• 02/10/2026

Due sedi per il consiglio regionale

di Gianfranco Vitaliano – fb –

Nessuna responsabilità

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Torno su questa vicenda perché costretto.

A luglio ho posto pubblicamente domande precise sulla doppia programmazione della sede del Consiglio regionale, e nessuno ha risposto nel merito.

I fatti, invece, sono andati avanti.

L’8 settembre la Giunta ha accertato in bilancio i 35 milioni per l’ex Roxy.

Il 22 settembre il Consiglio ha formalizzato il contratto di locazione in contrada Macchie.

Due atti in contraddizione, a due settimane di distanza, come se le domande non fossero mai state poste.

Quando chi governa risponde con gli atti compiuti anziché con le ragioni, il messaggio è chiaro: sedi, soldi e decisioni vengono trattati come roba propria, non come beni affidati in custodia.

È questo senso proprietario del potere che trovo inaccettabile, prima ancora dello spreco.

Il 25 febbraio la Giunta aveva destinato 35 milioni del Fondo sviluppo e coesione alla demolizione e ricostruzione dell’ex Roxy. L’obiettivo era ospitare Giunta e Consiglio entro il 2032 e dismettere le sedi in affitto, a cominciare da quelle del Consiglio, che lo aveva condiviso già nel febbraio 2025.

Eppure, il 29 giugno quello stesso Consiglio ha aggiudicato la locazione di un’ex concessionaria d’auto in contrada Macchie: 250 mila euro l’anno più IVA, per sei anni con rinnovo automatico per altri sei.

Con l’IVA, il canone supera i 300 mila euro annui. Il vecchio contratto di via IV Novembre pesa fino al 2029. Poi ci sono traslochi, arredi e adeguamenti. E con il rinnovo automatico la locazione può arrivare al 2039, sette anni oltre il trasferimento previsto nel nuovo polo.

Delle due l’una: o l’ex Roxy è un annuncio senza volontà di realizzarlo, o Macchie è una spesa destinata a diventare inutile.

C’è poi un fatto nuovo.

Con le delibere 353 e 360 del 23 e 25 settembre, la Giunta ha proposto la programmazione del Fondo di rotazione per l’atto integrativo all’Accordo per la coesione. Tra le voci compare una linea di azione “Edifici pubblici” da 8,9 milioni, senza indicazione degli immobili.

Per quali edifici? Sono risorse aggiuntive per l’ex Roxy, già finanziato? E come si inseriscono in un percorso che, sulla sede istituzionale, procede già su due binari?

L’articolo 97 della Costituzione impone buon andamento, coerenza tra gli atti, economicità e trasparenza.

Ripeto. quindi, le domande.

𝗔𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲: perché un polo unico senza coordinarsi con il Consiglio, e a cosa sono destinati gli 8,9 milioni?

𝗔𝗹 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 perché un contratto pluriennale con rinnovo automatico, se condivideva il progetto dell’ex Roxy, ed esiste una clausola di recesso anticipato?

Ma la responsabilità non è solo di chi firma.

È anche di chi tace.

Non risultano iniziative dei 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶, di maggioranza e di opposizione, che pure dispongono di interrogazioni, accesso agli atti e mozioni. L’opposizione che non chiede conto rinuncia alla propria funzione. La maggioranza che non pretende coerenza la tradisce.

Non risulta che 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼, interni ed esterni all’istituzione, abbiano assunto iniziative pubbliche per impedire quello che appare, con evidenza, un potenziale danno all’erario.

Tace 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲: associazioni, ordini professionali, sindacati.

L’assuefazione è il terreno su cui prosperano gli sprechi.

Chiedo due cose:

  • un atto unitario di Giunta e Ufficio di presidenza, con un unico quadro economico pubblico che comprenda anche la linea “Edifici pubblici”;
  • a valle, la revisione del contratto di Macchie, con una durata coerente con il cronoprogramma dell’ex Roxy e senza rinnovo automatico.

Mi aspetto che gli organismi di controllo verifichino legittimità ed economicità dell’intera operazione.

Il silenzio, in questi casi, non è neutralità.

È corresponsabilità non solo politica.

E i molisani, che pagano, hanno diritto di saperlo.

di Gianfranco Vitaliano – fb

 

 

lì 2 Ottobre 2026