{"id":28379,"date":"2023-01-25T14:47:33","date_gmt":"2023-01-25T13:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2023\/01\/25\/elena-ciamarra\/"},"modified":"2023-01-25T14:47:33","modified_gmt":"2023-01-25T13:47:33","slug":"elena-ciamarra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/elena-ciamarra\/","title":{"rendered":"Elena Ciamarra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Approfondimento sulla pittrice, musicista e compositrice scomparsa nel 1981, originaria di Torella del Sannio\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Rita Frattolillo &#8211; fb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">25 Gennaio 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration-line: underline;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 uscito luned\u00ec scorso, su Primo Piano, grazie all&#8217;associazione Alesia 2007, il mio approfondimento su Elena Ciamarra.<\/strong><br \/><strong>Per facilitarvi la lettura, se siete interessati, eccovi l&#8217;originale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scomparsa, a marzo far\u00e0 un anno, di un personaggio molisano-campano di grande statura, mi ha riportato alla mente la storia che mi leg\u00f2 a lui e alla moglie, la giornalista <strong>Angela Piscitelli<\/strong>, quando li conobbi. Sto parlando del pittore, scrittore, traduttore, filosofo, <strong>Leonardo Cammarano<\/strong>, che incontrai la prima volta in occasione della sua mostra \u201cNatura e Cultura\u201d aperta nel dicembre 1987 alla galleria di palazzo San Giorgio. Il mio articolo, \u201c<strong>Idee sotto forma di realt\u00e0<\/strong>\u201d, frutto della mia conversazione con l\u2019artista, usc\u00ec il 17gennaio 1988 sul settimanale Molise Oggi, diretto da A. Cufari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pittore, gentiluomo di altri tempi e personalit\u00e0 di grande spessore culturale, era ben portante, con l\u2019aria distaccata, mista a un retrogusto indagatore tipica di chi ha molto vissuto.<br \/>Aveva esposto quadri che rivelarono al mio sguardo attento la sua solida formazione, il richiamo di una lunga tradizione pittorica, e un\u2019ispirazione eminentemente colta.<br \/>Mi aveva colpito per il fervore e l\u2019ammirazione con cui mi aveva parlato della madre,<strong> Elena Ciamarra<\/strong>, pittrice, musicista e compositrice scomparsa nel 1981.<br \/>Nelle sue parole avevo colto anche una profonda, insanabile amarezza, perch\u00e9, malgrado fosse stata un personaggio di statura europea per il suo talento, Elena era del tutto sconosciuta nella sua terra d\u2019origine, il Molise, che pure aveva ripreso tante volte nei disegni e sulle tele. Suo padre, infatti, l\u2019avvocato del Foro di Napoli Giacinto Ciamarra, era originario di Torella del Sannio ed erede del castello, un antico maniero acquistato dalla famiglia agli inizi dell\u2019Ottocento. Lui stesso, Leonardo, aveva trascorso in paese diversi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia sorpresa nello scoprire una donna geniale mai sentita nominare fu almeno pari al suo sconforto, ma non pensai allora a un mio coinvolgimento, come poi invece \u00e8 accaduto. Cammarano m\u2019invit\u00f2 al castello per poter vedere i lavori materni, e quando mi riusc\u00ec, fui rapita anzitutto dall\u2019atmosfera unica che vi si respirava: mobili, arredi, tutto sapeva di antico, mi rimandava indietro nel tempo, suscitando in me, che sono una patita di Proust, ricordi proustiani.<br \/>Una quantit\u00e0 indefinibile di fogli con i disegni eseguiti da Elena era accatastata ovunque, le pareti erano tappezzate con i suoi quadri (copie perfette dei massimi maestri della pittura europea), e il suo piano Steinway a coda troneggiava nella sala. Tutto parlava di lei, la suggestione era tale che avrei potuto vederla entrare con passo lieve da un momento all\u2019altro, sedersi e far germogliare dalla tastiera uno dei suoi brani. E quando tornai a casa, ancora sotto l\u2019effetto del tempo sospeso che vibrava tra quelle pareti, scrissi di getto le mie vive impressioni che poi entrarono nel catalogo \u201cElena Ciamarra\u201d edito da Arti grafiche La Regione.