{"id":23105,"date":"2023-04-14T15:26:26","date_gmt":"2023-04-14T13:26:26","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2023\/04\/14\/siti-archeologici-e-paesi-abbandonati\/"},"modified":"2023-04-14T15:26:26","modified_gmt":"2023-04-14T13:26:26","slug":"siti-archeologici-e-paesi-abbandonati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/siti-archeologici-e-paesi-abbandonati\/","title":{"rendered":"Siti archeologici e paesi abbandonati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>I resti archeologici non son che belli e sepolti anche se alla luce<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Francesco Manfredi Selvaggi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 Aprile 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration-line: underline;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si tratta del rapporto che abbiamo con le testimonianze dell\u2019antichit\u00e0 che consideriamo lontani non solo nel tempo, ma pure sentimentalmente. Mentre per i villaggi pur se abbandonati sorti nel medioevo sentiamo vicinanza emotiva in quanto luoghi di vita dei nostri progenitori prima che la grande Emigrazione li spingesse ad abbandonare il paese natio, le citt\u00e0 sannite, prendi Altilia, non le consideriamo la nostra \u201cpatria\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo nel parlare dell\u2019abbandono del patrimonio culturale, il quale lo si avverte da subito comprende pure i borghi storici, proprio dall\u2019inizio come si conviene ad una trattazione che sia, per quanto possibile, completa, quindi dall\u2019antichit\u00e0. Altilia va salvaguardata di certo per il suo eccezionale interesse archeologico, lo si dice nonostante si sia sicuri che nessuno si sogna di abbandonarla, di farla scomparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla ragione della messa in valore del suo valore artistico c\u2019\u00e8 un\u2019altra motivazione che deve spingere i molisani alla protezione di questa colonia latina nel Sannio che \u00e8 di tipo in qualche modo campanilistico ed \u00e8 che <strong>tale citt\u00e0 antica rappresenta un segno del nostro glorioso passato<\/strong>, del grado di sviluppo raggiunto in questa regione in et\u00e0 romana. Il culto dei resti di civilt\u00e0 scomparse \u00e8 praticato solo in riferimento alle testimonianze monumentali come Saepinum, non \u00e8 sentito con altrettanta passione verso i villaggi tradizionali allo stato di rudere, il caso emblematico \u00e8 Rocchetta Alta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I comuni abbandonati suscitano sentimenti di commozione quasi esclusivamente in chi ha le proprie radici in tale luogo, di frequente in componenti di gruppi famigliari che sono partiti da l\u00ec per raggiungere le mete dell\u2019emigrazione. Il fatto che siano rimaste scarse tracce delle dimore dei propri antenati rappresenta per i discendenti emigrati nel Nuovo Mondo un ulteriore fattore di sradicamento. Per Altilia tale problema non si pone ovviamente in quanto i Sanniti che qui vivevano sono scomparsi da circa 2 millenni, nessuno pu\u00f2 vantare un albero genealogico plurimillenario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altilia gode di una pronta riconoscibilit\u00e0 dell\u2019assetto urbanistico<\/strong>, il che \u00e8 di forte impatto emotivo tale da consentire di immaginare l\u2019esistenza che vi conducevano i presunti propri cari se non fosse che le gens dopo duemila anni si sono evidentemente estinte con le domus in cui abitavano diventate irrintracciabili, giocoforza, non ci sono eccezioni tipo quella della dinastia dei Massimi a Roma\u00a0 che vanta tra i propri avi Quinto Fabio Massimo detto il Temporeggiatore; non c\u2019\u00e8, in definitiva, oggi chi ritenga Altilia la sua \u201cpatria\u201d come avviene invece per gli insediamenti medioevali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per definizione \u00e8 archeologia ci\u00f2 che \u00e8 ormai estinto, storia quanto \u00e8 in connessione con il presente: una cosa morta e una cosa viva. Se vi \u00e8 stata una continuit\u00e0 essa va cercata nel riutilizzo dei materiali costruttivi, da quelli elementari a quelli decorativi, nelle costruzioni contadine che sono sorte molti secoli dopo in questo sito frazione di Sepino e pure nel capoluogo municipale, i pezzi di maggior pregio come la fontana del dio Oceano che \u00e8 in bella mostra all\u2019inizio del paese per abbellire l\u2019entrata, una spoliazione, dunque, che non si fa scrupolo di riusare le immagini di idoli pagani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricapitolando, la conservazione delle rovine di strutture architettoniche di et\u00e0 lontana nel tempo, anche semplici frammenti trova giustificazione a volte nella loro intrinseca qualit\u00e0 a volte nell\u2019amor patrio, l\u2019orgoglio per le civilizzazioni che ci hanno preceduto, dalle quali discendiamo, non si prova affetto per i Sanniti se ne \u00e8 solo fieri, a volte per la nostalgia del tempo che fu, accresciuta dalla lontananza del villaggio della madrepatria il quale rimane nel cuore di chi \u00e8 stato costretto a lasciarlo per andare a trovare lavoro oltreoceano, a volte non per un singolo motivo, bens\u00ec per due o tre insieme di quelli esposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una motivazione ulteriore \u00e8 legata alle potenzialit\u00e0 paesaggistiche dei lacerti delle opere distrutte, detto diversamente alla loro carica