• 01/04/2026

Tratturi e Dintorni

di Domenico Germano –

Analisi del CIS Molise

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PREMESSE

Lo scorso venerdì 20 marzo il Comitato “Occhio al Tratturo” ha promosso un incontro-dibattito dedicato al progetto di riqualificazione turistica dei tratturi molisani, denominato “Sviluppo turistico lungo i tratturi – recupero e valorizzazione del percorso tratturale; incentivazione e potenziamento dell’offerta turistica”.

Il Governo Conte, attraverso il CIS e con il supporto di Invitalia, ha allocato per il Molise 270 milioni di euro in investimenti strategici; di questi, 129 furono destinati al recupero dei tratturi. La proposta progettuale fu costruita partendo dalle proposte dei 58 comuni (su 136) che aderirono alla proposta di raggruppamento avanzata dal Comune di Campodipietra.

Il CIS Molise (Contratto Istituzionale di Sviluppo) nasce all’interno delle politiche nazionali di coesione territoriale, cioè quegli strumenti con cui lo Stato cerca di ridurre i divari economici tra aree più sviluppate e aree in ritardo. L’obiettivo generale è quello di accelerare lo sviluppo territoriale con interventi concreti e coordinati, tenendo in particolare conto il miglioramento di infrastrutture e accessibilità, la valorizzazione di beni culturali e turismo e, per ultimo, quello di stimolare la crescita economica e l’occupazione. Queste politiche rientrano nella logica del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), che finanzia interventi nelle aree meno sviluppate per riequilibrare il Paese.

L’idea sottoposta a finanziamento fu quindi incardinata intorno all’enorme patrimonio tratturale vantato dalla regione, unico e ancora in gran parte evidente ma non utilizzato secondo le sue originarie funzioni e, visto l’enorme interesse che questo patrimonio ancora suscita nell’immaginario culturale, si è pensato di dargli nuova vita e al contempo preservarne inalterata l’immagine e la funzione, mediante un intenso recupero volto a rendere questi percorsi asse di sviluppo intorno al quale costruire una proposta turistica volta al turismo lento.

I tratturi sono notoriamente i percorsi della transumanza meridionale: chilometrici percorsi verdi, larghi fino a 111 m, che dagli altipiani abruzzesi raggiungono la Puglia terminando nella Capitanata, l’enorme piana della provincia di Foggia, nella quale le mandrie appenniniche erano solite trascorrere gli inverni accompagnate dai loro pastori e da tutta la cultura che in essi era custodita. Il percorso di tutti questi giganti verdi attraversa l’intero territorio molisano, in un continuum spazio-temporale ininterrotto da secoli e per vastità, il più importante d’Europa.

A partire dal 2019 quindi, si dà avvio all’istruttoria necessaria all’utilizzazione dei fondi ora notoriamente conosciuti come CIS Molise e, da allora, si sono succedute fino ad oggi tutte le attività che la norma prevede come obbligatorie affinché l’interesse pubblico sia tutelato e gli obiettivi raggiunti.

Nella fase pre-gara di appalto, sono stati quindi tre i momenti essenziali del CIS Molise, e cioè:

  • 11 ottobre 2019 – sottoscrizione del CIS Molise (delibera CIPE n. 27 del 20 maggio 2019)
  • 23 ottobre 2019 – pubblicazione della lista definitiva dei progetti finanziati
  • 28 gennaio 2021 – approvazione dello schema di protocollo Regione–Campodipietra

L’ITER AD OGGI

Dopo l’11 ottobre 2019, data di sottoscrizione del CIS Molise tra Governo, Regione Molise ed enti locali, l’iter di realizzazione del progetto ha avuto inizio. In questa fase, Invitalia viene individuata come soggetto attuatore, mentre il Comune di Campodipietra viene individuato come capofila del progetto e quindi come soggetto incaricato di assolvere alle funzioni cardine necessarie alla “messa a terra” dell’intero progetto sui tratturi, ovvero come stazione appaltante.

