55 anni di sacerdozio missionario
di p. Antonio Germano Das, sx. (antoniogermano2@gmail.com) –
Dal diario di Padre A. Germano, dove ricorre anche un episodio della vita di Don Alfredo Ricciuto*. Con la festa dell’Incoronata ricorre anche l’anniversario della morte di Don Alfredo (71 anni). Questo racconto vuole essere una sua commemorazione
Oggi, 25 ottobre, ricorre il 55mo anniversario della mia ordinazione di prete missionario. In quel lontano 25 ottobre 1964 avevo dentro una gioia grande accompagnata da una ferita langinante per la scomparsa di mia madre avvenuta poco piu’ di un mese prima, il 15 settembre. Quest’anno, per un gioco strano della Provvidenza, vivo l’anniversario nella Missione di Satkhira in sostituzione di P. Lorenzo Valoti andato in Italia per il suo turno di riposo. A Satkhira ho contato anche i miei 80 anni ringraziando il Signore che mi ha caricato di energia nuova, quasi giovanile. Ho cavalcato ininterrottamente la moto, 80 di cilindrata, di fabbricazione cinese, che porta il nome di Runner, ma non supera i 60 km orari. Le piogge non mi hanno fermato nella stagione dei Monsoni. Gli scrosci di pioggia quasi rinvigorivano il mio andare facendomi venire in mente episodi della mia vita ormai longeva.
Uno di essi e’ il viaggio fatto dietro alla moto, una Gilera, del mio parroco Don Alfredo, a cui e’ legata la mia vocazione missionaria. Durante le vacanze di terza media andammo a trovare Don Nicola, appena ordinato prete e destinato a Giuliopoli, un paesino abbarbicato sui monti. Durante il viaggio incappammo in un temporale, ma Don Alfredo non si fermo’. Bagnati fradici arrivammo a destinazione. Poi, l’uno dopo l’altro, gli episodi legati alla mia vita missionaria: le traversate sui fiumi, i cicloni, le alluvioni. Ricordo in particolare un viaggio avventuroso da Borodol, luogo della mia prima missione, a Khulna. Si era agli inizi degli anni ’80, in piena stagione delle piogge. All’epoca Borodol era un’isola fluviale; da qualsiasi parte vi si giungesse, bisognava attrversare il fiume. Per andare in moto da Borodol a Khulna c’erano ben 7 fiumi da passare a guado e cioe’, di volta in volta, si faceva un tratto in moto, poi, caricata la moto sulla barca, si passava all’altra riva e si continuava il viaggio.
Quella volta partii da Borodol sotto la pioggia, che mi accompagno’ durante tutto il percorso. La distanza Borodol=Khulna non supera i 100 km, ma a percorrerla in quei tempi ci voleva un’intera giornata. Quelli che arrivano oggi in Bangladesh non comprenderanno mai la situazione in cui versava allora il paese. Quel giorno dunque, arrivato verso le otto di sera a Dumuria, un centro importante a 15 km da khulna, la moto mi si blocca e non c’e’ piu’ verso per farla ripartire. A quell’ora tutto e’ buio, perche’ all’epoca non c’era ancora la corrente elettrica. In lontananza vedo un locale illuminato da una lampada a petrolio. Spingendo la moto, mi dirigo verso il locale, che era una specie di bar, ancora pieno di clienti che se la contavano sorseggiando il loro te. Il locale era una capanna costruita su palafitte a ridosso di un canale. Avvicinai il proprietario e gli chiesi se potevo trascorrere li’ la notte, perche’ mi era ormai impossibile raggiungere Khulna. Dumuria all’epoca era un noto covo di briganti (dakat), che facevano sul serio e si raccontavano vari fatti di sangue. Dopo aver preso anch’io il mio te e dato uno sguardo all’intorno per rendermi conto dei personaggi che mi circondavano, mi disposi a trascorrere la notte. Stesi una stuoia sul pavimento in terra battuta; come cuscino posi il borsone che avevo a tracollo. Beh! Il sonno non fu molto tranquillo, perche’ ogni tanto mi svegliavo per controllare se in vista c’era qualche personaggio poco rassicurante.
Arriva il mattino e prendo in mano la moto per vedere se mi riparte. Colpo di grazia! Alla prima schiacciata della manovella, il motore ingrana. Non piove piu’. Posso finalmente ripartire per Khulna dopo aver saldato i conti col proprietario del locale che mi ha ospitato. La penna mi ha trascinato troppo lontano dalla commemorazione del mio anniversario, ma questo era un episodio che non avevo mai raccontato.
Satkhira Mission, 25.10.2019
(*) Don Alfredo Ricciuto è stato il Parroco di Duronia che negli anni 50 fu da esempio per la scelta missionaria dell’allora giovane seminarista Antonio Germano
di p. Antonio Germano Das, sx. (antoniogermano2@gmail.com)
lì 20 Aprile 2026

