Per tanti anni a piedi in Molise, paese dopo paese
di Rocco Pettine –
Le riflessioni di un marciatore veterano che catturano pienamente lo spirito e l’essenza di “cammina, Molise!”
Carissimi del “Cammina, Molise!”, durante l’inverno/primavera che ha preceduto questa edizione mi era venuta l’idea di preparare insieme al mio amico Sociologo Valentino, marito della storica Camminatrice, Architetto Carmen GIANNINO, un sintetico questionario, con risposte aperte che descrivessero, soprattutto, le motivazioni che invogliano a partecipare a questo meraviglioso evento che si svolge da più di trenta anni in questa quasi incontaminata Regione, sempre nei primi giorni di agosto faccio un esame di coscienza personale ed avendo alle spalle un lungo percorso di psicoanalisi, prima di gruppo e poi individuale, ritengo onesto, giusto e doveroso di parlare, innanzitutto, delle mie motivazioni e delle mie riflessioni, prima di chiederle agli altri.
Credo che la motivazione fondamentale che mi fa partecipare al “Cammina, Molise!” dal 1996, anche se non tutti gli anni, dipenda dal fatto che, in questo grande gruppo, prima composto da 60 persone ora da più di 300, io, mi sento accettato per come sono, accolto, con tutti i miei difetti e pregi, cosi da sentire di essere autenticamente me stesso, liberato da tutte le più condizionanti sovrastrutture.
L’ultima sera, dalla mia finestra dell‘Hotel Palace DI CAMPOBASSO, all’una di notte, durante i saluti finali ho sentito una persona che diceva ad un’altra: OH, CHE FAI, NON MI ABBRACCI?
Per me il “Cammina, Molise!” è come una Comunità itinerante che consente di far emergere anche le proprie fragilità, il bisogno di chiedere, ricevere e restituire, affetto, abbracci, baci, senza paura di essere giudicati, dove la Disponibilità, la Dolcezza e la Tenerezza prevalgono su tutto.
E, PER FRAGILITA’, INTENDO SOPRATTUTTO QUELLE PSICOLOGICHE, LE QUALI CI INDUCONO A METTERE UNA MASCHERA, IMPEDENDOCI DI FARE ESPLODERE IL BISOGNO D’AMORE CHE ESISTE IN OGNUNO DI NOI E LA SUA RICERCA CONTINUA, AL FINE DI LENIRE IL DOLORE CAUSATO DALLE ANTICHE PRIMORDIALI FERITE, OGGETTO DI ACUTE INDAGINI E PROFONDE RIFLESSIONI DA PARTE DELLO STORICO MEDICO DEL “CAMMINA, MOLISE!”, Silvio ADDUCCHIO.
Non nascondo che la presenza di Silvio, mio fraterno amico da oltre 56 anni, rappresenta una delle mie PRINCIPALI MOTIVAZIONI.
Questo anno, Silvio, MEDICO INTERNISTA a tutto tondo, ha messo su spontaneamente, CAMMIN FACENDO, una Cattedra itinerante di Medicina Sistematica Integrata, calamitando l’attenzione di tanti interessati, anche perché Silvio ha una incredibile capacità di ascolto e sa leggere, con attenzione e sensibilità in fondo alla Anima delle persone.
Altra fondamentale motivazione è, ovviamente, la indispensabile presenza di Giovanni GERMANO, di tutti i suoi validi collaboratori (Paolo DISCENZA, Domenico GERMANO, Alessio ADDUCCHIO e tanti altri) e di tutta la sua formidabile Famiglia, a partire da sua moglie Silvana, una vera coinvolgente forza della natura.
Non nascondo, inoltre, che l’idea di poter incontrare ogni anno E PER BEN QUATTRO GIORNI INTERI Elio Germano, col suo comportamento discreto, da antidivo, rinforza il mio desiderio di partecipare.
Elio, per me rappresenta un enorme valore aggiunto, soprattutto per l’esemplare impegno che lui profonde con la sua Arte, sia nel mondo del cinema che in quello del teatro e nel campo sociale, esponendosi di persona, in ogni circostanza, a difesa dei più deboli.
Vi è, poi, una persona della famiglia Germano che collabora in maniera silenziosa ma preziosa ed è Maurizio, cosiddetto LA SCOPA, cui va il mio plauso, che si occupa, insieme al fratello Domenico ed ai fratelli GALASSO (Nicola e Fernando), e si preoccupa di accompagnare con successo a destinazione gli ultimi della fila di questa lunga teoria di persone, che attraversano sentieri, boschi, campi di grano, tratturi, campi di girasole, tra le ondulate, ventose, colline e montagne Molisane.
Ma, permettetemi di citare, come Simbolo massimo di attenzione agli ultimi e di umanità, un’altra persona della Famiglia GERMANO, Padre Antonio, fratello di Giovanni e di Mario, che opera come Missionario Cristiano in BANGLADESH e che ha partecipato, quando ha potuto, al “Cammina, Molise!”, che, comunque, spiritualmente, è sempre presente insieme con noi.
