• 26/10/2026

“Bisogni essenziali e domanda di lavoro nelle aree interne”

di Andrea Ciarini –

Costruzione di programmi territoriali di creazione di lavoro sui bisogni delle comunità

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Quali condizioni consentono di vivere nelle aree interne, costruirvi un progetto di vita e immaginarvi il proprio futuro? Quali servizi mancano e quali attività lavorative sarebbero necessarie per rispondere ai bisogni di chi vi abita?

Sono le domande al centro della ricerca “Bisogni essenziali e domanda di lavoro nelle aree interne”, promossa dal Disse – Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche – Sapienza e da @COMUNITARIA–ODV, che abbiamo appena concluso.

Tra Marzo e Agosto 2026 abbiamo raccolto le risposte di 2.860 abitanti delle aree interne delle venti regioni italiane con un piano di campionamento rigoroso. E’ stata inoltre una ricerca situata, con il coinvolgimento di decine di rilevatori sul territorio nazionale che hanno partecipato alla rilevazione.

A tutti loro va un grande ringraziamento, per lo sforzo e per averci consentito così di ridurre il rischio di autoselezione, come avviene invece nella maggior parte delle web survey aperte, dove i partecipanti decidono in autonomia se rispondere e partecipare, ma spesso con una scarsa attendibilità delle risposte ricevute.

Il punto di osservazione scelto è quello degli abitanti. All’interno di un’unica rilevazione nazionale, sono state messe in relazione due dimensioni generalmente analizzate separatamente: da un lato, la qualità della vita, l’accessibilità ai servizi essenziali, i bisogni insoddisfatti; dall’altro, la domanda di lavoro potenziale e le figure professionali necessarie per rispondere a tali bisogni.

Presenteremo a breve il rapporto completo, i risultati e le proposte di policy che ne conseguono. Intanto, il punto da cui partire è questo: L’indagine restituisce risultati che mettono in discussione alcune rappresentazioni consolidate delle aree interne. Territori rappresentati generalmente come poco attrattivi per la scarsità di opportunità occupazionali esprimono in realtà una forte domanda di lavoro legata proprio ai bisogni fondamentali minacciati dallo spopolamento: salute, cura, istruzione, trasporti, collegamenti, manutenzione e cura del territorio, cultura, socialità, prossimità.

Le risultanze dell’inchiesta indicano una strada alternativa alle ricette sperimentate sin qui. Non gli incentivi o i bonus o la turistificazione come unica alternativa allo spopolamento. Ma la costruzione di programmi territoriali di creazione di lavoro sui bisogni delle comunità.

di Andrea Ciarini

 

 

dì 26 Ottobre 2026