{"id":22066,"date":"2022-11-29T15:39:32","date_gmt":"2022-11-29T14:39:32","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2022\/11\/29\/ad-gentes-ad-extra-ad-vitam\/"},"modified":"2022-11-29T15:39:32","modified_gmt":"2022-11-29T14:39:32","slug":"ad-gentes-ad-extra-ad-vitam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/ad-gentes-ad-extra-ad-vitam\/","title":{"rendered":"\u201cAd gentes, ad extra, ad vitam\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il Carisma dei Missionari Saveriani. Una riflessione sulla missione fatta da P. Antonio Germano, missionario molisano in Bangladesh, in preparazione del Capitolo Generale che si svolger\u00e0 l&#8217;anno prossimo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. Antonio Germano Das, sx. antoniogermano2@gmail.com<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">30 novembre 2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. MISSIONE FA RIMA CON PASSIONE e trova la sua formulazione espressiva nel grido di San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi: \u201cCaritas Christi urget nos\u201d (2 Cor. 5:16), che fu poi l\u2019anima dell\u2019audace progetto per la missione del nostro Fondatore San Guido M. Conforti. Il nome missione trova oggi spazio soprattutto nelle tavole rotonde delle discussioni teologiche, ma la spinta missionaria, come intesa da San Paolo e fatta propria dal nostro Fondatore, si \u00e8 molto affievolita, se non addirittura spenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era proprio la passione per il Cristo e per il suo messaggio di salvezza che ti teneva inchiodato sulla riva del fiume Kopotokko in balia delle intemperie e dei cicloni per 12 anni senza corrente, senza telefono e senza mass media. Puoi chiamare questa retorica o mistificazione della missione, per me si tratta invece della storia di un\u2019avventura d\u2019amore, al cui centro c\u2019era LUI, che ti sosteneva e di cui avvertivi la presenza. \u201cSignore, tu ci sei; manifestati a me! Se tu ti manifesti, io vivo\u201d (Borodol, 31.08.1978). \u201cIo sono qui, perch\u00e9 tu sei qui con me e mi riempi di gioia! Se tu fossi lontano da me, io fuggirei!\u201d (Borodol, 02.09.1979).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i tempi sono cambiati. Nel corso della storia le rivoluzioni ed i cambiamenti epocali non si contano. Ai nostri giorni poi i cambiamenti si susseguono ad un ritmo impressionante. Nel frastuono e nella frenesia dei cambiamenti \u00e8 ancora avvertibile il grido di San Paolo, fatto proprio dal Fondatore dei Saveriani? \u00c8 proprio quello che ci viene chiesto in questa fase preparatoria del Capitolo Generale, che traccer\u00e0 o non traccer\u00e0 un sentiero improntato ad un rinnovato entusiasmo per la missione \u201cad gentes, ad extra, ad vitam\u201d, che pu\u00f2 trovare la sua scaturigine unicamente nell\u2019amore per il Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. MISSIONE COME ESODO. La chiamata alla missione ci colloca sul sentiero di Abramo, padre di quelli credono e si affidano ed \u00e8 innanzitutto un uscire dalla propria terra. Terra, nel caso nostro, ha un ampio significato semantico, a partire da quello geografico del paese dove si \u00e8 nati ed abbiamo assorbito lingua, religione, cultura e tradizioni, fino a quello metaforico della terra della tua personalit\u00e0, del mondo delle tue idee e convinzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo esodo, quello dalla terra dove si \u00e8 nati, fa soffrire all\u2019inizio, ma \u00e8 una sofferenza che viene subito assorbita e rimane un ricordo isolato e nostalgico. Il secondo esodo, invece, quello dalla terra del nostro io e del nostro modo di pensare e di agire non finisce mai e ci accompagna in tutto il tragitto della vita. Se al primo esodo non tiene seguito il secondo esodo, la missione va incontro al fallimento. Questo secondo esodo ci permette di attuare la missione ad \u201cextra\u201d, che \u00e8 la seconda caretteristica, che ci costituisce Saveriani, accanto \u201cad gentes\u201d e \u201cad vitam\u201d. L\u2019attitudine dell\u2019uscita dal nostro io ci permette di entrare in punta di piedi nel paese in cui siamo chiamati a rendere presente la missione di Ges\u00f9, senza presunzione o pretesa di insegnare, ma con la precisa coscienza che imparare la lingua del popolo, conoscerne storia, cultura e tradizioni sono l\u2019ABC della missione. Lo slogan di una volta era \u201cessere apostoli, conservando dentro sempre l\u2019attitudine del discepolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. MISSIONE AD GENTES. Una volta all\u2019orizzonte della chiamata alla missione figuravano solo i popoli che non conoscevano Ges\u00f9 e reclamavano il diritto a conoscerlo. Da qui nasceva l\u2019urgenza della partenza per la realizzazione della missione. Oggi l\u2019orizzonte si \u00e8 accorciato, perch\u00e8, dicono, i popoli dell\u2019ad gentes si trovano a casa nostra e non c\u2019\u00e8 bisogno di uscire per andare a trovarli. Il fenomeno dell\u2019emigrazione di massa in questi ultimi decenni ha sconvolto i paramentri del modo di pensare e di agire nel mondo occidentale, coinvolgendo anche la Chiesa e la sua missione. A riguardo \u00e8 in atto un ampio dibattito, degno di grande attenzione. Ma, come missionari ad gentes, la nostra posizione dovrebbe essere chiara e netta: il problema riguarda la chiesa locale, che, come \u00e8 stato affermato dal Concilio Vaticano II, di sua natura \u00e8 missionaria. Questa verit\u00e0 ha trovato espressione nello slogan di qualche anno fa: \u201cBattezzati? Quindi inviati!\u201d A noi, come Saveriani, occorre conservare intatta l\u2019identit\u00e0 del carisma ad gentes, che richiede l\u2019uscita dalla propria terra e dalla propria cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. MISSIONE AD VITAM. L\u2019ultimo respiro \u00e8 per la missione! Forse ci si dimentica, ma bisogna tenerlo sempre a mente che per noi Saveriani la vita consacrata \u00e8 scandita oltre che dai voti di povert\u00e0, obbedienza e castit\u00e0, anche dal quarto voto della missione. Si corre quando si \u00e8 giovani, affrontando con entusiasmo situazioni spesso difficili, con il rischio anche di sbagliare. La corsa si attutisce con l\u2019et\u00e0 matura, quando si guarda alla realt\u00e0 con disincanto. Subentra la quarta fase, che \u00e8 quella che mi riguarda, quando c\u2019\u00e8 bisogno della terza gamba, che \u00e8 il bastone, per muoversi. Si vorrebbe correre come una volta, ripercorrere le strade fangose nella stagione delle piogge e polverose nella stagione asciutta, riprendere in mano quello che era nel sogno di realizzare e non fu realizzato, ma la terza gamba non lo consente! Allora ci si rende conto che sei entrato nella fase finale della missione, che trova il suo apice nella kenosis, nel graduale scomparire per l\u2019invocazione finale: Maranatha, Vieni, Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chuknagar Mission, (Bangladesch), 29.11.2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. Antonio Germano Das, sx. antoniogermano2@gmail.com<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il Carisma dei Missionari Saveriani. Una riflessione sulla missione fatta da P. Antonio Germano, missionario molisano in Bangladesh, in preparazione del Capitolo Generale che si svolger\u00e0 l&#8217;anno prossimo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. 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