{"id":26064,"date":"2023-12-06T15:48:14","date_gmt":"2023-12-06T14:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2023\/12\/06\/migrazioni-di-ieri-e-di-oggi\/"},"modified":"2023-12-06T15:48:14","modified_gmt":"2023-12-06T14:48:14","slug":"migrazioni-di-ieri-e-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/migrazioni-di-ieri-e-di-oggi\/","title":{"rendered":"Migrazioni di ieri e di oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>La storia dell\u2019umanit\u00e0 a 116 anni dalla tragedia di Monongah<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Miriam Iacovantuono (da ilbenecomune.it)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 dicembre 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di immigrazione o emigrazione a emergere sono i dati statistici. Quante persone arrivano e quanti, soprattutto giovani, decidono di lasciare la propria terra per andare a trovare lavoro altrove. Immigrazione ed emigrazione. Arrivi, per lo pi\u00f9 per mare, e partenze. Speranze comuni e viaggi avvolti dal desiderio di un futuro diverso, migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le storie di emigrazione e immigrazione sono state scandite nel corso degli anni e ogni storia \u00e8 legata a una ragione la stessa che, probabilmente, avevano i 350 minori morti 116 anni fa nella miniera di Fairmont Coal Company, a Monongah, nella Virginia Occidentale. Tra quelle persone, morte il 6 dicembre del 1907, c\u2019erano 171 italiani, di cui 87 molisani. La comunit\u00e0 del Molise drammaticamente pi\u00f9 colpita fu Duronia con 36 morti e con la vittima pi\u00f9 giovane che aveva solo 12 anni, 20, invece furono le vittime di Frosolone, 12 di Torella del Sannio, Fossalto ne cont\u00f2 8, Bagnoli del Trigno 3, Pietracatella 8 e Vastogirardi una sola vittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre 100 anni fa si partiva con il desiderio di scrivere un futuro diverso per s\u00e9 e per la propria famiglia. Ed erano gli uomini a partire per primi per trovare un lavoro, una casa e creare le condizioni agiate per poi accogliere i propri cari. L\u2019America il posto migliore dove poterlo fare. Ed \u00e8 questa la storia che abbiamo ascoltato nel tempo. \u00c8 la storia dei nostri paesi, da dove molti sono andati via e pochi sono tornati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riavvolgendo il nastro che racconta la storia di oltre un secolo fa, l\u2019immagine che si presenta davanti agli occhi \u00e8 quella di persone, a volte anche bambini e ragazzi, che con pochi soldi in tasca e una valigia di cartone tra le mani si trovano su una nave dondolata per giorni dalle onde di un mare minacciato da vento e pioggia. Dopo un lungo viaggio, ancorati a quei sogni, come se li stingessero in un pugno per tutto il viaggio, attraversano un porto, che ormai li separa migliaia di chilometri dalla loro terra nat\u00eca, per ricominciare. Ed era questo il sogno dei minatori uccisi da una doppia esplosione in quella miniera americana, accomunati da un lavoro faticoso e dal desiderio forse un giorno di poter ritornare, dopo aver fatto fortuna e abbracciare i propri familiari lasciati in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi invece non serve immaginare chi da terre lontane decide di arrivare in Italia. Le immagini le abbiamo ben visibili davanti ai nostri occhi e come quei minatori partiti oltre cento anni fa, i tanti che arrivano sulle coste italiane stringono nelle mani i loro sogni, sperando che le onde del mare che li culla per giorni e spesso troppo alte, non li facciano affogare in quelle acque che per molti, troppi, sono diventate una tomba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli ultimi dati del Ministero dell\u2019Interno gli sbarchi di migranti al 5 dicembre 2023 sono stati 152.882, aumentando rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. E troppo spesso si guarda ai numeri senza considerare le ragioni. Infatti, come documentato da Save the Children, le ragioni che spingono queste persone a lasciare il proprio paese sono reali come i conflitti tra Stati o i conflitti interni a uno Stato, ma anche i gravi squilibri economici tra differenti aree geografiche, o la presenza di sistemi <em>antidemocratici<\/em> fonte di persecuzioni e spregio dei diritti umani. E ancora i <em>cambiamenti del clima o del territorio, le catastrofi naturali e poi la spinta dell\u2019essere umano ad assicurare un\u2019accettabile sopravvivenza a s\u00e9 e ai propri cari<\/em>. Ecco una vita pi\u00f9 accettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro \u201cLacrime di sale\u201d Pietro Bartolo