• 01/07/2026

Per tanti anni a piedi in Molise, paese dopo paese

di Rocco Pettine –

Le riflessioni di un marciatore veterano che catturano pienamente lo spirito e l’essenza di “cammina, Molise!”

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Carissimi  del  “Cammina,  Molise!”,  durante l’inverno/primavera che  ha  preceduto  questa  edizione mi  era venuta l’idea di preparare insieme al mio  amico  Sociologo Valentino,  marito  della storica  Camminatrice, Architetto Carmen GIANNINO, un sintetico questionario, con risposte aperte che descrivessero, soprattutto, le  motivazioni che invogliano a partecipare a questo meraviglioso evento che si svolge da più di trenta anni in questa quasi incontaminata Regione, sempre nei primi giorni di agosto faccio  un  esame di coscienza personale ed avendo alle spalle un lungo percorso di psicoanalisi, prima di  gruppo e poi  individuale, ritengo onesto, giusto e doveroso di parlare, innanzitutto, delle mie motivazioni e delle mie riflessioni, prima di chiederle agli altri.
Credo che la motivazione fondamentale che mi fa partecipare al “Cammina, Molise!” dal 1996, anche se non tutti gli anni, dipenda dal fatto che, in questo grande gruppo, prima composto da 60 persone ora da più di 300, io, mi sento accettato per come sono, accolto, con tutti i miei difetti e pregi, cosi da sentire di essere autenticamente  me stesso, liberato da tutte le più condizionanti sovrastrutture.
L’ultima sera, dalla mia finestra dell‘Hotel Palace DI CAMPOBASSO, all’una di notte, durante i saluti finali ho sentito una persona che diceva ad un’altra: OH, CHE FAI, NON MI ABBRACCI?
Per me il “Cammina, Molise!” è come una Comunità itinerante che consente di far emergere anche le proprie fragilità, il bisogno di chiedere, ricevere e restituire, affetto, abbracci, baci, senza paura di essere giudicati, dove la Disponibilità, la Dolcezza e la Tenerezza prevalgono su tutto.
E, PER FRAGILITA’, INTENDO SOPRATTUTTO QUELLE PSICOLOGICHE, LE QUALI CI INDUCONO A METTERE UNA MASCHERA, IMPEDENDOCI DI FARE ESPLODERE IL BISOGNO D’AMORE CHE ESISTE IN OGNUNO DI NOI E LA SUA RICERCA  CONTINUA, AL FINE DI LENIRE IL DOLORE CAUSATO DALLE ANTICHE PRIMORDIALI FERITE, OGGETTO DI ACUTE INDAGINI E PROFONDE RIFLESSIONI DA PARTE DELLO STORICO MEDICO DEL “CAMMINA, MOLISE!”, Silvio ADDUCCHIO.
Non nascondo che la presenza di Silvio, mio fraterno amico da oltre 56 anni, rappresenta una delle mie PRINCIPALI MOTIVAZIONI.
Questo  anno, Silvio, MEDICO INTERNISTA a tutto tondo, ha messo su spontaneamente, CAMMIN FACENDO, una Cattedra itinerante di Medicina Sistematica Integrata, calamitando l’attenzione di tanti  interessati, anche perché Silvio ha una incredibile capacità di ascolto e sa leggere, con attenzione e sensibilità in fondo alla Anima delle persone.
Altra  fondamentale motivazione è, ovviamente, la indispensabile presenza di Giovanni GERMANO, di tutti i suoi validi collaboratori (Paolo DISCENZA, Domenico GERMANO, Alessio ADDUCCHIO e tanti altri) e di  tutta la  sua formidabile  Famiglia, a partire  da sua moglie Silvana, una vera  coinvolgente forza della natura.
Non  nascondo, inoltre, che l’idea di poter incontrare ogni anno E PER BEN QUATTRO GIORNI INTERI Elio Germano, col suo comportamento discreto, da antidivo, rinforza il mio desiderio di partecipare.
Elio, per me rappresenta un enorme valore aggiunto, soprattutto per l’esemplare impegno che lui profonde con la sua Arte, sia nel mondo del cinema che in quello del teatro e nel campo sociale, esponendosi di persona, in ogni circostanza, a difesa dei più deboli.
Vi è, poi, una persona della famiglia Germano che collabora in maniera silenziosa ma preziosa ed è Maurizio, cosiddetto LA SCOPA, cui  va il mio plauso, che si occupa, insieme al fratello Domenico ed ai fratelli GALASSO (Nicola e Fernando),  e  si preoccupa di accompagnare con successo a destinazione gli ultimi della fila di questa lunga teoria di persone, che attraversano sentieri, boschi, campi di  grano, tratturi, campi di girasole, tra le ondulate, ventose, colline e montagne  Molisane.
Ma, permettetemi di citare, come Simbolo massimo di attenzione agli ultimi e di umanità, un’altra persona della Famiglia GERMANO, Padre Antonio, fratello di Giovanni e di  Mario, che opera come Missionario Cristiano in BANGLADESH e che ha partecipato, quando ha potuto,  al  “Cammina,  Molise!”, che, comunque, spiritualmente, è sempre presente insieme con noi.
Direi che l’ATTENZIONE AGLI ULTIMI È IL DENOMINATORE COMUNE CHE CARATTERIZZA LA FAMIGLIA GERMANO NEL SUO COMPLESSO;  il “CAMMINA, MOLISE!”. È FRUTTO ANCHE DI QUESTO VALORE E DI QUESTA NOBILE SENSIBILITA’.
Per comprendere meglio quanto rilevo, invito, chi lo desideri, a guardare su YouTube la COINVOLGENTE ed emozionante LETTURA SCENICA, intitolata  “TRA  GLI  IMPURI MI  SONO  PURIFICATO“, nella quale Elio GERMANO racconta  la  vita di  suo zio, Padre  Antonio  GERMANO da  Duronia,  che, dopo tanti anni di convivenza  all’interno  di  una missione cristiana,  in  uno  sperduto e poverissimo  villaggio del BANGLADESH, chiede di entrare a far parte dei  “DAS “, cioè  dei FUORI CASTA,  DEGLI IMPURI, DEGLI ULTIMI DELLA TERRA; PADRE ANTONIO VIENE ACCONTENTATO CON SUA GRANDE GIOIA.
Non ultima motivazione, in  quanto ad importanza, è stata, per questo anno, la presenza della mia amica Carmen GIANNINO, con la quale partecipo al Coro Romano di Piazza Vittorio e con la quale abbiamo proposto, con altri  amici camminatori, di cantare, insieme al Coro Polifonico di Montagano, qualcosa di Metafisico come “IL SIGNORE DELLE CIME“, in ricordo di chi non è più con noi.
Questo anno siamo  riusciti a coinvolgere anche una nostra amica del Coro di Piazza Vittorio, Anna ORSINI, la quale è rimasta entusiasta del “Cammina, Molise!”, e, credo, che il prossimo anno alla 32esima edizione, porteremo con noi altri componenti del Coro di piazza Vittorio.
In concreto,  io  vivo  il  “Cammina,  Molise!” come  un  grande  CORO, dove la  SOMMATORIA di tante individualità, con tutti i pregi ed i difetti che ognuno di noi  possiede, comprese le stonature e le fragilità, riesce nella sua magica fusione a comporre, sviluppare e generare una  incredibile FORZA, una ARMONIA vivificante.
Tutte queste motivazioni, in sintesi, rappresentano il motore del mio entusiasmo e del mio PERSONALE bisogno di partecipazione.

