La politica è il luogo del merito?
di Annamaria Becci (segretaria circolo PD Guglionesi) –
Il coraggio di una svolta
Ci hanno insegnato che la politica dovrebbe essere il luogo del merito: competenza, impegno, visione, capacità di ascolto. Troppo spesso, invece, il cambiamento resta uno slogan da comizio, buono per le campagne elettorali e mai per il governo dei territori.
Quando il cambiamento tocca gli equilibri di Potere, il merito diventa scomodo. Si premia la fedeltà, non la competenza. Si scelgono i vicini, non i migliori. Si presidiano le poltrone, non si affrontano i problemi.
Chi merita è spesso costretto ad andare via, per far posto a chi merita meno.
Finché non ci sarà il coraggio di una svolta vera, questo modo di intendere la politica, ridotta a gestione esclusiva del Potere, produrrà limiti enormi per le nostre comunità.
Né sviluppo. Né nuove idee. Né una visione proiettata al futuro.
Ogni giovane che parte è un progetto che se ne va. Ogni competenza tenuta ai margini è una sconfitta per l’intera collettività.
Lo diceva già Enrico Berlinguer nella storica intervista a Eugenio Scalfari del 28 luglio 1981: i partiti di oggi sono soprattutto «macchine di potere e di clientela». Per lui il compito dei partiti non era occupare «pezzi sempre più larghi di Stato», ma interpretare le aspirazioni del popolo e controllare democraticamente le istituzioni. Sono passati oltre quarant’anni e quel monito parla ancora ai nostri territori: una politica che occupa e dimentica la gente smette di essere servizio e diventa privilegio.
E arriva un momento in cui ci si guarda intorno e bisogna scegliere: adeguarsi a un modo di fare politica che pretende obbedienza e non idee, per compiacere l’ego smisurato di qualcuno. Oppure andare via, e restare a guardare come una certa politica finirà di consumare ciò che resta delle nostre comunità.
La Politica deve tornare, ha la necessità di tornare, a essere ciò che era nel suo significato più autentico: servizio, ascolto, impegno per la comunità.
Non può più essere gestione di Potere, che gioca a discapito di chi dovrebbe essere tutelato.
Una politica che vive in mezzo alla gente, senza padrini e senza rendite di posizione.
Che non teme chi è più bravo, perché sa che una comunità cresce solo se cresce chi la abita.
Servono porte aperte, non porte girevoli. Servono spazi reali per i giovani, per le donne, per chi ha idee e la volontà di metterle al servizio del bene comune.
Il merito non è un favore da concedere. È un diritto da garantire.
Il vero cambiamento comincia quando smettiamo di chiedere “di chi sei?” e torniamo a chiedere “che cosa sai fare?”.
di Annamaria Becci (segretaria circolo PD Guglionesi)
lì 30 Settembre 2026