romantica. Affrontiamo il tema partendo dal piccolo per giungere al grande, non senza aver specificato che ci occuperemo dell\u2019inserimento di tali \u201crimasugli\u201d sia nel paesaggio naturale sia in quello per cos\u00ec dire artificiale cio\u00e8 nelle aree a Verde una delle Zone urbanistiche da prevedere nei piani regolatori. Iniziamo da questi ultimi prendendo ad esempio Boiano dove nella villetta retrostante il municipio sono collocati alcuni ritrovamenti minuti della <em>Bovianum Vetus<\/em>, allestimento curato dall\u2019archeologo locale ottocentesco B. Chiovitti secondo il gusto dell\u2019epoca, siamo nel Romanticismo, del \u201cgiardino con rovine\u201d; fortuna inferiore ha certo quel capitello che \u00e8 stato posto rovesciato al centro di una rotonda viaria nel centro, scusate la ripetizione, di piazza Pasquino, quasi fosse uno spartitraffico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esemplificazioni boianesi offerte rientrano pertanto entrambe nella prima tematica, quella del piccolo e del paesaggio artificiale mentre per la seconda, quella del grande e del paesaggio naturale si propone l\u2019abbazia di San Vincenzo al Volturno dove la lunga archeggiatura che \u00e8 l\u2019unico componente sopravvissuto del portico che accoglieva i pellegrini acquista maggiore bellezza dall\u2019essere inserita in uno scenario visivo stupendo con il fondale dominato dalla catena delle Mainarde. Si condivider\u00e0 l\u2019osservazione seguente: il piccolo, proprio per le sue dimensioni, risulta scarsamente percepibile in un paesaggio naturale la cui scala \u00e8 evidentemente macro come al contrario \u00e8 scontato che il grande, un manufatto grande, \u00e8 difficile che possa trovare posto in un giardino, il paesaggio artificiale, perch\u00e9 questo \u00e8 uno spazio di scala normalmente micro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I reperti minuscoli sono trasportabili per cui \u00e8 facile spostarli e sistemarli in giardino a differenza dei monconi superstiti di fabbricati antichissimi che rimangono necessariamente, \u00e8 impossibile trasportarli altrove, in situ, ovverosia nel luogo in cui detti corpi di fabbrica furono edificati. <strong>Si ripropone spesso il dilemma di fronte a queste emergenze per cos\u00ec dire mutilate se operare secondo le tecniche del restauro di ripristino che consiste nella ricostruzione delle parti mancanti riportandole ad un presunto stato originario.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non vi sono dati certi sulla forma che esse avevano all\u2019origine si procede con il restauro \u201cin stile\u201d prendendo a modello architetture coeve, i loro caratteri stilistici, che il tempo ci ha consegnato integre. L\u2019alternativa \u00e8 lasciarle dirute limitandosi alla protezione delle strutture dai rischi ambientali capaci di comprometterne la permanenza. Nel caso del monastero di S. Brigida a Civitanova si \u00e8 optato per la reintegrazione delle porzioni che si erano perse del campanile: il rifacimento dei tratti di muro crollati ne ha fatto perdere il fascino \u201cromantico\u201d che emanava proprio la sua incompiutezza, il decadimento del monumento quale metafora dell\u2019inarrestabile trascorrere degli anni. I resti di un manufatto storico hanno la funzione di memento della caducit\u00e0 delle cose terrene ed \u00e8 questa una ragione, che si aggiunge alle 4 elencate in precedenza, per rispettare i ruderi. La sesta \u00e8 pi\u00f9 prosaica, l\u2019attrattiva turistica che esercita il \u201cpittoresco\u201d, la campagna con rovine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Foto: Il decumano riemerso a Boiano).)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Francesco Manfredi Selvaggi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration-line: underline;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>I resti archeologici non son che belli e sepolti anche se alla luce<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Francesco Manfredi Selvaggi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 Aprile 2023<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":22901,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[356],"tags":[512],"class_list":["post-23105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia","tag-archeologia"],"aioseo_notices":[],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23.jpg",462,321,false],"landscape":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23.jpg",462,321,false],"portraits":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23.jpg",462,321,false],"thumbnail":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23-300x208.jpg",300,208,true],"large":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23.jpg",462,321,false],"1536x1536":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23.jpg",462,321,false],"2048x2048":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/archeologia_07_23.jpg",462,321,false]},"rttpg_author":{"display_name":"laterra","author_link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/author\/laterra\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/category\/la-vianova-news\/archeologia\/\" rel=\"category tag\">Archeologia<\/a>","rttpg_excerpt":"I resti archeologici non son che belli e sepolti anche se alla luce di Francesco Manfredi Selvaggi 14 Aprile 2023","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23105\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}