{"id":22606,"date":"2023-11-30T16:11:01","date_gmt":"2023-11-30T15:11:01","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2023\/11\/30\/la-transizione-energetica-e-un-campo-di-battaglia\/"},"modified":"2023-11-30T16:11:01","modified_gmt":"2023-11-30T15:11:01","slug":"la-transizione-energetica-e-un-campo-di-battaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/la-transizione-energetica-e-un-campo-di-battaglia\/","title":{"rendered":"La transizione energetica \u00e8 un campo di battaglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>La prima di una serie di riflessioni del Forum Diseguaglianze Diversit\u00e0\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Giovanni Carrosio (da Forum Disuguaglianze Diversit\u00e0)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">30 novembre 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Assistiamo allo scontro tra interessi diversi e idee alternative di futuro. Questa contrapposizione ci espone a forti rischi di produrre lacerazioni sociali e territoriali. Che direzione dovrebbero prendere le politiche pubbliche? Ecco la prima di una serie di riflessioni che il ForumDD intende elaborare per approfondire i temi e le questioni legate alla transizione ecologica giusta e alle strade per realizzarla sollevati dall\u2019intervista di Fabrizio Barca a Charles Sabel e Rossella Muroni pubblicata su L\u2019Espresso il 3 novembre.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Evochiamo la trasformazione ecologica ogni volta che il collasso climatico ci esplode in faccia. Le generazioni pi\u00f9 giovani la sentono come una priorit\u00e0. Le direttrici tecnologiche sono chiare. Molte imprese corrono. Ma le istituzioni sono confuse e il senso comune frena: \u00abSe acceleriamo sar\u00e0 un bagno di sangue. Per lavoro e pi\u00f9 vulnerabili\u00bb. Cosa rispondere? Che sar\u00e0 \u00abun pranzo di gala\u00bb? Charles Sabel (CS): \u00abCerto, no! Ma non sar\u00e0 neppure un bagno di sangue, se la trasformazione sar\u00e0 coordinata da un programma politico, frutto di dialogo nazionale. Da una mappa generale e opaca del cambiamento dobbiamo arrivare, con uno zoom, a vedere ostacoli, opportunit\u00e0, traguardi e navigare cos\u00ec, con coraggio, lungo rotte visibili, settore per settore, luogo per luogo\u00bb. Rossella Muroni (RM): \u00abNon possiamo realizzare la trasformazione per inerzia. A esporre i pi\u00f9 vulnerabili non \u00e8 la velocit\u00e0 della trasformazione, ma la mancanza di guida. Dalla confusione bisogna uscire concordando democraticamente la rotta\u00bb. Dall\u2019intervista di Fabrizio Barca a Charles Sabel e Rossella Muroni pubblicata su L\u2019Espresso il 3 novembre.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se in tanti non le vedono ancora arrivare, le rinnovabili hanno vinto. Certo, siamo distanti dall\u2019obiettivo al 2030 e l\u2019aggravarsi della crisi climatica richiede una forte accelerazione nella transizione, ma <strong>la traiettoria del cambiamento si \u00e8 ormai strutturata<\/strong> e la maturazione tecnologica delle rinnovabili fa s\u00ec che il mercato \u2013 in primis fondi di investimento e imprese \u2013 si stia orientando sulle nuove fonti. Proprio per questo stiamo vivendo una fase complicata: <strong>la transizione energetica \u00e8 un campo di battaglia<\/strong> dove il vecchio che muore si organizza per resistere e il nuovo che nasce rischia di non produrre le discontinuit\u00e0 necessarie per inverare una transizione giusta nei suoi effetti sociali e territoriali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo assistendo a una vera e propria lotta per l\u2019egemonia, <strong>dove si scontrano interessi diversi e idee alternative di futuro<\/strong>. Non \u00e8 tanto pi\u00f9 sulla fattibilit\u00e0 della sostituzione delle fonti fossili, ma sulle modalit\u00e0 e la gradualit\u00e0 della diffusione delle rinnovabili che si gioca un pezzo della partita.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 ancora un campo di conservazione forte e influente che vuole preservare il sistema tecno-istituzionale che sfrutta le <strong>fonti fossili<\/strong>, ma le strategie per non perdere l\u2019egemonia sul sistema energetico stanno cambiando: dalla strenua opposizione al cambiamento, al tentativo di governare e condizionare le politiche di incentivazione e regolazione della transizione, per garantire il perdurare di un modello energetico sostanzialmente accentrato in <strong>pochi grandi player, che contempli la complementariet\u00e0 tra fossili e rinnovabili<\/strong>. Gli investimenti nelle rinnovabili hanno provocato una destabilizzazione del sistema elettrico nazionale, con importanti problemi di gestione della rete. I grandi gruppi hanno investito in produzione di energia, senza intervenire sullo stoccaggio e l\u2019ammodernamento delle reti.<strong> L\u2019assenza di politiche pubbliche di governo<\/strong> dei cambiamenti e per l\u2019adattamento del sistema alle nuove fonti, <strong>ha contribuito a diffondere una immagine falsata sulle rinnovabili e creato un clima di delegittimazione<\/strong>. L\u2019immagine che si \u00e8 diffusa \u00e8 di inaffidabilit\u00e0 e incapacit\u00e0 di garantire la sicurezza e la continuit\u00e0 nella fornitura di energia. In questo racconto, le fossili sarebbero ancora importanti proprio per la loro (presunta) capacit\u00e0 di stabilizzare la rete.