{"id":22070,"date":"2023-12-12T16:08:29","date_gmt":"2023-12-12T15:08:29","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2023\/12\/12\/tre-sacchi-di-saggezza-ii-puntata\/"},"modified":"2023-12-12T16:08:29","modified_gmt":"2023-12-12T15:08:29","slug":"tre-sacchi-di-saggezza-ii-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/tre-sacchi-di-saggezza-ii-puntata\/","title":{"rendered":"Tre Sacchi di saggezza. II puntata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Favola bengalese che vuol far riflettere. La favola \u00e8 tratta da un libro bengalese, tradotto nella versione italiana da P. Antonio Germano, missionario in Bengladesh dal 1977<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. Antonio Germano Das, sx. &#8211; antoniogermano2@gmail.com <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13 Dicembre 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration-line: underline;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BREVE PREMESSA.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 annunciato, in questa seconda puntata troviamo la soluzione del problema. Posso immaginare che l\u2019autore, con uno straordinario gioco di fantasia, abbia inventato questa favola con un chiaro intento educativo. A lui, che spese tutta la sua vita con questo chiodo fisso nella testa, non potevano certo mancare gli elementi per costruirla: l\u2019educazione \u00e8 stata la sua missione. L\u2019illuminazione l\u2019aveva avuta al primo impatto con i poveri e gli esclusi di questo lembo di terra e la manifest\u00f2 quando scrisse uno dei suoi primi libri: Boka bole, gorib= Siamo poveri perch\u00e9 ignoranti. La sua tesi: la saggezza si acquista mangiando, divorando i libri e si manifesta in una cultura di vita e non in una cultura libresca. E\u2019 una tesi antica e mi richiama alla mente un verso famoso dell\u2019Apocalisse: \u201cAccipe librum et devora illum= Prendi il libro e divoralo\u201d (Ap. 10,9). Qui naturalmente si tratta di quella Sapienza che viene dall\u2019Alto ed ha il suo risvolto nella Sapienza della Croce, come ci insegna S. Paolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorrono nella favola dei titoli per il nostro \u201csignor\u201d in italiano o \u201csir, mister\u201d in inglese. Se colui a cui ci si rivolge \u00e8 un musulmano, gli si rivolge chiamandolo shaheb o miya; se invece \u00e8 un hindu, allora lo si chiama babu, un titolo che si d\u00e0 scherzosamente o affettuosa mente anche ai ragazzi, come nel caso della favola: khoka babu, dove khoka significa appunto ragazzo. Ricorre di nuovo la parola bubu, titolo affettuoso, con cui ci si rivolge alla sorella maggiore. Didimoni invece \u00e8 come dire: signorina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre commercianti di Monipur tornarono a casa con i sacchi di saggezza: \u201cFratelli tutti, ci \u00e8 costato tanto, ma, alla fine, compiuta la missione, siamo tornati. Abbiamo portato saggezza di prima qualit\u00e0 fatta in Giappone. Venite a vedere! \u2026 Tuttavia, s\u00ec, questo \u00e8 un materiale tale che nessuno pu\u00f2 adoperare come vuole come fosse cosa propria. E\u2019 come una medicina, che bisogna prendere dopo aver letto la prescrizione del medico. Vedete! In questi tre fogli c\u2019\u00e8 scritto come prenderla. Dov\u2019\u00e8? C\u2019\u00e8 qui il signor maestro? Bisogna leggerli e farli sentire a tutti. Fate silenzio tutti ed ascoltate con attenzione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il master saheb cominci\u00f2 a leggere: \u201cPrimo: il materiale di questi sacchi di saggezza \u00e8 di prima qualit\u00e0, pulito e raffinato. Garantiamo che, prendendolo regolarmente per un anno, chi \u00e8 stupido diventa saggio. Secondo: dose della medicina: ogni giorno, in mattinata, dopo aver letto tre pagine del libro e la sera, dopo aver scritto tre pagine, bisogna mangiare un pizzico di saggezza mescolato al bhat (=riso). Terzo: fate attenzione! Se prendete la medicina senza seguire la prescrizione potreste andare incontro a malattie mortali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito dopo molti chiesero: \u201cChe via d\u2019uscita c\u2019\u00e8 per noi? Noi non sappiamo n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere. Se prendiamo questa medicina saremo danneggiati. Cosa facciamo, Morol?