Direi che l’ATTENZIONE AGLI ULTIMI È IL DENOMINATORE COMUNE CHE CARATTERIZZA LA FAMIGLIA GERMANO NEL SUO COMPLESSO; il “CAMMINA, MOLISE!”. È FRUTTO ANCHE DI QUESTO VALORE E DI QUESTA NOBILE SENSIBILITA’.
Per comprendere meglio quanto rilevo, invito, chi lo desideri, a guardare su YouTube la COINVOLGENTE ed emozionante LETTURA SCENICA, intitolata “TRA GLI IMPURI MI SONO PURIFICATO“, nella quale Elio GERMANO racconta la vita di suo zio, Padre Antonio GERMANO da Duronia, che, dopo tanti anni di convivenza all’interno di una missione cristiana, in uno sperduto e poverissimo villaggio del BANGLADESH, chiede di entrare a far parte dei “DAS “, cioè dei FUORI CASTA, DEGLI IMPURI, DEGLI ULTIMI DELLA TERRA; PADRE ANTONIO VIENE ACCONTENTATO CON SUA GRANDE GIOIA.
Non ultima motivazione, in quanto ad importanza, è stata, per questo anno, la presenza della mia amica Carmen GIANNINO, con la quale partecipo al Coro Romano di Piazza Vittorio e con la quale abbiamo proposto, con altri amici camminatori, di cantare, insieme al Coro Polifonico di Montagano, qualcosa di Metafisico come “IL SIGNORE DELLE CIME“, in ricordo di chi non è più con noi.
Questo anno siamo riusciti a coinvolgere anche una nostra amica del Coro di Piazza Vittorio, Anna ORSINI, la quale è rimasta entusiasta del “Cammina, Molise!”, e, credo, che il prossimo anno alla 32esima edizione, porteremo con noi altri componenti del Coro di piazza Vittorio.
In concreto, io vivo il “Cammina, Molise!” come un grande CORO, dove la SOMMATORIA di tante individualità, con tutti i pregi ed i difetti che ognuno di noi possiede, comprese le stonature e le fragilità, riesce nella sua magica fusione a comporre, sviluppare e generare una incredibile FORZA, una ARMONIA vivificante.
Tutte queste motivazioni, in sintesi, rappresentano il motore del mio entusiasmo e del mio PERSONALE bisogno di partecipazione.
Durante questi QUATTRO MESI dalla fine dell’evento ho fissato delle immagini mentali, che porterò sempre con me, come QUADRI, SCENE, che compongono i tasselli di un mosaico VIVO, POLICROMO.
PRIMO QUADRO: LA PREMIAZIONE DEI BAMBINI ACCANTO ALLA ABBAZIA DI FAIFOLI.
Consentitemi di sottolineare la meravigliosa scena dei bambini e degli adolescenti, che chiamati da Giovanni su un palchetto improvvisato, corrono davanti a tutti noi , felici ed increduli perché stanno per ricevere una medaglia di premiazione riguardante la loro partecipazione al “Cammina, Molise!”.
Finalmente, una immagine indimenticabile di purezza ed innocenza che infonde speranza per il futuro.
Se penso che in un mio articolo / riflessione scritto a conclusione del “Cammina, Molise!” del 2001 notavo, con profondo rammarico, che su 123 camminatori , i partecipanti giovani erano costituiti solo da un simpatico dodicenne e da una signorina di 21 anni, la presenza, quest’anno, di tanti giovani e bambini genera dentro di me immensa gioia ed ottimismo.
SECONDO QUADRO: SOTTO LE GIGANTESCHE PALE EOLICHE DI LUCITO.
Mai avrei immaginato di trovarmi coinvolto , a circa 78 anni di età, a ballare una quadriglia insieme con dei genitori ed i loro bambini , guidati da Silvio, accompagnati dallo strano stridio del suono causato dal vortice di queste gigantesche girandole, comunque, al di là di qualsiasi polemica sul loro collocamento, GENERATRICI di energia pulita.
E’ stato un momento magico ed irripetibile.
TERZO QUADRO: SULLA RAMPA BALCONATA DI SANT’ ANGELO LIMOSANO.
In questo luogo siamo stati protagonisti ed abbiamo assistito ad una scena corale di canto popolare, nel quale si è esplicitato quanto sostengo riguardo al bisogno di Amore che risiede in ognuno di noi.