racconta la storia di uomini, donne e bambini che per oltre 25 anni ha accolto e curato a Lampedusa, e racconta le ferite del corpo e dell\u2019anima di chi arriva vivo e spera in una vita pi\u00f9 accettabile, ma racconta anche le sue sensazioni, le sue emozioni e la sua rabbia quando vede corpi esanimi in quei sacchi neri lungo la costa lampedusana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli emigranti italiani e gli stessi che persero la vita nella miniera di Monongah come gli immigrati che arrivano o sono arrivati a Lampedusa o a Cutro sono accomunati dalla sofferenza e dal distacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 6 dicembre si celebra la giornata dei Molisani nel Mondo e coincide proprio con la tragedia di Monongah, ma potrebbe essere un giorno per riflettere sul fenomeno delle migrazioni, di ieri e di oggi. Un\u2019occasione per riflettere su cosa spinge tante persone a emigrare e pensare non solo ai numeri, ma alle ragioni reali. Riflettere su cosa fare per evitare che il mare continui a essere la tomba di chi si mette su una barca di fortuna per raggiungere il Mediterraneo. Un\u2019occasione per ascoltare e progettare percorsi di inclusione e di accoglienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello Riace proprio per le politiche di inclusione ha funzionato e ha consentito a tanti di avere una vita migliore e ha permesso a un territorio di rinascere mantenendo in vita servizi di primaria importanza. E c\u2019\u00e8 un legame anche con quelle storie di emigranti italiani andati oltre oceano lasciando case vuote e diventate poi l\u2019abitazione dei nuovi residenti. Cos\u00ec come \u00e8 successo a Castel del Giudice in provincia di Isernia dove famiglie straniere sono diventate parte integrante della comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 questa la strada da percorrere, il progetto da intraprendere facendo memoria delle storie di migrazione e immigrazione che sono state scritte nel tempo, <em>perch\u00e9 la storia dell\u2019emigrazione \u00e8 la storia dell\u2019umanit\u00e0, oggi come ieri e per questo bisogna guardare al futuro con le radici nella memoria<\/em>. E ragionando sulle esigenze delle comunit\u00e0 locali dei piccoli paesi, afflitti dall\u2019abbandono e dallo spopolamento, promuovendo progetti di inclusione e accoglienza per i nuovi residenti anche questi luoghi possono rinascere. Bisognerebbe guardare l\u2019altro come guardiamo noi stessi e il filo rosso lo possiamo leggere in ci\u00f2 che diceva l\u2019anarchico Kropotkin \u201c<em>se noi riuscissimo a metterci nei panni degli altri, tanto da sentire gli altri come se fossimo noi, non avremmo pi\u00f9 bisogno di regole, di leggi, e non faremmo mai qualcosa contro qualcun altro che sentiremmo come fossimo noi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Miriam Iacovantuono (da ilbenecomune.it)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>La storia dell\u2019umanit\u00e0 a 116 anni dalla tragedia di Monongah<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Miriam Iacovantuono (da ilbenecomune.it)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 dicembre 2023<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":25744,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[393],"tags":[557],"class_list":["post-26064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","tag-emigrazione"],"aioseo_notices":[],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23.jpg",462,321,false],"landscape":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23.jpg",462,321,false],"portraits":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23.jpg",462,321,false],"thumbnail":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23-300x208.jpg",300,208,true],"large":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23.jpg",462,321,false],"1536x1536":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23.jpg",462,321,false],"2048x2048":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione_03_23.jpg",462,321,false]},"rttpg_author":{"display_name":"Giovanni Germano","author_link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/author\/ggermano\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/category\/la-vianova-news\/emigrazione\/\" rel=\"category tag\">Emigrazione<\/a>","rttpg_excerpt":"La storia dell\u2019umanit\u00e0 a 116 anni dalla tragedia di Monongah di Miriam Iacovantuono (da ilbenecomune.it) 6 dicembre 2023","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26064"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26064\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}