\u201d \u201cBene! Allora sentite tutti attentamente! Innanzitutto si aprano i sacchi e, dopo averla pesata con la bilancia, sia distribuita. Poi, quelli che sanno leggere cominceranno a mangiare la saggezza secondo la prescrizione. Gli altri tutti, nei prossimi sei mesi, ogni giorno per due ore verranno dal maestro e impareranno a leggere e scrivere. Se qualcuno, nel giro di sei mesi, non riesce a leggere e scrivere, dovr\u00e0 abbandonare questo villaggio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel giorno quelli che non sapevano leggere incominciarono a imparare a leggere e fare i conti. La loro saggezza cominci\u00f2 a prendere quota. Andando a fare spesa, stavano attenti e non si lasciavano imbrogliare. Cos\u00ec quel giorno in due, fratello e sorella, rispettivamente di 12 e 14 anni, andando al bazar, erano caduti in trappola. Il dokandar (=negoziante), in fretta e in furia, cominci\u00f2 a spiegare loro: \u201cCari figlioli, il costo di kg. 6 di riso, facendo i calcoli\u2026 20 take al chilo\u2026 6 volte 20 fa 160. Fuori i soldi. Venite di nuovo per\u00f2\u201d. \u201cBubu, non \u00e8 necessario fare i calcoli con le dita. Chiaramente quello l\u00ec ci sta imbrogliando\u201d. \u201cDidimoni, cosa sta dicendo khoka babu? \u201c\u201cKalu miya, il prezzo di questo riso non \u00e8 di 20 take, ma di 15 take al chilo. Per questo khoka babu si \u00e8 arrabbiato. Si \u00e8 arrabbiato ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 secondo la sua testa 6 per 20 non fa 160 bens\u00ec 120. Si riprenda il suo riso. Noi, il suo riso, non lo compreremo.\u201d \u201cMa come mai? \u2026 Oh! \u00c8 vero! Io non l\u2019ho notato, questa \u00e8 un\u2019altra qualit\u00e0 di riso\u2026 Khoka babu ha detto bene: 6 per 15 \u2026 fa 120. Datemi 120 take e prendetevi il riso. Vi assicuro che non mi sbaglier\u00f2 pi\u00f9\u201d. \u201cKalu miya, lei pu\u00f2 fare tutti gli sbagli che vuole, a noi non ne viene nessun guadagno e nessuna perdita. Da oggi in avanti dal villaggio di Monipur nessuno pi\u00f9 verr\u00e0 a spendere un centesimo al suo dokan. Bubu, andiamo!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gente, che nel frattempo si era affollata, si era goduta la scena: \u201cShabbash Kalu miya, per imparare a commerciare, tu devi andare a Monipur! E finch\u00e9 quel khoka \u00e8 in vita, tu non potrai pi\u00f9 guadagnare neppure un centesimo, kalu miya! Ah! Ah! Ah!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fama della loro acquisita saggezza cominci\u00f2 a diffondersi nei villaggi limitrofi. Nel giro di sei mesi il prestigio del villaggio di Monipur aument\u00f2 a tal punto che cominciarono ad arrivare loro lettere per chiedere consigli. Per essere in grado di dare consigli dovettero leggere molti libri e scrivere tante lettere. Ogni giorno il postino faceva avanti e indietro da loro. Un giorno dalla Persia arriv\u00f2 la seguente lettera: \u201cFratelli tutti, in tanti giorni sicuramente voi avete potuto capire che a Monipur il cambiamento \u00e8 avvenuto solo attraverso il vostro sforzo. In quei miei sacchi, all\u2019infuori del sale, non c\u2019era altro. Perci\u00f2, trattenendo i soldi del sale, vi rimando indietro il resto dei soldi. Con affetto. Il vostro bhai della Persia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. Antonio Germano Das, sx. &#8211; antoniogermano2@gmail.com <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Favola bengalese che vuol far riflettere. La favola \u00e8 tratta da un libro bengalese, tradotto nella versione italiana da P. 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