Noi uomini , dal basso verso l’alto , dove si trovavano le donne, abbiamo cantato a squarciagola : SO DU ORE CHE STENGHE QUA FORA , ARAPEME BELLA, CA MO ME MORO…
E le donne hanno risposto :
PUOZZE MURI’, PUOZZE MURI’, S’ N’N ZU QUATT’ORE ‘NDE FACCIE TRASI’
gli uomini ad implorare:
MA IE NUN VOGLIO NIENDE, VOGLIO SULE NA COSA , SULAMENTE NA COSA , CA ME FA CUNSULA…
Ora, ditemi voi se la numerosa scena collettiva, cui hanno partecipato più di 300 persone, al di la’ del palese significato erotico, non è un canto che interpreta CON TEATRALITA’ e traduce esplicitamente in una sentita e partecipata coralità, tutto l’enorme bisogno di Amore insito in ognuno di noi, che a volte nascondiamo con pudore.
QUARTO QUADRO: “ IL SIGNORE DELLE CIME “ DENTRO L’ABBAZZIA DI FAIFOLI
L’ ultimo giorno , dopo una allegra accoglienza , con banda musicale, da parte del bel paese di MONTAGANO e dopo la interessante visita al centro storico, ci siamo diretti , attraversando un bosco verso l’Abbazzia di Santa Maria di Faifoli, che abbiamo scoperto essere un antico insediamento Sannita, Romano, Longobardo ed infine Benedettino. In questo luogo ricco di storia si è verificato un evento meraviglioso, perché all ‘ interno della Chiesa stava perché esibirsi il Coro Polifonico di Montagano ed un gruppo di noi, una decina, ha chiesto al maestro del Coro di poter cantare insieme con loro “IL SIGNORE DELLE CIME” famoso canto di montagna del musicista compositore Bepi DE MARZI; LA PROPOSTA è STATA ACCOLTA CON ENTUSIASMO e ne è venuta fuori un canto collettivo, armonioso e coinvolgente, alla fine del quale ci siamo abbracciati tutti quanti ed applauditi a vicenda.
E’ stato un momento felice di reale e di concreta fusione tra i Camminatori e la popolazione locale, a imostrazione di quanto persegue sistematicamente, da sempre, il “Cammina, Molise!”.
Quando apro l’armadio e vedo accumulate nel tempo le magliette verdi, con i vari Sponsor stampati sul petto o sulla schiena, mi viene da sorridere e penso che i giorni nei quali le ho indossate fanno parte sicuramente del novero dei momenti più felici e spensierati della mia vita.
Facendo un rapido calcolo, chi ha partecipato a tutte le edizioni del “Cammina, Molise!”; moltiplicando 4 giorni per 31, uguale 124, più 3 giorni, in totale fa 127, perché vi è stata una edizione di 6 giorni ed un’altra di 5 , praticamente, è come se avesse camminato in giro attraverso tutto il Molise, con qualche deviazione nel Sannio Beneventano e nel Parco Nazionale d’Abbruzzo, per 4 mesi abbondanti ;
sebbene , sicuramente , a me nessuno può togliere almeno due mesi di completo divertimento e di felicità.
Io penso, comunque, che il “Cammina, Molise!”, per le finalità che persegue , al di là di come uno lo viva personalmente ed emotivamente , rappresenta oggettivamente un MODELLO IDEALTIPICO DI TURISMO (LENTO E MEDITATIVO) , da esportare e proporre IN ALTRE PARTI DI ITALIA, perché è uno stimolo per scoperte ed approfondimenti nel campo geografico/economico, antropologico, etnologico, religioso, oltre essere un veicolo di socializzazione , dove i momenti ludici del canto, del ballo e della musica si uniscono a simpatici momenti di degustazione e condivisione conviviali di prodotti enogastronomici locali.
Una mattina , durante la colazione all’Hotel PALACE, facendo la fila , insieme con loro, per prendere un caffè, ho sentito dire tra Silvio e Giovanni : “CE SIMMO FATTI VIECCHI“ , però, con un sorriso esteso e compiaciuto.
È VERO CHE IL TEMPO È PASSATO, CHE “CE SIMME FATTI VIECCHI”, MA CREDO CHE I VALORI CHE CI PORTIAMO DENTRO DA QUANDO ERAVAMO GIOVANI CI FANNO ANCORA SENTIRE GIOVANI E CI AIUTANO A COMBATTERE LE DERIVE AUTORITARIE ED ANTICOSTITUZIONALI CHE STANNO EMERGENDO, PER DIRE NO A TUTTE LE GUERRE, AI GENOCIDI, ALLE COSIDDETTE OPERAZIONI MILITARI SPECIALI, AD OGNI FORMA DI VIOLENZA CONTRO LE DONNE, I BAMBINI, GLI ANZIANI, I “DAS “, I FUORI CASTA, GLI ULTIMI DELLA TERRA.
Carissimi Amici del “Cammina, Molise!”, avendo già preso visione del Programma del “Cammina, Molise! 2026”, vi mando i saluti più affettuosi e gli auguri per un Anno Sereno, nonostante il contesto internazionale, sperando di incrociare i vostri sguardi e soprattutto di abbracciarvi, se Dio vorrà, ai primi di agosto, nel Comune di ROCCHETTA AL VOLTURNO.
di Rocco Pettine
lì 7 Gennaio 2026

