• 01/06/2026

Una slavina inarrestabile

di Antonio Di Lalla (da lafonte.tv)

Lettera aperta ai miei 25 lettori

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Con questa lettera vorrei rivolgere direttamente un appello a voi lettori: aiutatemi a capire se sono io che ragiono in modo sconclusionato o se la gente ha portato il cervello all’ammasso.
A Taranto il 9 maggio un gruppo di giovinastri molesta un uomo che andava a lavorare, finché uno di questi lo accoltella mortalmente. Si dà il caso che i ragazzi siano italiani mentre l’assassinato fosse un immigrato, cacciato anche dal bar dove tentava di ripararsi. Per Sako Bakari, è questo il nome della vittima, nessuno si è strappato le vesti o si è indignato più di tanto. Il governo naturalmente era distratto da altre contingenze. Ho il fondato sospetto che se fosse stato il contrario, cioè i ragazzi immigrati e il lavoratore ucciso italiano, se ne starebbe ancora parlando. Non si sta mica radicando la convinzione che non tutte le vite hanno uguale valore?
Il 16 maggio Salim El Koudri, cittadino italiano, si lancia con la macchina, in una strada di Modena, a forte velocità sulla folla, causando otto feriti, alcuni dei quali resteranno segnati per tutta la vita dalle conseguenze della sciagurata azione. Il nome non italiano dà la stura a rigurgiti razzisti di buona parte della destra italiana: da chi vuole togliergli la cittadinanza a chi vi legge le prime conseguenze dell’islamizzazione dell’Italia, fino a discettare del disagio della seconda generazione di immigrati. Fondamentale è il “dagli all’immigrato”! Che poi fosse stato in cura psichiatrica, con problemi non risolti e non più seguito dai servizi, meglio non accennare, altrimenti si aprirebbe il capitolo sanità e si dovrebbe parlare di tagli dettati dalla necessità di risparmiare, di investimenti sul privato a scapito del pubblico, ecc. Assodato che ogni volta che si attenta a una vita umana sia un fatto gravissimo che non può avere alcuna giustificazione, a chi giova scatenare odio fra gruppi di persone se non a promuovere leggi repressive e liberticide, tipiche di questo governo?
Il 29 aprile e il 18 maggio il governo di Israele, complice gli Stati Uniti, dà ordine di attaccare la Global Sumud Flotilla, in acque internazionali, a oltre 500 km da Gaza, di sequestrare le persone a bordo, di minacciarle e torturarle in modo vergognoso. La colpa di queste coraggiose persone è di richiamare l’attenzione sui palestinesi che, nonostante la tregua, vengono ancora assassinati da militari e coloni israeliani nel più totale silenzio, veramente imbarazzante, degli Stati alleati. I governi occidentali sono più infastiditi per l’iniziativa della Flotilla che dalla violenza esercitata da Israele contro di loro, in spregio al diritto internazionale. Se al posto di Israele ci fosse stata la Russia, i nostri governi avrebbero agito allo stesso modo?
Gli Stati Uniti, da mesi ormai, hanno intrapreso una guerra di logoramento nei confronti dell’Iran mandando a carte 48 l’economia di molte nazioni, compresa la nostra. Nessuno Stato denuncia la politica perversa di Trump che ha un unico obiettivo: l’arricchimento personale e dei pochi facoltosi che gravitano intorno a lui. Dopo essersi impossessato del petrolio del Venezuela, sequestrando il presidente legittimo, Trump sperava di sbaragliare anche l’Iran con la balcanizzazione definitiva del Medio Oriente. Purtroppo per lui non gli è riuscito e ora non sa come venirne fuori, ma a pagare un prezzo salato e insostenibile siamo noi. Il nostro governo, che ha il solo obiettivo di diventare il più longevo della storia repubblicana, continua indecorosamente a sgovernare e ad essere complice di una pessima politica internazionale che si sta ritorcendo contro di noi. Che ne sarà di Cuba, già stritolata dall’embargo, prossimo obiettivo del folle presidente degli Stati Uniti? Possibile che tutto ciò non provochi ancora un moto di rivolta collettiva?
Il servizio sanitario nazionale va rafforzato, non smantellato progressivamente. Nel nostro Molise i tagli progressivi alla sanità pubblica continuano. È la volta del laboratorio di emodinamica a Termoli, che dovrebbe essere disattivato entro il 31 ottobre, e la chiusura del punto nascita a Isernia. Dopo aver fatto gestire la sanità pubblica a chi aveva tutto l’interesse di rafforzare quella privata, ora anche l’assessore alla sanità erutta che “il Molise non può permettersi ancora sacrifici”. È il gioco delle parti. Dopo aver disastrato il bilancio della sanità ora fingono di lamentarsi dei tagli. Purtroppo non possono neppure attribuire le colpe agli altri, come fa la premier a livello nazionale, perché hanno governato sempre loro e, l’unica volta che ha vinto il centro-sinistra, il governatore erano andati a prenderlo a destra, per non interrompere la continuità!
La tentazione di rimanere spettatori passivi, di fronte agli sconvolgimenti che ci attanagliano, è forte, perché si sperimenta tutta l’impotenza dell’incisività. Eppure l’unica strada è proprio quella della piazza, degli incontri, dei confronti. Non importa il numero, ciò che conta è la progressiva coscientizzazione. Se uno Stato come Israele ha paura di poche barche disarmate e se l’azione della Flotilla è riuscita a far parlare il mondo intero significa che il potere può essere messo in crisi, scardinato. Un granello di sabbia può bloccare un meccanismo complesso, il popolo unito può cambiare le sorti della propria nazione. Possiamo diventare pietruzze che, rotolando, provocano una slavina inarrestabile. Brecht nella poesia Generale, il tuo carro armato è una macchina potente, ha un passaggio per noi:
“Generale l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare”.

di Antonio Di Lalla (da lafonte.tv)

 

lì 1 Giugno 2026

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