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte del cambiamento, invece, ci sono le imprese che stanno dismettendo le fossili, nella convinzione che la transizione energetica rappresenti l\u2019occasione per aprire un nuovo ciclo di accumulazione basato sul capitalismo verde. Queste imprese non sono mosse dall\u2019idea di<strong> transizione come vettore di cambiamento sociale<\/strong>: si stanno orientando per inserire le rinnovabili in un modello energetico decentralizzato, ma allo stesso tempo controllato da pochi grandi player, i soli capaci di concentrare capitale e capacit\u00e0 di innovazione per accelerare la transizione. Tuttavia, \u00e8 su queste gambe che sta correndo oggi la transizione ed \u00e8 questo insieme di attori che sta aprendo importanti spazi di <strong>legittimazione tecnica ed economica delle rinnovabili.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello scontro tra questi interessi organizzati, sta prendendo forma una transizione che corre <strong>forti rischi di produrre lacerazioni sociali e territoriali<\/strong>. Da una parte il bagno di sangue evocato, auspicato e cercato dai conservatori, al fine di creare consenso attorno alle proprie strategie; dall\u2019altra, la cecit\u00e0 degli innovatori rispetto alla possibilit\u00e0 che una transizione non accompagnata possa portare a disuguaglianze sociali e territoriali, che non sono soltanto ingiuste in s\u00e9, ma che possono alimentare il clima di ostilit\u00e0 al cambiamento e perci\u00f2 rallentare la transizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 qui che devono intervenire le politiche pubbliche, alleandosi con gli innovatori per costruire <strong>politiche energetiche e industriali che accelerino la transizione, e allo stesso tempo affrontino i problemi luogo per luogo, costruendo meccanismi di inclusione<\/strong> e sfruttando i potenziali di cambiamento sociale che le rinnovabili possono dispiegare.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tecnologie che utilizzano le fonti rinnovabili sono infatti scalari e appropriabili da tutti, ma perch\u00e9 questo accada c\u2019\u00e8 bisogno di attori pubblici e privati che agiscano nella transizione con intenzionalit\u00e0 strategica. Su questo esiste gi\u00e0 un fronte del cambiamento dal basso, fatto di <strong>tante esperienze eterogenee<\/strong> (comunit\u00e0 energetiche, piccole utilities, enti locali, cittadini), che in diversi modi stanno realizzando la transizione luogo per luogo. Se <strong>nei fatti essi rappresentano un nuovo modello di societ\u00e0 e di sviluppo, non sono per\u00f2 accomunati da una strategia politica<\/strong> che li connetta per utilizzare consapevolmente la leva della transizione al fine di democratizzare e uguagliare la societ\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questo accada, come argomenta <a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/governare-il-clima-e-far-politica\/\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Charles Sabel nel dialogo con Rossella Muroni pubblicato su l\u2019Espresso del 3 novembre 2023<\/span><\/a> e nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/come-imprimere-una-svolta-alla-transizione-trasformazione-ecologica-imposta-dal-collasso-climatico\/\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Fixing the Climate<\/span><\/a>, abbiamo bisogno di una <strong>strategia europea per la transizione giusta<\/strong>, capace di mettere al centro i luoghi e le esperienze che gi\u00e0 stanno provocando cambiamento in modo inclusivo. Questa strategia deve riconoscere gli avversari e gli alleati del cambiamento e dotarsi di una <strong>governance democratica e sperimentalista<\/strong>, che sia aperta alle conoscenze e alle pratiche che nascono dal basso, per piegare le politiche per la transizione luogo per luogo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Foto di Nik su Unsplash)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Giovanni Carrosio (da Forum Disuguaglianze Diversit\u00e0)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>La prima di una serie di riflessioni del Forum Diseguaglianze Diversit\u00e0\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Giovanni Carrosio (da Forum Disuguaglianze Diversit\u00e0)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">30 novembre 2023<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":22764,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[433],"tags":[508],"class_list":["post-22606","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente","tag-ambiente"],"aioseo_notices":[],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23.jpg",462,321,false],"landscape":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23.jpg",462,321,false],"portraits":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23.jpg",462,321,false],"thumbnail":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23-300x208.jpg",300,208,true],"large":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23.jpg",462,321,false],"1536x1536":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23.jpg",462,321,false],"2048x2048":["https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ambiente_36_23.jpg",462,321,false]},"rttpg_author":{"display_name":"Giovanni Germano","author_link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/author\/ggermano\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/category\/la-vianova-news\/ambiente\/\" rel=\"category tag\">Ambiente<\/a>","rttpg_excerpt":"La prima di una serie di riflessioni del Forum Diseguaglianze Diversit\u00e0\u00a0 di Giovanni Carrosio (da Forum Disuguaglianze Diversit\u00e0) 30 novembre 2023","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22606","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22606"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22606\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}