Durante questi QUATTRO MESI dalla fine dell’evento ho fissato delle immagini  mentali, che porterò sempre con me,  come QUADRI, SCENE, che compongono i tasselli di un mosaico VIVO,  POLICROMO.
PRIMO QUADRO:  LA PREMIAZIONE DEI BAMBINI ACCANTO ALLA ABBAZIA DI FAIFOLI.
Consentitemi  di  sottolineare  la  meravigliosa scena dei bambini e degli  adolescenti,  che chiamati da Giovanni su  un palchetto improvvisato, corrono davanti a tutti noi  , felici ed increduli perché stanno per ricevere una medaglia di premiazione riguardante la loro partecipazione al “Cammina, Molise!”.
Finalmente,  una immagine indimenticabile di  purezza  ed  innocenza  che  infonde  speranza  per  il   futuro.
Se  penso  che  in un   mio  articolo / riflessione  scritto   a  conclusione  del “Cammina,  Molise!” del  2001 notavo,  con  profondo rammarico,  che  su  123  camminatori , i  partecipanti  giovani erano  costituiti solo  da  un simpatico  dodicenne e  da  una  signorina  di  21  anni,  la  presenza,  quest’anno,   di  tanti  giovani e  bambini  genera  dentro  di  me  immensa  gioia  ed  ottimismo.

