• 24/02/2026

“Social reputation index”/2

di APS La Terra –

Interventi di Roberto Colella e Domenico Germano sull’ultimo rapporto Demoskopika

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Analisi dell’istituto Demoskopika – ANSA
La reputazione turistica delle regioni italiane nel 2025 è stata al centro di un lavoro di ricerca e analisi dell’istituto Demoskopika dal quale emerge che il Molise, confermando il dato del precedente anno, resta in fondo alla classifica generale.
Non tutte le voci, però, sono in ‘rosso’.

Quella che misura la qualità della ristorazione, valutata dalle recensioni online, colloca infatti la regione al 9/o posto.
 Per gli altri indicatori, però, i numeri non sono confortanti. Il Molise chiude la graduatoria nel ‘Social reputation index’, l’indicatore composito che misura la rilevanza e l’impatto della presenza istituzionale di ciascuna regione sui principali canali social. Analoga posizione per la reputazione complessiva della destinazione in relazione a offerta culturale, ricettiva e ristorazione. Penultimo gradino, invece, per la qualità dell’offerta ricettiva valutata dalle recensioni online e per quella culturale. Leggermente meglio, 17/a posizione, per l’indice di visibilità turistica che fornisce una misura quantitativa della presenza online delle destinazioni turistiche regionali e per quello relativo all’indice di popolarità della destinazione che comunque vede il Molise al 19/o posto.

 

Di seguito una attenta riflessione, tratta dalla pag fb di Roberto Colella, espressa da due interventi, di cui il secondo è in risposta al primo.

 

Intervento di Roberto Colella – fb

L’ultimo rapporto Demoskopika relega il Molise in fondo alle classifiche di reputazione digitale. Ma un’analisi attenta rivela una gara iniziata con anni di ritardo e senza le stesse armi dei competitors.

Il verdetto di Demoskopika sulla Social Reputation turistica non lascia spazio a interpretazioni superficiali: il Molise è all’ultimo posto. Tuttavia, fermarsi al dato numerico senza contestualizzare la struttura della “competizione” significa ignorare la realtà dei fatti. Quella che viene presentata come una classifica di merito è, nei fatti, il riflesso di un divario temporale e organizzativo profondo tra le regioni italiane.

Si tratta di una gara ad armi impari dove il fattore tempo incide.

Il confronto con i vicini dell’Abruzzo è emblematico. La pagina Facebook abruzzese vanta oltre 200mila follower e uno storico di 12mila post. Numeri costruiti in più di un decennio di presenza costante e investimenti strutturati. Di contro, il brand “Visit Molise” e la relativa strategia sono nati appena nel 2021 all’epoca di Cotugno assessore.

Con circa 18mila followers e 1.200 post, la pagina molisana sta correndo una maratona partendo quando gli altri sono già al trentesimo chilometro. È naturale che il totale dei followers— parametro cardine per i rapporti Demoskopika — veda il Molise in coda: la reputazione digitale non si costruisce per decreto, ma attraverso la sedimentazione di contenuti negli anni.

Oltre al ritardo temporale, emerge un problema di Governance. Nelle regioni che dominano le classifiche, la comunicazione turistica è affidata ad agenzie tecniche con annesse redazioni che garantiscono continuità oltre i cicli elettorali. In Molise, invece, ogni avvicendamento politico rischia di diventare un “punto e a capo”, impedendo una programmazione a lungo termine e una presenza su tutti i canali.

Il rapporto Demoskopika, infatti, monitora cinque pilastri: Facebook, Instagram, X, TikTok e YouTube su cui ad esempio è presente Visit Trentino in testa a tutte le graduatorie. Ad oggi, il Molise è assente sulle ultime tre piattaforme menzionate. Una lacuna che pesa nel punteggio finale dei followers, ma che è figlia di una struttura che deve ancora istituzionalizzare la propria agenzia di promozione ma su cui sta lavorando con una proposta di legge ad hoc.

Oltre la classifica, i dati Meta raccontano però un’altra storia. Se i dati “stock” condannano la regione, i dati “flow” (le prestazioni attuali) dicono l’esatto contrario. Nell’ultimo anno, secondo i dati analitici di Meta, la pagina “Visit Molise” ha registrato segnali di vitalità straordinari: follower raddoppiati in soli dodici mesi e una media di oltre 1 milione di visualizzazioni mensili.

Un tasso di engagement (coinvolgimento) altissimo, spesso superiore a quello di regioni ben più blasonate.

Questi indicatori suggeriscono che, nonostante la scarsità di mezzi e il ritardo di partenza, il contenuto prodotto “aggancia” il pubblico.

Essere ultimi in una classifica basata sui followers dei diversi account aperti è un dato statistico, non un fallimento totale anche perché quell’ultimo posto lo occuperemo ancora per un po’.

 

Intervento di Domenico Germano – fb
Hai perfettamente ragione. L’indagine mette in luce il ritardo con cui la regione ha iniziato a occuparsi e prendere in considerazione il tema turistico. Nel 2018 la regione era già con 20 anni di ritardo rispetto a chi già aveva messo in moto il meccanismo, perché nella nostra terra, mentre in molti si battevano da tempo chiedendo una maggiore attenzione al comparto turistico, soprattutto verso quello lento esperienziale, altri agivano per marginalizzarlo, stigmatizzando l’interesse nel settore.

Leggendo i dati di Demoskopika, che non si limitano a valutare i “like” ma entrano nel merito contestualizzando, emerge che l’indice generale di gradimento è sempre basso. Se non siamo ultimi, siamo penultimi. Questo riguarda la qualità delle strutture, dei servizi, dell’offerta culturale, e così via. Solo un settore, la ristorazione, si posiziona in nona posizione.

È fondamentale capire perché questo settore ha performance positive e cercare di sostenerlo nel suo percorso, piuttosto che imporre nuove strade. Solo così si potrebbe costruire una base solida, utilizzabile per sostenere i settori che faticano a decollare.

Questi anni di ritardo potrebbero essere recuperati se si creasse, come dici tu, una struttura adeguata, capace di programmare a lungo termine, analizzare il comparto, individuare opportunità e costruire reti forti e solidali. Tuttavia, resta il dubbio se questa struttura sarà animata da figure competenti. Saranno scelti esperti del settore? Verranno coinvolti conoscitori del territorio? O sarà solo un altro contenitore per persone inadeguate, messe lì in cambio di voti?

Il rischio di avere funzionari non idonei, con curriculum forzati e privi di conoscenza del Molise, è molto alto. Non bastano i dati “flow”; servono servizi a terra. È facile creare post accattivanti, si fa comodamente da un ufficio con materiale recuperato dalla rete. È normale che le agenzie regionali agiscano in questo modo.

Ma è cruciale analizzare le esigenze, individuare opportunità, lavorare sulle carenze, costruire il network giusto e allocare risorse dove servono, monitorando i risultati attesi senza forzarne la compliance. È fondamentale anche sostenere le iniziative di chi lavora sul territorio, indipendentemente dal colore politico. Il vero traguardo nel recupero del gap accumulato è la governance reale, supportata da un management adeguato e da una comunicazione pianificata.

I dati di Demoskopika evidenziano che il ritardo del Molise, inteso come asset turistico, è fondamentalmente radicato nel presupposto culturale che governa il settore nella nostra regione. Sfortunatamente, la governance nel turismo rimane uno spazio da occupare, non un’opportunità da sostenere. Se vogliamo partecipare a un percorso scalabile, è necessario cambiare approccio e cultura.

di APS La Terra

 

lì 24 Febbraio 2026

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