• 22/06/2026

Perché si va al “Macondo”

di Giovanni Mancinone

“Corpi al macello” al “Macondo festival delle narrazioni” di Francavilla al Mare

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Al “Macondo festival delle narrazioni” di Francavilla al mare ci si va perché un caro amico, Peppe Millanta, ti apre le porte.

Ci si va perché si respira aria di buona cultura, dove arrivano grandi scrittrici e scrittori.

Ci si va perché, quando ad accoglierti ci sono belle persone, ti senti a casa. Ed eccole le belle persone: Nunzia e la sua datrice di lavoro della Boutique Diana; gli amici di vecchia data, come Franco Santucci e Rossella Lioia (mamma di Peppe Millanta) o il collega Mimmo Marcozzi e quelli nuovi come la psicologa Klaudia Deda, Teodoro Pace dell’USB e Maurizio Di Martino della CGIL. E poi c’è il bravo collega Pierluigi Spiezia che con la sua delicatezza introduce “Corpi al macello” in uno spazio, una boutique, dove di solito si entra per comprare abiti e profumi e in questa occasione apre le porte ad un libro che parla di vittime del lavoro e della sofferenza dei superstiti.

Al “Macondo festival delle narrazioni” ci si va perché, se hai tempo, puoi incontrare e ascoltare quelle che nel materiale di comunicazione del Festiva vengono definite “ le voci più autorevoli e amate del panorama contemporaneo: Enrico Mentana, Gio Evan, Elena D’Amario, Gabriele Lavia, Daniele Mencarelli, Massimo Carlotto, Marcello Simoni, Roberto Mercadini, Piergiorgio Pulixi, Paolo Roversi, Veronica Raimo, Nicoletta Verna, Fabio Bacà, Roberto Emanuelli, Alberto Ravagnani, Paolo Di Paolo, Cathy La Torre, Mircea Cărtărescu, Victor del Árbol, Bruno Arpaia, Filippo La Porta, Angela Nanetti, Andreea Simionel e tanti altri protagonisti della letteratura, del giornalismo e dello spettacolo.

Leggo i nomi e trovo anche quello di Massimo Carlotto, uno dei massimi esponenti del genere noir che quando era presidente della giuria del CONCORSO STORICO-LETTERARIO “PAROLE CHIARE”, firmò l’attestato di primo classificato per la sezione saggistica storica per “Molise criminale”.

Al “Macondo festival delle narrazioni” di Francavilla al mare, ci sono stato con “Mostri”, ci sono tornato con “Corpi al macello” e conto di essere qui nei prossimi anni, perché, in un Paese dove si legge poco e si investe pochissimo per la cultura, questi spazi ti aiutano a respirare aria di buone pratiche.

di Giovanni Mancinone

 

lì 22 Giugno 2026

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