<br \/>La visita di allora mi conferm\u00f2 che era giunto il momento di rendere giustizia e visibilit\u00e0 a una personalit\u00e0 straordinaria, e mi fece comprendere appieno l\u2019assillo di Cammarano, che intanto continuava a rilasciare interviste nelle varie emittenti locali per divulgare la figura materna nel Molise. Mi aspettavo, a quel punto, qualche iniziativa da parte dei giornalisti che raccoglievano le interviste di Cammarano, o da parte degli artisti. Ma tutto taceva, l\u2019acqua era cheta come al solito.<br \/>Semmai, l\u2019attenzione generale era tutta concentrata sulla Biennale del Sud, che si pensava di trasferire da Napoli al Castello di Gambatesa, inaugurato il 30 settembre 1988 dopo una decina d\u2019anni di laboriosi restauri. Un\u2019operazione straordinaria, perch\u00e9 per la prima volta la Biennale del Sud, fondata dai Borboni nel lontano1752, \u201csbarcava\u201d all\u2019esterno, ed era vista come un bel balzo avanti per farsi conoscere -finalmente- oltre i ristretti confini regionali, dal momento che gli artisti lamentavano da sempre di essere tagliati fuori dai circuiti che contano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, il tempo trascorreva, e sul fronte \u201cvisibilit\u00e0 per Elena Ciamarra\u201d si era a un punto morto, eppure io continuavo a nutrire molta fiducia nella capacit\u00e0 di Cammarano di realizzare la sua mission. Rimanevo perci\u00f2 in una condizione di attesa. Il filo rosso con lui non si era interrotto, tanto che firm\u00f2 una rigorosa recensione sul mio \u201cSaggio sul lessico del dialetto di Campobasso\u201d, tuttavia era spesso in Francia. E francese era un personaggio del 1600, Roger Bussy de Rabutin, un gentiluomo \u201cdi armi, di penna e di tempestosi amori\u201d, su cui Cammarano allest\u00ec al Circolo sannitico di Campobasso una mostra nei giorni di Natale del 1994 a cui, naturalmente, andai e su cui scrissi il mio \u201cpezzo\u201d. Quando mi resi conto che per superare la stagnante situazione \u201cCiamarra\u201d occorreva un\u2019azione vigorosa ed efficace, sentii di dover fare la mia parte. Presi in mano la situazione, malgrado un momento di grande impegno personale.<br \/>E siccome non conosco le mezze misure, mi buttai a capofitto, essenzialmente per due motivazioni: la prima era l\u2019esigenza di colmare un ritardo imperdonabile nei riguardi di una pittrice e musicista straordinaria; la seconda era dettata dal desiderio di attirare l\u2019attenzione su una donna poliedrica, dal momento che il forte contributo dato dal genere femminile all\u2019evoluzione e al progresso sociale e culturale del Paese non aveva quasi mai trovato penne pronte e obiettive.<br \/>Concertai quindi con Cammarano l\u2019intenzione di rivolgermi al presidente dell\u2019A.P. A. Chieffo, pur se lo conoscevo esclusivamente per le mie attivit\u00e0 culturali. Era un\u2019impresa non semplice, lo sapevamo entrambi!<br \/>Il presidente Chieffo ascolt\u00f2 attento, sembr\u00f2 favorevole alla nostra proposta, e infatti mi indirizz\u00f2 all\u2019assessore alla cultura della Provincia, che era l\u2019archeologa della soprintendenza Angela Di Niro.<br \/>Aspetto fragile, falcata rapida ed eloquio veloce, una sigaretta dietro l\u2019altra e il vezzo di bisbigliare in dialetto le cose spiacevoli (cos\u00ec la descrivevo in un mio articolo per \u201cMolise Oggi\u201d del 21 febbraio 1988), Angela Di Niro mi chiese seduta stante di collaborare alla realizzazione del progetto Ciamarra.<br \/>Anzitutto, per\u00f2, aveva bisogno di consultare esperti del settore per una loro valutazione oggettiva e certa dell\u2019effettiva validit\u00e0 della personalit\u00e0 che io andavo decantando con tanto entusiasmo.<br \/>Incrocio di telefonate con Gino Marotta a Roma, con lo storico dell\u2019arte Riccardo Lattuada che insegnava all\u2019Unimol, con Dora Catalano della Soprintendenza. Tutti avevano bisogno delle lastrine dei quadri per poter dare un parere.<br \/>Ovvio. Fatte le lastrine dei quadri scelti da Cammarano, avvenuto il vertice romano tra Marotta, Lattuada, Catalano e Di Niro, il responso fu quello che mi aspettavo; anzi, era tale il livello dell\u2019artista, che nessuno volle perdere l\u2019opportunit\u00e0 di scrivere una propria riflessione critica. Intanto il progetto da me presentato a Chieffo l\u20198 giugno 1995 prendeva forma nelle sue varie parti.<br \/>Occorreva organizzare una grande mostra antologica: ma dove trovare gli spazi sufficienti, e quali opere prediligere, quelle grafiche, o le tele?