L’iter previsto dalla allora norma in vigore, la 50/2016, a questo punto prevede l’indizione della gara di appalto dei servizi tecnici progettuali e, per questo, il Comune di Campodipietra individua nell’ing. Andrea Testa il Responsabile Unico del Procedimento con, tra gli altri, il compito di definire le linee guida dell’incarico progettuale contenente tutte le specifiche e i requisiti base necessari alla redazione di tutti gli atti progettuali.

Risultato di questo lavoro sarà la redazione, insieme ad altri elaborati di carattere generale, della documentazione cardine di indirizzo della progettazione, e cioè: Documento di Programmazione dell’Intervento e Specifiche delle Attività Tecniche, e il Capitolato d’Oneri emanato a cura dell’ing. Andrea Testa, RUP per il Comune di Campodipietra ente appaltante, e il Disciplinare di gara telematica emanato dal dott. geologo Giacinto Angelucci, RUP per Invitalia soggetto attuatore.

A questo punto si avvia l’iter di gara, che si dipana attraverso i seguenti nodi temporali:

  • 29 luglio 2022 – Invitalia annuncia la gara di progettazione
  • 3 agosto 2022 – pubblicazione formale del bando per l’affidamento della progettazione (fonte OICE)
  • 28 settembre 2022 – scadenza per la presentazione delle offerte
  • 15 dicembre 2022 – evidenza pubblica dell’aggiudicazione al RTP: Technital capogruppo, Cooprogetti, MATE, Studio Silva, Stefano Boeri Architetti, arch. Luigi Valente, Geoprove, Nostoi
  • 13 febbraio 2023 – data di aggiudicazione definitiva (fonte OICE)
  • 7 agosto 2023 – firma del contratto di progettazione a Campodipietra
  • 8–12 settembre 2023 – primo confronto operativo pubblico-istituzionale con i progettisti
  • 6 marzo 2024 – presentazione pubblica del masterplan a Campodipietra
  • 14 marzo 2024 – presentazione di osservazioni da parte di Occhio al Tratturo al Comune di Campodipietra
  • 25 ottobre 2024 – innesto di 8 borse di studio di UniMol (BIOCULT) nel progetto
  • 26 novembre 2024, 23 dicembre 2024, 10 gennaio 2025, 20 gennaio 2025, 21 febbraio 2025 – atti istruttori collegati alla verifica preventiva dell’interesse archeologico (VIA – VAS – AIA)
  • 30 ottobre 2025 – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Molise: invio richieste integrative alla conferenza di servizi decisoria in forma semplificata e modalità asincrona per l’acquisizione di pareri
  • 31 ottobre 2025 – OpenCoesione conferma il progetto monitorato e i pagamenti registrati (prima tranche progettazione)

L’ANALISI CRITICA DEL PROGETTO

Il progetto quindi, elaborato dal gruppo di progettazione secondo l’analisi di contesto e dei dati oggettivi del territorio, nella libertà implicita delle attività tipiche del progettista, deve aver recepito quelle che sono le fondamentali “Prescrizioni” contenute nei diversi disciplinari.

Ma quali sono queste prescrizioni? E quali di queste sono fondamentali per la definizione delle caratteristiche essenziali del progetto?

Intanto partiamo con il definire l’asse portante del progetto, lo scopo difatti è quello di recuperare i tratturi rendendoli “RETE” sentieristica e asset infrastrutturale fondamentale per lo sviluppo del turismo lento della regione Molise.

Nelle premesse del DIP, il disciplinare fondamentale della progettazione, si legge difatti:

“…L’intervento prevede il recupero, la tutela e la valorizzazione dei Tratturi e delle manifestazioni (transumanza, cammini, ecc.) ad esso legate, con azioni puntuali tese allo sviluppo turistico del territorio attraverso il recupero storico-culturale ed artistico dei Borghi interessati dai percorsi tratturali.

