• 11/05/2025

Tanti ottimi e utili motivi per rilanciare il Molise

di Giuseppe Tabasso (da ilbenecomune.it) –

“Dinanzi alle tante scosse mondiali che ci attraversano faremmo bene a stringerci ogni tanto nei nostri recinti”

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Dinanzi alle tante scosse mondiali che ci attraversano faremmo bene a stringerci ogni tanto nei nostri recinti personali per non disperdere speranze e sensi di sicurezza.

Per questo ho cercato un senso da applicare alla mia regione nativa per attivare la riscoperta che il Molise è una delle regioni più tranquille e ospitali del nostro Paese (mai definirlo Nazione).

Ricordiamo insomma che i molisani sono cauti e avveduti, i più risparmiosi d’Italia, disprezzano gli sprechi, sono ponderati in montagna e inventivi sulle coste, godono profumi stagionali e incantevoli “foliage” che hanno attirato molti stranieri.

I nostri conterranei ignorano il narcisismo, sono passionali quanto basta, guai a toccare le loro tradizioni, travedono per i (troppi) nonni e ancor più per i (pochi) nipoti, impazziscono per la cucina casalinga e per la casalinga che sta in cucina, sono orgogliosi della Tintilia e perfino della primazia di vincite nel gioco televisivo dei pacchi.

Vantano poi insegnanti formidabili, studenti che non portano coltelli nello zaino, non esistono baby gang, i tifosi non sono bombaroli, non cantano l’Inno di Mameli col saluto romano. Mai a Predappio, mai cori mussoliniani presso Fratelli d’Italia e niente macchie di antisemitismo.

E le ragazze? Giocano a chi è più secchiona, scrivono più libri degli uomini, vantano di essersi liberate dal patriarcato (a dispetto di un patriarcale governo regionale), frequentano eventi culturali e Giornate della Gentilezza, aumenta il numero di sindache e consigliere e, fateci caso, il giornalismo femminile è più liberale di quello maschile.

Certo, bisogna sopportare disservizi ospedalieri, sparizione di trasporti ferroviari, isolamenti infrastrutturali, immobilità e mancanze d’acqua. Tutti se ne lamentano, ma siamo italiani, parliamo male dell’Italia, ma guai se lo fa uno straniero. Figuratevi perciò se un italiano parlasse male della nostra terra madre.

di Giuseppe Tabasso (da ilbenecomune.it)

 

lì 5 Novembre 2025

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