<br \/>Bisognava realizzare pure il catalogo, in cui entrarono, tra l\u2019altro, gli scritti di Lattuada, Marotta, Catalano.<br \/>Cammarano intanto mi mandava a maggio la sua \u201cnota\u201d di ben sette pagine scritta per la Giunta provinciale. Era la biografia su Elena Ciamarra battuta a macchina, piena di correzioni.<br \/>Unica raccomandazione: non voleva comparire come biografo.<br \/>Cominciai quindi la ricerca di notizie riguardanti la vita della Ciamarra sulla rete. Niente o quasi. Cercai di contattare l\u2019altra figlia, Maria Luisa detta Minna, che era stata spesso ritratta dalla madre, e viveva a Ferrara, citt\u00e0 in cui erano custodite alcune opere materne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I miei tentativi andarono falliti.<br \/>Tornai quindi sui miei passi, mentre mi si affacciava un pensiero: perch\u00e9 mi aveva mandato le sue note, Leonardo, se non voleva che me ne servissi? E poi: potevo ignorare le notizie di prima mano che lui mi forniva?<br \/>Sarebbe stato scortese da parte mia. E anche un atto di superbia. Alla fine, la biografia fu consegnata con la mia firma all\u2019editore, con il beneplacito di tutti gli interessati.<br \/>Con Cammarano e Angela Piscitelli seguii tutto l\u2019editing presso le Arti Grafiche La Regione.<br \/>Un lavoro lungo e faticoso, che vide la luce nel marzo 1996, grazie all\u2019A.P. di Campobasso.<br \/>Per l\u2019occasione, furono stampati in formato cartolina molti dei disegni dell\u2019artista. Insomma, furono fatte le cose in grande. I quadri trovarono adeguata collocazione, ci fu grande affluenza di pubblico, ma non manc\u00f2 qualche nota stonata. Come i mugugni di chi, sottovalutando l\u2019impatto positivo che avrebbe avuto l\u2019evento all\u2019esterno, non accett\u00f2 \u201cl\u2019invadenza\u201d di una persona (poco importava che l\u2019 \u201cintrusa\u201d fosse una protagonista di respiro europeo) avulsa dal panorama artistico regionale, e, ritenendomi la maggiore responsabile, mi bersagli\u00f2 con critiche poco edificanti.<br \/>Suscit\u00f2, poi, un certo disappunto l\u2019assenza di Minna, pittrice come la madre e il fratello, che tutti si aspettavano di conoscere.<br \/>Comunque, la serata nel salone della Biblioteca P. Albino che si concluse con l\u2019esecuzione al pianoforte di alcuni brani della Ciamarra, fu un\u2019apoteosi riuscita come poche, e ripag\u00f2 tutti noi che ci eravamo spesi senza sosta nell\u2019impresa di far emergere una donna fuori dal comune, che per obbedire al suo genio, alla sua vocazione, aveva rotto i clich\u00e9 della sua epoca, affrontando provincialismi e chiusure. Aveva viaggiato tutta la vita spinta da sete di conoscenza, grande curiosit\u00e0 intellettuale e da un anelito irrefrenabile di perfezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso, a distanza di anni, sono sempre pi\u00f9 convinta che senza quello step faticoso ma fondamentale- mostra antologica e catalogo \u201cElena Ciamarra\u201d- il pubblico, che oggi trova aperte le porte del castello, non avrebbe potuto godere della visione delle opere, n\u00e9 il Comune di Torella del Sannio si sarebbe potuto fregiare del vincolo ministeriale per il suo castello come casa-Museo Elena Ciamarra.<br \/>Il valore di questa donna straordinaria mi ha spinto a cogliere ogni occasione per menzionarla e diffondere quanto da lei realizzato, ci\u00f2 che ha rappresentato nella Storia culturale di questo Paese.\u00a0<br \/>Sotto molti aspetti una pioniera, nel processo di emancipazione femminile.\u00a0<br \/>Una ragazza che considerava l\u2019arte come strumento di conoscenza, che girava -in quegli anni- per l\u2019Europa e sostava per ore nei musei, oltre che per apprendere, per realizzare con permessi speciali copie dei capolavori del passato. Una donna che, grazie alle tante mostre allestite un po&#8217; ovunque, e ai rapporti intessuti con i circoli intellettuali stranieri, rappresentava- in anticipo sui tempi- un ponte tra Molise ed Europa.Una personalit\u00e0 cos\u00ec ricca, determinata, di rara sensibilit\u00e0, aperta al mondo, che io continuo ad associare a un\u2019altra nostra grande protagonista, Titina Maselli (1924-2005), pittrice e sceneggiatrice, anch\u2019essa di origini molisane (Pescolanciano).