Lo stesso mira, nello specifico, a:

  • Valorizzare i percorsi, i cammini e gli itinerari storici-archeologici e garantire la fruibilità e la percorribilità in sicurezza dei percorsi, con particolare attenzione alle persone con disabilità;
  • Recuperare i valori, le memorie e i sapori locali, valorizzando i beni culturali nascosti e dimenticati, promuovendo, attraverso una crescita sostenibile, la bio-agricoltura ed esaltando le risorse ambientali ed enogastronomiche;
  • Creare una rete turistica riconoscibile ed attrattiva, che attraverso il filo conduttore rappresentato dai tratturi, colleghi e metta a sistema le peculiarità e le caratteristiche dei borghi coinvolti;

Il progetto così come strutturato, con interventi generali e singoli distinti tra loro, deve essere considerato come una unica azione strategica volta al recupero, alla tutela e allo sviluppo del territorio legato ai percorsi tratturali.

In particolare, si intendono avviare azioni congiunte volte alla salvaguardia del paesaggio e del patrimonio tratturale, puntando l’attenzione su itinerari turistico-culturali dedicati, con particolare attenzione alle destinazioni minori e al recupero di

beni pubblici riconducibili sia al “patrimonio minore” — costruzioni tipiche della tradizionale locale (borghi, masserie, rifugi, etc.) e manufatti legati ai sistemi a rete locali (case del pastore, abbeveratoi, attraversamenti, etc.) — che al “patrimonio culturale di pregio” — emergenze storico artistiche (monasteri, castelli, ville).

L’obiettivo è, altresì, quello di potenziare l’offerta turistico-culturale e la messa in rete di siti di interesse storico e paesaggistico presenti in diversi comuni, migliorandone la fruizione pubblica. In tal senso si darà spazio al recupero e riuso di edifici che si trovano in prossimità dei cammini storico-religiosi e dei percorsi ciclopedonali che si realizzeranno lungo il tratturo…”;

Sempre nel DIP, al paragrafo 5.1 nella definizione delle attività specifiche di ogni singola entità tratturale, tra le altre cose si premettono le seguenti:

“…Attesa la sua valenza di infrastruttura strategica e di “nastro verde” il tratturo è l’esito di una rigorosa applicazione di regole topografiche che ne restituiscono una specifica configurazione e geometria, riconoscibile nell’ordito dei segni antichi e moderni del paesaggio…

… La proposta progettuale dovrà garantire la riconoscibilità formale del tratturo nella sua valenza dimensionale e di oggetto spaziale, di segno di lunga durata del paesaggio storico e contemporaneo attraverso la definizione minima:

  • dei bordi paralleli con equidistanza 111 mt. (60 passi);
  • dell’area annessa entro i cui limiti variabili sono incluse le eventuali architetture e attività annesse alla funzione della transumanza…

… Per la visibilità e leggibilità dei segni si dovranno prevedere interventi diretti, misure mitigative, interventi compensativi, indirizzati agli elementi semplici che lo compongono, a rendere riconoscibile il segno anche da altri e diversi punti panoramici posti a distanza dallo stesso tratturo (tratto paesaggistico), anche attraverso il ripristino dei filari alberati mediante essenze autoctone (Sorbus aucuparia L., Quercus cerris L. Juniperus communis L. ecc.) ai lati del percorso laddove sono scomparsi…”;

Infine, sempre nel DIP, al paragrafo 5.5 nella definizione delle azioni immateriali necessarie per la valorizzazione del progetto si legge:

“Il progetto, integrato di rigenerazione territoriale, rivolto a una rete di Comuni e luoghi capillarmente diffusa sul territorio regionale, necessita di azioni immateriali di disseminazione e supporto volte alla valorizzazione integrata del progetto stesso.

