• 14/04/2026

Sulla democrazia

di Nicola Picchione –

Non dobbiamo mai dare nulla per scontato. Nemmeno la democrazia e l’idea che ne abbiamo

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La Democrazia, nata zoppa (in Atene non tutti potevano votare) cresciuta con equivoci (la famosa Magna Cartha serviva solo a limitare il potere assoluto del re: baroni, chiesa e commercianti facevano sentire il loro peso ma non il popolo) e poi con illusioni (la rivoluzione francese con la sua trinità fraternità- eguaglianza-libertà rimase in buona parte uno slogan subito accantonato da Napoleone) ancora oggi è non solo a rischio continuo ma può diventare una scatola retorica mascherata dal voto cioè dal potere della maggioranza che non sempre ha ragione. “Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune” dice Manzoni parlando della peste e delle relative false credenze popolari sulla sua origine e diffusione. La maggioranza ha scelto Netanyahu e Trump.

La democrazia esige conoscenza ragionamento e analisi. La conoscenza è a rischio: il potere la manovra, la nasconde o la falsifica. Il ragionamento e l’analisi possono essere ingannati dalla fede,dalla appartenenza. La democrazia non è intesa allo stesso modo. In Russia si vota ma per noi non c’è democrazia, in Cina si vota ma noi non la riteniamo una democrazia anche se la Repubblica democratica cinese in un documento ufficiale del 2021 si afferma che la sua è “una democrazia che funziona” e che “la democrazia e la libertà sono valori comuni all’umanità e la democrazia può essere realizzata in molti modi” aggiungendo:” Se il popolo viene svegliato solo al momento del voto e rimandato in letargo al termine delle votazioni, se viene servito con dolci slogan in campagna elettorale ma non ha voce in capitolo dopo le elezioni, se viene corteggiato durante la campagna elettorale ma lasciato fuori al freddo dopo, questa non è una vera democrazia”. Bella lezione da chi riteniamo non essere democrazia.

Uno studio dell’università di Harvard ha valutato che il governo cinese è gradito a più del 90% del popolo cinese. Evidentemente hanno un concetto di democrazia diverso dal nostro: da noi prevale l’interesse (e la libertà) individuale, la società è al secondo piano; per loro evidentemente è la società al primo piano e la libertà individuale viene dopo. Noi- compresa la cosiddetta sinistra- siamo figli del liberalismo dell’800. Peccato che la nostra libertà spesso consiste nel poter sbraitare liberamente anche se poi nessuno ci sta a sentire. Finiamo col ritrovarci politici incapaci e non raramente corrotti e che si sentono liberi di comportarsi come vogliono senza rendere conto a nessuno. Noi li scegliamo in base alla speranza del nostro utile personale e trascuriamo l’utile sociale in nome del nostro concetto di libertà e democrazia ritenendo che solo il nostro è quello vero e reale. In alcuni momenti storici per alcuni popoli la democrazia può essere non adatta se non è sviluppato il senso della società e del bene comune.

Non traggo conclusioni, dico solo che ogni tanto dovremmo discutere – senza preconcetti-anche di democrazia (non oso dire con lo stesso entusiasmo usato nel parlare di pallone).

di Nicola Picchione

 

lì 14 Aprile 2026

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