Facciamo rivivere i paesi
di Barbara Raddi – fb –
“Chiediamo a chi ne ha l’autorità di decidere per la loro sopravvivenza invece che per il loro declino”
Da qualche giorno mi trovo ad ascoltare in giro questa nuova canzone dal ritmo coinvolgente. Parla del ritorno al paese di chi vive una vita di città, un ritorno che diventa festa, recupero delle origini, delle tradizioni, della famiglia, di tempi dilatati e della lingua locale.
Dal mese scorso nelle sale cinematografiche il nuovo film con Elio Germano “Ritorno al tratturo” mette l’accento sulle problematiche delle aree interne in termini di carenza dei servizi alla cittadinanza (sanità, trasporti, istruzione), calo demografico e perdita di capitale umano altamente qualificato che “emigra” verso le città o all’estero.
Riccardo Milani si appresta alla sua terza esperienza cinematografica sui temi, rispettivamente, dell’istruzione scolastica, almeno elementare, nei paesi montani con pochi bambini, dell’accaparramento delle risorse naturali da parte di multinazionali in aree geografiche prive di alternative reali di occupazione e sviluppo economico, più di recente della privazione dell’assistenza medica a certi cittadini – considerati di serie B perché residenti in piccole provincie – con la chiusura degli ospedali pubblici.
Il quadro reale è in contrasto con il giubilo del video.
Nonostante ciò posso ritenermi felice, non solo perché la parola “paese” non trovava spazio nei testi della musica italiana dai tempi di “paese mio che stai sulla collina…” e viene qui finalmente usata in accezione positiva rispetto a quella di sfigato luogo d’origine da abbandonare, ma soprattutto perché l’arte, la musica, il cinema, hanno preso in carico temi fondamentali per il futuro dell’Italia, che le istituzioni non riescono a gestire con visione lungimirante. E sono fiduciosa che il potere dell’arte possa sensibilizzare l’opinione – in modo molto più incisivo di proteste o proposte di legge che purtroppo cadono nel vuoto – a rivedere certi paradigmi e modelli di vita e culturali che non sono più sostenibili.
E allora… quest’estate, ma non solo d’estate, ricominciamo a guardare ai paesi come luoghi dove costruire e rimanere, e chiediamo a chi ne ha l’autorità di decidere per la loro sopravvivenza invece che per il loro declino.
QUANDO TORNO AL MIO PAESE – VIDEO
di Barbara Raddi – fb
lì 16 Giugno 2026