In particolare, è necessaria un’azione di accompagnamento del progetto in grado di fornire supporto qualificato per gli aspetti storico-culturali e paesaggistici per la futura implementazione e promozione culturale e turistica dei luoghi e insediamenti recuperati e rigenerati attraverso l’azione del CIS nonché l’individuazione di future specifiche piste di sviluppo e investimento…

…nello specifico:

– Campagna informativa su:

  • il valore dei tratturi e delle pratiche di transumanza nel territorio molisano …;
  • i cammini come opportunità di rigenerazione e partecipazione comunitaria …;
  • luoghi in movimento, per restare e per cambiare …;

– predisposizone di articoli divulgativi sul progetto;

– convegni di lancio e dibattito sulle opportunità del progetto;

– disseminazione delle attività di progetto:

  • costruzione e mantenimento di un Website delle azioni immateriali del progetto;
  • storytelling digitale dei territori recuperati e rigenerati e dell’insieme delle azioni intraprese;
  • restituzione e dibattito sul valore delle diverse attività intraprese;
  • auto-implementazione degli archivi delle eredità immateriali dei luoghi interessati dal progetto;
  • campagna di diffuso coinvolgimento nella valorizzazione territoriale …”;

Queste prescrizioni, insieme ad altre più tecniche, individuano i requisiti fondamentali che la progettazione deve rispettare per rispondere alle esigenze emerse nella fase di raccolta delle istanze.

A ragion veduta, però, possiamo affermare che il progetto, fin dalla sua prima uscita pubblica con il masterplan del 6 marzo 2024, ha suscitato numerose opposizioni, alcune solo argomentali, altre più strutturate e oggettive. Proprio a seguito dell’incontro pubblico di Campodipietra nascono diversi gruppi di interesse, composti da associazioni, attivisti, studiosi e soggetti direttamente interessati alla tutela dei tratturi, che iniziano da subito a evidenziare le principali criticità del progetto.

Tra questi nasce il comitato informale “Occhio al Tratturo”, che, attraverso studi, proposte, incontri e confronti con i progettisti, sviluppa un’analisi critica delle scelte progettuali. Al comitato va riconosciuto il merito di aver prodotto proposte strutturate che, pur maturando tra forti contrapposizioni interne, hanno fornito ai progettisti documenti specialistici a supporto dell’elaborazione progettuale.

Questa partecipazione diffusa ha contribuito a evidenziare l’elemento più critico dell’intero percorso: la mancanza, alla base, di una cultura profonda e radicata del tratturo. Tale carenza emerge nelle soluzioni proposte, fondate soprattutto su piantumazioni diffuse, arredi e sistemazioni di forte impatto di design contemporaneo ma lontane dall’architettura tradizionale, più simili a giardini o orti urbani che a paesaggi tratturali.

I percorsi, inoltre, sono spesso concepiti come andatoie limitate e non come ampie fasce verdi riconoscibili, tipiche dei tratturi; soprattutto, risulta assente una adeguata predisposizione delle aree all’accoglienza degli animali, elementi principali della realtà tratturale. Ne deriva un’idea di tratturo inteso prevalentemente come infrastruttura fisica per viandanti occasionali più che come infrastruttura funzionale ai suoi utilizzi originari.

La totale assenza di elementi utili alla rifunzionalizzazione del tratturo secondo le sue caratteristiche originarie evidenzia come la linea progettuale seguita punti quasi esclusivamente sul riuso turistico. In questa chiave, si crea una profonda discontinuità con le pratiche tradizionali che hanno reso la civiltà della transumanza l’elemento essenziale dell’attrattività del tratturo; senza tale dimensione, si indebolisce la motivazione stessa dei flussi turistici interessati alla scoperta di questo patrimonio culturale.

Il tratturo, così come pensato, rischia quindi di ridursi a una semplice rete di sentieri, assimilabile a qualunque altro paesaggio. Un paesaggio tratturale in cui non sia riconoscibile la relazione tra animali e uomo, tra uomo e paesaggio, e tra paesaggio e civiltà, diventa un giardino ben curato, ma non un percorso tratturale capace di attrarre per storia, emozioni e radici culturali.

La genesi stessa dell’intervento – basata su una raccolta disgregata e caotica di progetti esistenti, tra loro scollegati, divenuti il requisito fondamentale del disegno complessivo – non ha favorito la costruzione di solidi presupposti culturali. Allo stesso modo, la scala del progetto ha quasi imposto l’individuazione di un gruppo progettuale distante dall’esperienza culturale e territoriale locale, che avrebbe invece dovuto rappresentarne il fondamento.

