{"id":22060,"date":"2021-05-11T15:09:16","date_gmt":"2021-05-11T13:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/lavianova.laterra.org\/2021\/05\/11\/lettera-a-riccardo\/"},"modified":"2024-05-22T20:27:59","modified_gmt":"2024-05-22T18:27:59","slug":"lettera-a-riccardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\/lettera-a-riccardo\/","title":{"rendered":"Lettera a Riccardo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>La lettera di commiato indirizzata a Padre Riccardo Tobanelli, missionario in Bangladesh, che dal 1982 si occupava di raccogliere dalle strade di Khulna il maggior numero possibile di bambini abbandonati\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. Antonio Germano Das, sx.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12 maggio 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono qui accanto al tuo feretro e dinanzi ad una folla straripante, in cui predominano i giovani: Musulmani, Hindu e Cristiani. Piangono per la tua improvvisa ed inattesa partenza. La loro commossa presenza qui nel cortile della nostra casa regionale \u00e8 una chiara testimonianza di quanto la tua azione missionaria sia penetrata nella loro vita. Durante tutta la mattinata si sono alternati dinanzi a te rivestito nei tuoi paramenti di ministro di Cristo e steso sul pavimento della nostra cappella di Boyra, dove nei nostri numerosi anni di missione ci siamo ritrovati tante volte insieme a pregare. Essi hanno pregato e pianto come si prega e piange dinanzi alla salma del pap\u00e0 o della mamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro superiore P. Pierluigi Lupi mi ha chiesto di evocare i tratti salienti della tua vita missionaria prima che il Vescovo Romen inizi la celebrazione esequiale. Non avrei mai immaginato che l\u2019alunno se ne sarebbe andato prima del maestro ed invece \u00e8 accaduto proprio cos\u00ec. Noi ci incontrammo la prima volta a Cremona in quella che era allora la gremita Scuola Apostolica di Via Bonomelli 81. Era il lontano 1969. Tu avevi 14 anni ed io ne avevo 30. Voi eravate un bello squadrone, 29 in tutto tra voi che provenivate dalla Scuola Apostolica di Brescia e quelli che provenivano da Alzano Lombardo. Io provenivo dalla Scuola Apostolica di Vicenza, dove avevo trascorso i miei primi 4 anni di sacerdozio. Ero perci\u00f2 anch\u2019io nuovo a Cremona col compito di insegnare Italiano e Latino in prima magistrale. E cos\u00ec per 4 anni camminammo insieme sul sentiero della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano gli anni favolosi successivi al Concilio e si respirava un\u2019aria di risveglio un po\u2019 a tutti i livelli. Nella comunit\u00e0 di Cremona si era creata un\u2019atmosfera stupenda tra padri e studenti. I padri, sotto la spinta illuminata del rettore P. Giovanni Ferrari, avevano dato vita a quella che poi chiamammo poi \u201ccomunit\u00e0 educativa\u201d. Si programmava e si operava insieme nell\u2019interesse formativo degli studenti. Tutti gli aspetti della vita erano tenuti in considerazione: l\u2019educazione era vista in prospettiva di quello che sarebbe stato il coinvolgimento del futuro missionario nella vita della gente. Ci si trovava assieme a scuola e nei tempi di preghiera, sui campi di gioco e su quelli di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era tutto un fervore di iniziative in quegli anni. Si organizzavano raccolte di carta e materiale di scarto in citt\u00e0 e nei paesi. Si vendeva il bel tutto ed il ricavato era destinato a quello che allora era chiamato \u201cTerzo Mondo\u201d, dove operavano i nostri missionari. E tu, Riccardo, eri sempre in prima fila in questo tipo di iniziative. Un episodio in particolare era rimasto impresso nelle nostre menti. In una di quelle raccolte organizzate nel comune di Vescovato, tu ti trovavi sul furgone ed io ti porgevo il materiale da caricare. Mi era capitato fra le mani un bidone di plastica, che conteneva residui di olio di macchina. Caricandolo un po\u2019 sbadatamente, tu mi hai rovesciato addosso il contenuto e cos\u00ec mi son ritrovato nero nella faccia e nei capelli. Sul momento non fu certo un complimento, ma, in seguito, ricordando l\u2019episodio, ci abbiamo riso sopra, anche qui in Bangladesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno poi un sapore epocale le marce organizzate a livello nazionale per la pace ed in favore del Terzo Mondo. Memorabile quella di Firenze del 1972 con la partecipazione del Card. Helder Camara e dell\u2019Abb\u00e9 Pi\u00e8rre. C\u2019eravamo anche noi con i 18 mila che sfilarono per le vie di Firenze! Poi tu, Riccardo, insieme ai tuoi compagni sei andato a Parma per il percorso teologico, che ti avrebbe portato al sacerdozio nel dicembre del 1979. Nel frattempo io svolgevo gi\u00e0 la mia missione a Borodol, in Bangladesh, dove tu mi raggiungesti nel 1982.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1982-2021: quasi 40 anni di missione! Raccontare questa tua lunga storia diventa impresa ardua per me ormai al traguardo degli 82! Qualcuno dei confratelli pi\u00f9 vicino a te negli anni sapr\u00e0 farlo meglio di me. Mi fermo perci\u00f2 qui, senza per\u00f2 aver prima sottolineato gli aspetti salienti, che hanno caratterizzato la tua missione. L\u2019amore per gli ultimi, i Dalit, gli \u201cscartati\u201d, come tu li chiamavi, i ragazzi di strada (i tuoi \u201cTokai\u201d) ti ha portato a donare e a consumare la tua vita per loro. Avevi gi\u00e0 fatto il biglietto di rientro in Italia per dare una sistematina alla tua salute ed in questi primi giorni di maggio di tremendo caldo tropicale con la tua jeep avevi percorso dal nord al sud il Bangladesh, dove erano presenti le tue opere e la tua gente per sistemare ogni cosa prima della tua partenza. Penso sia stato proprio questo tuo strapazzo, un po\u2019 fuori regola, a provocare il tracollo. Ma tutto questo penso rientri negli imperscrutabili disegni di Dio, dinanzi al quale non ci resta che piegare la fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tuo amore per i poveri si coniugava con quel senso profondo di giustizia proclamato e difeso. Per la realizzazione delle tue opere a sfondo sociale le regole della comunit\u00e0 saveriana ti stavano troppo strette e tu spesso ne sei saltato fuori convinto che l\u2019amore per il prossimo non pu\u00f2 subire restrizioni. Il Signore della vita, in cui hai creduto e per il quale ti sei donato senza riserve, ti accolga nel suo Regno. Aspettaci e intanto prega per noi e per i tuoi TOKAI.\u00a0<\/p>\n<p><em>antoniogermano2@gmail.com<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. Antonio Germano Das, sx.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a style=\"font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/www.laterra.org\/laterra\">Back<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>La lettera di commiato indirizzata a Padre Riccardo Tobanelli, missionario in Bangladesh, che dal 1982 si occupava di raccogliere dalle strade di Khulna il maggior numero possibile di bambini abbandonati\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di p. 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