Tartufo, terra e fortuna
di Giovanni Mancinone –
Questo massiccio montuoso rappresenta uno dei principali fattori identitari del Molise
“Il lotto nel piatto” alla prima giornata della XXXI Fiera del tartufo bianco di San Pietro Avellana
Il crostino al tartufo si accoppia con il 19. I tagliolini al tartufo col 74. Queste sono due delle ricette contenute ne “Il lotto nel piatto” che è arrivato a San Pietro Avellana in una umida sera d’autunno per contribuire a far crescere l’interesse sull’importanza di un’alimentazione equilibrata per il bene della nostra salute.
Una serata interessante con un pubblico attento e in compagnia del sindaco Simona Di Caprio, del consigliere comunale Claudio Di Ludovico e Maria Paola Evangelista dell’AIS Molise che ha tenuto una dotta lezione sui giusti accoppiamenti tra i piatti a base di tartufo e i vini molisani.
E così abbiamo appreso che un tagliolino al tartufo ben si sposa con una “Falanghina”, un risotto con il più nobile dei tuberi trova il suo equilibrio con un “Greco del Molise DOC” e l’uovo al tegamino con scaglie di tartufo ben si accompagna con un “Biferno bianco”.
San Pietro Avellana è la capitale molisana del Tartufo.
In questo piccolo centro dell’alto Molise è iniziato negli anni ’70 il percorso di valorizzazione economica di questo tubero che, stando alle stime degli esperti, ha un fatturato annuo pari a 20 milioni di euro.
Ora il tartufo si raccoglie in tutta la regione e si commercializza in tutto il mondo. Ci sono anche qui i “Truffle Broker” che acquistano i tartufi freschi dai cercatori e in pochissime ore li piazzano nelle piazze della ristorazione di lusso di tutto il mondo. Uno di questi professionisti mi ha confessato che dorme col telefonino sul comodino pronto a svegliarsi al primo squillo perché sa che quella chiamata è accompagnata da una richiesta di prodotto da spedire a Tokyo o a New York.
I prezzi sul mercato sono alti. Il bianco pregiato può raggiungere, a seconda della pezzatura e della qualità del prodotto, anche 6 mila euro al chilo. Più accessibile il tartufo nero o lo scorzone estivo. Ma intanto ora bisogna fare i conti anche con il clima e quella del 2026 per il comparto del tartufo non è stata una buona annata.
di Giovanni Mancinone
dì 2 Novembre 2026

