Estremamente riservato negli ultimi tempi si soffermò su un’occasione in cui il pullman su cui viaggiava si fermò per un’avaria in un villaggio peruviano al confine con la Bolivia a oltre 3 mila metri di quota. Superò anche quella. Manteneva i rapporti con i familiari dei detenuti in Italia e cercava di disbrigare il prima possibile le pratiche per l’estradizione o per farli uscire dal carcere. Terminato quell’incarico al Ministero degli Esteri pensano a lui per inviarlo nel nuovo consolato di Mar del Plata, quello più a Sud dell’emisfero australe. Giovanni accetta e costruisce una rete straordinaria di collegamenti con la comunità italiana, i patronati e le associazioni molisane di Mar del Plata. E’ un riferimento per tutti e non smette mai di custodire i legami con la galassia degli italiani sparsi in Sudamerica, in Europa e per il Mondo, e continuerà ad occuparsi di loro anche dopo il pensionamento. Col primo figlio rimasto in Spagna, il secondo docente universitario a Melbourne in Australia, il terzo in banca prima in Olanda e poi a Bruxelles e l’ultimo ingegnere a Parigi, Giovanni comincia a organizzare con orgoglio annualmente nella contrada Selvafranca di Cercemaggiore, dove aveva risistemato la casa del nonno, una festa della famiglia Spina in cui invitava amici e parenti. Nessuna distanza aveva mai potuto annullare il suo legame con la Terra d’origine ma anche lì con la moglie si mise a organizzare corsi di spagnolo gratuito al Convento della Madonna della Libera e dava una mano come poteva e a tutti. In tante circostanze, sia durante il mio impegno sindacale che istituzionale e coi volontari dell’associazione Giuseppe Tedeschi, ci siamo rivolti a Giovanni che non si è mai sottratto, nemmeno per i casi più spinosi di persone che dovevano rientrare dal Venezuela e dall’Argentina.
Nel corso di un viaggio nel 2019 in cui per ragioni di lavoro raggiunsi per il sindacato e l’ANPI, l’Uruguay e l’Argentina, ebbi l’opportunità di toccare con mano la qualità dei rapporti umani, la stima professionale e la considerazione del Consolato e della comunità italiana di Mar del Plata nei suoi confronti. Con lui scompare uno dei principali testimoni della diaspora molisana nel Mondo, ma il suo esempio, i suoi tratti garbati, la sua concretezza ed i modi riservati con cui operava, resteranno per sempre nel cuore di chi l’ha conosciuto, apprezzato e stimato.
Da Napoli invio un abbraccio affettuoso ai familiari e a tutta la comunità di Cercemaggiore custodendo il ricordo di un emigrante capace di affermarsi attraverso lo studio, il lavoro, la generosità ed il rispetto nei confronti del prossimo.
Ciao Giovanni!” (Michele Petraroia)
Gianni è stato un punto di riferimento importante per noi organizzatori di “cammina, Molise! in Argentina”. In tutte le edizioni, a Mar del Plata, a Rosario, a Cordoba, a La Plata, a Buenos Aires e poi di nuovo a Mar del Plata è stato sempre presente; per tutti questi anni Gianni ha rappresentato una delle persone più importanti tra i vari collaboratori, perché capace di esprimere nel modo migliore il suo attaccamento alle radici. Ha messo a disposizione le sue esperienze e la sua passione.
Dal 2015, dalla prima Edizione in Argentina, da quando cioè ci siamo conusciuti, ha partecipato sempre, anche in Italia quando si trovava al proprio paese, al “cammina, Molise!”; Gianni era inconfondibile agli occhi dei marciatori, indossava sempre un poncho argentino con un cappello in cuoio a larghe falde.
Grazie, Gianni, per l’aiuto che in tutti questi anni hai dato a noi dell’APS La Terra ed in particolar modo a tutte le Associazioni di Molisani in Argentina.
Un ultimo abbraccio a te e calorose condoglianze alla famiglia che lasci da parte di tutta la famiglia di “cammina, Molise!” in dall’Italia e dall’Argentina.
di Giovanni Germano
lì 05 Maggio 2026