<br \/>Certo, non va dimenticato che Elena, come Titina, \u00e8 stata una donna privilegiata, essendo cresciuta in una famiglia colta e progredita, che l\u2019assecond\u00f2 e la sostenne sempre con convinzione nelle sue inclinazioni. Ma io sono convinta che il fuoco sacro dell\u2019arte che bruciava in lei non si sarebbe comunque spento, pure se avesse trovato sulla sua strada difficolt\u00e0 e intoppi.\u00a0<br \/>Quando nel1998 vide la luce il dizionario \u201cMolisani milleuno profili e biografie\u201d curato da Barbara Bertolini e da me per i tipi di Enzo Nocera, Elena Ciamarra a buon diritto figur\u00f2 tra le poche (purtroppo) donne presenti nel panorama regionale di allora.\u00a0<br \/>A partire dal 2000 si \u00e8 moltiplicata, fortunatamente, la presenza della Ciamarra sulla rete grazie ai social, video e commenti, sono stati organizzati nel Molise incontri culturali incentrati sulla sua personalit\u00e0, come quello del \u201cCaff\u00e8 letterario\u201d guidato nel capoluogo da Ugo D\u2019Ugo e Sebastiano Iannone. La sua biografia ha trovato posto, finalmente, nella Treccani, come quella della Maselli.<br \/>Io l\u2019ho raccontata ancora nel volume dell\u2019editrice Filopoli (del compianto Gianmario Fazzini) \u201cIl Tempo sospeso, Donne nella storia del Molise\u201d uscito nel 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per valorizzare davvero il patrimonio musicale e artistico enorme custodito al castello non basta la circolazione sulla rete delle opere, dei video, anche se non \u00e8 secondaria, naturalmente.<br \/>Indispensabile, ovviamente, il coinvolgimento concreto del Comune di Torella nell\u2019attirare l\u2019attenzione sul paese grazie ad eventi e attivit\u00e0 interessanti che portino turisti.\u00a0<br \/>E non sarebbe fuori luogo istituire una Fondazione che si faccia carico di promuovere scambi proficui con enti e associazioni culturali, aprire a circuiti artistici italiani ed esteri l\u2019eredit\u00e0 di questa grande artista, anche allo scopo di scongiurare ci\u00f2 che lei aveva tanto paventato in vita, sottoponendosi a viaggi anche disagiati, come quello in Africa: rimanere emarginata e chiusa all\u2019interno di una sola realt\u00e0.\u00a0<br \/>Pertanto, ci si aspetterebbe che le testimonianze di un\u2019esistenza tutta votata alla creazione del bello e alla ricerca della perfezione trovassero spazio grazie a un percorso di larga fruibilit\u00e0 per poter continuare a \u201csalvare il mondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Rita Frattolillo &#8211; fb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration-line: underline;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Approfondimento sulla pittrice, musicista e compositrice scomparsa nel 1981, originaria di Torella del Sannio\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Rita Frattolillo &#8211; fb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">25 Gennaio 2023<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28395,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[420],"tags":[586],"class_list":["post-28379","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-personaggi","tag-personagg"],"aioseo_notices":[],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23.jpg",462,321,false],"landscape":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23.jpg",462,321,false],"portraits":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23.jpg",462,321,false],"thumbnail":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23-300x208.jpg",300,208,true],"large":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23.jpg",462,321,false],"1536x1536":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23.jpg",462,321,false],"2048x2048":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/personaggi_02_23.jpg",462,321,false]},"rttpg_author":{"display_name":"laterra","author_link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/author\/laterra\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/category\/la-vianova-news\/personaggi\/\" rel=\"category tag\">Personaggi<\/a>","rttpg_excerpt":"Approfondimento sulla pittrice, musicista e compositrice scomparsa nel 1981, originaria di Torella del Sannio\u00a0 di Rita Frattolillo - fb 25 Gennaio 2023","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28379\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}