Un NO convinto
di Antonio Di Lalla (da La Fonte feb/26) –
Lettera aperta a quanti rifiutano il letargo
La Costituzione che l’Italia si è data, dopo la seconda tragica guerra mondiale in cui l’aveva condotta il fascismo, è frutto di un grande lavoro di tutte le forze antifasciste. Certo, non è perfetta ma è la migliore che possiamo avere. Ogni tentativo di modificarla finora si è rivelato sempre peggiorativo, perciò diciamo un NO convinto al prossimo referendum che vorrebbe cambiarne degli articoli. Lo abbiamo fatto quando Renzi tentò di stravolgerla nel 2016. Lo facciamo con altrettanto impegno e determinazione oggi. Non ci interessa se provengono da sinistra o da destra quelli che vogliono manometterla.
Anzitutto è stato sbagliato il metodo. La Costituzione riguarda tutto il popolo italiano ed ogni possibile cambiamento va discusso in Parlamento da tutte le forze politiche e invece, assurdamente, è stata modificata dal governo in carica e fatta approvare con il voto di fiducia alle Camere, senza nessun confronto e dibattito, venendo meno a un principio essenziale: ciò che riguarda tutti, va discusso da tutti. A ciò va aggiunta la fretta che il governo ha avuto nell’indire le date del referendum confermativo, che probabilmente salteranno, non avendo avuto in Parlamento i due terzi necessari per far passare la schiforma. La paura del governo, che si discuta la possibile riforma che vuole attuare, significa che non vuole che le persone comprendano che cosa è in ballo. Sanno fin troppo bene che un popolo coscientizzato si rivolterebbe contro di loro. Se l’avessero fatto veramente per il bene dei cittadini avrebbero dovuto volere la più ampia e proficua discussione, invece sanno che più la gente prende consapevolezza più i NO aumentano. Prova ne sono le 500.000 firme raccolte in pochi giorni per indire un referendum popolare contro questo cambiamento.
Evidenziamo alcune ambiguità: la giustizia in Italia fa schifo, tanto che se “la legge è uguale per tutti”, non tutti sono uguali per la legge, ma non è questo l’oggetto della riforma; i processi sono troppo lunghi, e spesso i ricchi e i furbi la fanno franca, ma non andiamo al referendum per accorciare i tempi dei processi; ci ammorbano da mesi sul delitto di Garlasco e sui possibili assassini, diversi dall’attuale condannato, ma non riguarda quanto chiede la schiforma; si evocano Enzo Tortora e gli errori giudiziari che accadono ma sono come il tipico cavolo a merenda. Insomma si blatera a vanvera della riforma costituzionale. Senza entrare nei dettagli dei legulei, si chiede la separazione delle carriere dei magistrati e dei pubblici ministeri che di fatto già c’è, si vogliono due Consigli Superiori della Magistratura, per giunta male assortiti, e questo è solo un aumento di spesa, ci dovrà essere l’Alta Corte disciplinare e questo penserà ulteriormente sui contribuenti. Perché la destra vuole questa riforma apparentemente inutile? L’unica risposta vera è che si vuole l’asservimento del potere giudiziario al potere politico, cioè al governo. E questo è estremamente pericoloso. Perciò il nostro NO, chiaro, determinato e forte è anzitutto ai fascisti di destra e di sinistra che vogliono prevaricare sulla magistratura anziché fare leggi idonee, in modo che ci sia la certezza della pena e colpisca tutti coloro che attentano al bene comune. Finché le leggi le fanno i delinquenti c’è poco da sperare in una maggiore giustizia!
Il NO, in ultima analisi, non è solo alla manomissione della Costituzione ma anche a tutta la destra che governa. Una destra imbarazzante a livello nazionale, basta avere il coraggio di ascoltare l’unica conferenza stampa annuale della premier, infarcita di “disciamo” e materialmente senza contraddittorio. Ora, per eseguire i diktat di Trump, le è di ostacolo anche l’articolo 11 della Costituzione, già svuotato con il commercio di armi a Paesi belligeranti. Presto studierà come abrogarlo! Per non parlare del cosiddetto ministro degli esteri che ritiene il diritto internazionale “impor- tante fino ad un certo punto”. Forse il migliore della squadra è il senatore Lotito, eletto nel Molise, che si addormenta dovunque trova una sedia!
Una destra imbarazzante a livello regionale. In attesa di candidarsi al Parlamento per alti demeriti, stile Forza Italia, il presidente della giunta regionale del Molise ha ripristinato il collegamento ferroviario con Roma e Napoli ma non da Campobasso, come sarebbe logico, bensì solo da Bojano. A Carpinone grande festa con banda e fuochi pirotecnici ma il treno successivo è stato soppresso costringendo i passeggeri a proseguire con un bus sostitutivo. Come non ricordare noi bambini che, oltre 60 anni fa dal terrazzo dell’asilo, in coro gridavamo: “littorina cascittona!”.
Dire che il Presidente degli Stati Uniti è imbarazzante è fargli un elogio: attacco al Venezuela e sequestro del Presidente, richiesta capricciosa della Groenlandia, con minacce di dispetti a quanti osano ostacolarlo, assassinii legittimati degli agenti dell’ICE di manifestanti pro diritti degli immigrati, tavolo di miliardari per gestire la Palestina, e la lista dei misfatti potrebbe continuare.
Dove stiamo andando? Possibile che un minimo di coscienza critica non si ridesti? Assistiamo rassegnati e inerti a ogni genere di nefandezze. È giunto il tempo di dire NO: al saccheggio della Costituzione, ai governi delle destracce, agli abusi, a una politica che scommette sulle armi anziché sulla diplomazia. È giunto il tempo di una nuova classe politica a tutti i livelli. È giunto il tempo di uscire dal letargo! Ne va del nostro futuro.
di Antonio Di Lalla (da La Fonte feb/26)
lì 1 Febbraio 2026