Questi due elementi possono, in parte, giustificare l’operato della stazione appaltante, che, senza un intenso lavoro di assemblaggio dei progetti pervenuti, non avrebbe ottenuto il finanziamento utile per ipotizzare il recupero dei tratturi. Non giustificano però la progettualità espressa dall’RTP vincitrice del bando che, pur disponendo di un ampio bagaglio di competenze, avrebbe dovuto approfondire molto di più gli aspetti socio-culturali della transumanza per usarli come collante delle eterogenee istanze dei comuni e dell’estesa area tratturale interessata.

Vista l’enorme importanza del progetto per il Molise – sia per l’attesa riposta in esso, sia per la vocazione della regione a essere terra di cammini esperienziali – e vista la mancanza di conoscenze specifiche messe in campo dai progettisti, sarebbe stato opportuno coinvolgere maggiormente tutti gli stakeholder informali. Soggetti che, come il comitato Occhio al Tratturo, avevano più volte manifestato la volontà di interagire con il Tavolo Tecnico Permanente del Comune di Campodipietra, incaricato di trasferire ai progettisti le richieste di aggiornamento dei requisiti e delle specifiche progettuali.

Purtroppo, però, questo coinvolgimento non solo non è stato realizzato, ma in molti casi è stato ostacolato dall’ufficio del RUP, attraverso la mancata risposta alle istanze, il mancato trasferimento di atti, il mancato riscontro alle richieste di accesso agli atti e il mancato coordinamento con i comuni per i sopralluoghi nei loro territori.

A ciò si aggiunge la poca incisività di alcuni soggetti interni alla progettazione che, pur avendo maggiore conoscenza del territorio, avrebbero potuto contribuire a migliorare il processo. Il limite più grave, tuttavia, è la completa assenza delle azioni previste al punto 5.5 del DIP, relative alle attività immateriali collegate allo sviluppo del percorso progettuale.

L’attivazione delle borse di studio, oltre a generare nuovi studi, avrebbe potuto alimentare un processo di divulgazione biunivoco tra progettazione e territorio. L’assenza di questo livello immateriale ha privato i progettisti del supporto necessario per comprendere a

fondo la civiltà della transumanza e, al tempo stesso, ha impedito agli stakeholder territoriali di conoscere meglio il progetto e di prepararsi alla fase fondamentale dell’uso e della gestione futura dell’asset turistico-culturale del tratturo 

E ADESSO?

Se considerassimo i tempi delle consegne progettuali, dalla firma del contratto (agosto 2023) avremmo dovuto avere le seguenti consegne:

  • Masterplan:120 giorni naturali e consecutivi (gennaio 2024);
  • Progettazione definitiva:180 giorni naturali e consecutivi (ottobre 2024);
  • Conferenza dei Servizi: 60 giorni naturali e consecutivi (febbraio 2025);
  • Progettazione esecutiva:120 giorni naturali e consecutivi (luglio 2025).

Ad oggi, invece, essendo in Conferenza di Servizi, secondo il piano contrattuale ci troviamo in ritardo di circa sette mesi sulla tabella di marcia. Questo ritardo non è di per sé negativo, se contribuisce a migliorare la qualità del prodotto finale, ma diventa rilevante se lo si mette in relazione con la nota del 25 ottobre 2025, con cui la Soprintendenza per i beni monumentali chiedeva alla RTI di:

  • prevedere alcune estromissioni dal progetto;
  • rivedere alcune parti progettuali;
  • chiarire meglio elementi non definiti;
  • fornire un elenco più completo ed esaustivo delle tavole progettuali presenti;
  • integrare la documentazione con tutti i documenti mancanti.

A seguito di tali richieste, la Conferenza dei Servizi ha subito una prima sospensione dell’iter, in attesa che le modifiche venissero apportate. Anche se attualmente risulta che la Conferenza sia stata riaperta, con gli elaborati consegnati nella forma richiesta, appare evidente come il progetto risulti tecnicamente carente e, soprattutto, caotico e a tratti convulso.

