• 16/05/2025

“Un tesoro di gioventù”

di APS La Terra – 

Larino il ricordo del fotografo Paolo Di paolo

 

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LOCANDINA

Sabato 17 maggio, al cinema Risorgimento di Larino, si ricorda e si festeggia Paolo Di Paolo a 100 anni dalla sua nascita. Con la proiezione del bellissimo documentario sulla sua vita “Paolo Di Paolo, Un tesoro di gioventu’”.

Nato nel 1925 a Larino in Molise, nel 1939 si trasferì a Roma per conseguire la maturità classica. Nell’immediato dopoguerra si iscrisse alla facoltà di filosofia dell’Università La Sapienza, dove fu allievo di Guido De Ruggiero e compagno di studi, oltre che fraterno amico, di Lucio Colletti.

Tra la metà degli anni quaranta e i primi anni cinquanta frequentò gli ambienti artistici di Roma entrando in contatto col Gruppo Forma 1 e figure di primo piano quali Mario Mafai, Giovanni Omiccioli, Giulio Turcato, Antonio Corpora, Pietro Consagra, Carla Accardi e Mimmo Rotella, decidendo quindi di sviluppare attraverso il mezzo fotografico il proprio interesse per le arti figurative. Nel frattempo lavorò nell’editoria e nel 1953 venne nominato capo redattore della rivista Viaggi Cit. Le tourisme en Italie.

L’esordio in fotografia avvenne da dilettante, «nel senso di fotografare per diletto». Nel 1954 iniziò a collaborare con il settimanale culturale Il Mondo, fondato e diretto da Mario Pannunzio. Di Paolo divenne uno dei principali collaboratori, vantando il maggior numero di scatti apparsi sulla testata (573 immagini). Sua è, inoltre, la prima fotografia firmata apparsa sul giornale, così come l’ultima pubblicata sul numero di chiusura. Tra il 1954 e il 1956 allargò le collaborazioni alla Settimana Incom Illustrata, diretta da Francesco Malgeri.

Nello stesso periodo iniziò a lavorare stabilmente anche per il settimanale Tempo, diretto da Arturo Tofanelli, per il quale effettuò numerose inchieste e servizi, firmati, tra gli altri, insieme a Pier Paolo Pasolini, Antonio Cederna, Lamberti Sorrentino, Mino Guerrini e Luigi Romersa e, come inviato, viaggiò molto anche fuori dall’Italia (Unione Sovietica, Iran, Giappone, Stati Uniti).

Grazie ai rapporti di amicizia stabiliti negli ambienti del cinema e dell’arte, poté realizzare foto private ed esclusive ai più grandi intellettuali, attori e registi dell’epoca.

Dalla metà degli anni cinquanta alla metà degli anni sessanta realizzò alcuni importanti reportage su personalità d’élite: fotografò l’ex sovrano italiano, Umberto II, in una dimensione non ufficiale, insieme ai figli, a Porto, luogo d’esilio di Carlo Alberto; Enzo Ferrari in fabbrica fra i suoi operai e i suoi motori; Anna Magnani nella sua villa al Circeo; le cacce alla volpe e i concorsi ippici esclusivi; i balli della nobiltà europea.

Oltre a questo, si cimentò in importanti inchieste sociologiche, come La lunga strada di sabbia, del 1959, sulle abitudini degli italiani in vacanza, firmata con Pier Paolo Pasolini. Seguì poi il regista durante le riprese dei film Il Vangelo secondo Matteo e Mamma Roma, e realizzò inoltre scatti molto privati: in casa, con la madre, al “monte dei cocci” a Roma, e in raccoglimento sulla tomba di Antonio Gramsci nel cimitero acattolico di Roma.

Concluse la sua attività di fotografo collaborando assiduamente con la famosa giornalista Irene Brin, creando così un “tandem” specializzato in reportage esclusivi sull’high society internazionale.

Nel 1966 chiuse Il Mondo. Di Paolo quindi decise di smettere la professione di fotografo free-lance; lo fece con un telegramma indirizzato allo stesso Pannunzio: «Per me e per altri amici muore oggi l’ambizione di essere fotografi»[4]. Dieci anni dopo cessò le pubblicazioni anche Tempo; Di Paolo ritornò così ai suoi studi filosofici e di ricerca storica, mentre il suo archivio fotografico composto da 250.000 scatti, resterà a lungo nella sua cantina, venendo poi riscoperto dalla figlia Silvia. Da allora l’enorme materiale è stato catalogato e curato.

Muore all’ospedale San Timoteo di Termoli il 12 giugno 2023 all’età di 98 anni.

di APS La Terra

16 Maggio 2025

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