In attesa delle disposizioni finali della Conferenza di Servizi, non resta che auspicare un ampio e concreto processo di rivisitazione del progetto, prima che si passi alla redazione dell’elaborato esecutivo e alla successiva messa in opera tramite i lotti funzionali.

Parallelamente, il Comune di Campodipietra sta lavorando alla costituzione del consorzio che avrà il compito di gestire e manutenere le opere una volta realizzate. Questo passaggio sarà fondamentale per costruire e colmare tutti gli elementi finora mancanti, soprattutto alla luce delle disposizioni già acquisite, sia di natura legislativa – come la legge regionale n. 9 dell’11 aprile 1997, che istituisce il demanio regionale dei tratturi riconoscendoli all’art. 4 come “sistema organico della rete tratturale denominato Parco dei tratturi del Molise”

– sia della proposta di legge regionale “Molise terra di Cammini”, sia delle vaste ricerche sulla civiltà della transumanza e sul suo ruolo nella formazione della cultura mediterranea, di cui il Meridione d’Italia è una delle principali espressioni.

IL DIBATTITO DEL 20 MARZO E PROPOSTE EMERSE

Per concludere da dove abbiamo iniziato, il forum-dibattito del 20 marzo 2026, organizzato dal Comitato “Occhio al Tratturo”, ha messo in evidenza numerose criticità. Oltre a una certa mancanza di conoscenza dell’iter normativo da parte di alcuni soggetti, sono emerse: la difficoltà dei progettisti nel tradurre nel progetto la funzione storica e culturale del tratturo, riducendolo a puro asse infrastrutturale; la distanza tra l’ufficio del RUP e le indicazioni degli stakeholder, spesso rimaste senza risposta; il disinteresse tardivo di molti attori, che si sono avvicinati al progetto solo dopo la conclusione della fase di consultazione pubblica, rendendo la maggior parte delle loro proposte tecnicamente inammissibili.

Sono emerse anche l’incapacità di alcuni uffici di filtrare e focalizzare l’attenzione di progettisti e territorio sulla cultura che sta alla base della nostra identità, e una diffusa, più o meno consapevole, ignoranza delle procedure di evidenza pubblica, del valore del tratturo come bene comune e dei limiti di ciò che si può legittimamente chiedere ai progettisti in assenza di una chiara consapevolezza del valore del proprio patrimonio.

Tra gli interventi, spicca l’ardore di Pierluigi Giorgio, che da anni si batte per la difesa dei valori culturali radicati nella civiltà della transumanza. Egli ricorda come la ricchezza del tratturo non risieda solo nella sua dimensione materiale, ma soprattutto in quella culturale e storica, dalla quale non si può prescindere se si vuole considerare il tratturo un vero asset turistico.

Se tali valori non vengono valorizzati fin dalla fase di stesura progettuale, il risultato rischia di esserne privo e, come già in parte accade, di perdere il proprio valore aggiunto, diventando indistinguibile da qualsiasi altro percorso attrezzato. L’unicità del tratturo – data dall’insieme materiale e immateriale – è ciò che lo rende realmente attrattivo per il turismo lento ed esperienziale, di cui spesso si parla ma che, nei fatti, si dimostra ancora poco compreso.

Non riconoscere questa unicità e non assumerla come cardine del progetto significa condannare l’intervento all’inefficacia, producendo l’ennesimo “giardinetto milanese” su una distesa di risorse spese senza un reale ritorno culturale. In questo quadro, la frase più incisiva è sembrata quella del sindaco di Agnone, Daniele Saia: il vero modo per valorizzare il tratturo e trasformarlo in un autentico attrattore turistico, capace di generare ricchezza culturale ed economica, è riportare gli animali al pascolo, restituendo al tratturo la sua funzione originaria di asse vivo della transumanza e valorizzandone così la reale dimensione storico-funzionale

(Foto: Caricatura di Giovanni Germano per il n.ro 9/10-1998 del mensile “La Vianova”: a commento dell’articolo di Piergiorgio Acquistapace sui POM)

di Domenico Germano

 

lì  1 Aprile 2026

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