SECONDO QUADRO:
  SOTTO LE   GIGANTESCHE  PALE  EOLICHE  DI  LUCITO.
 Mai  avrei  immaginato  di  trovarmi  coinvolto ,  a  circa  78  anni  di  età,   a  ballare una  quadriglia insieme  con dei  genitori  ed  i  loro  bambini  ,  guidati  da  Silvio,  accompagnati  dallo  strano  stridio  del  suono causato dal  vortice di  queste gigantesche girandole,  comunque, al  di  là  di  qualsiasi  polemica  sul  loro  collocamento, GENERATRICI  di  energia  pulita.
E’  stato  un  momento magico  ed  irripetibile.

TERZO QUADRO:
SULLA  RAMPA  BALCONATA  DI  SANT’ ANGELO  LIMOSANO.
In questo  luogo   siamo  stati  protagonisti  ed  abbiamo  assistito  ad  una scena  corale  di  canto  popolare,  nel  quale  si  è  esplicitato   quanto  sostengo riguardo al  bisogno  di  Amore che  risiede  in  ognuno  di  noi.
Noi  uomini , dal  basso  verso  l’alto ,  dove  si  trovavano le  donne, abbiamo cantato a  squarciagola : SO DU ORE  CHE STENGHE QUA FORA ,  ARAPEME BELLA,  CA  MO  ME  MORO…
E le  donne hanno  risposto :
PUOZZE MURI’, PUOZZE MURI’, S’ N’N ZU QUATT’ORE ‘NDE FACCIE TRASI’
gli  uomini  ad  implorare:
MA  IE  NUN VOGLIO NIENDE, VOGLIO  SULE  NA  COSA , SULAMENTE NA  COSA , CA  ME  FA  CUNSULA…
Ora,  ditemi  voi se la  numerosa  scena collettiva,  cui  hanno  partecipato più  di  300 persone,  al di la’ del  palese significato  erotico, non è  un  canto  che interpreta  CON  TEATRALITA’   e  traduce esplicitamente  in  una   sentita  e  partecipata  coralità,  tutto  l’enorme  bisogno  di  Amore  insito  in  ognuno  di  noi,  che  a  volte  nascondiamo  con  pudore.

QUARTO  QUADRO
:  “ IL SIGNORE DELLE CIME “  DENTRO L’ABBAZZIA DI  FAIFOLI
L’ ultimo  giorno , dopo una allegra accoglienza , con  banda  musicale, da  parte  del  bel  paese   di  MONTAGANO  e  dopo  la  interessante  visita  al centro  storico,  ci  siamo  diretti ,  attraversando un  bosco verso l’Abbazzia  di  Santa  Maria di Faifoli, che  abbiamo  scoperto  essere  un  antico insediamento Sannita, Romano,  Longobardo ed  infine  Benedettino. In  questo  luogo ricco  di  storia    si  è  verificato un evento meraviglioso, perché  all ‘ interno  della  Chiesa  stava  perché esibirsi  il  Coro  Polifonico  di  Montagano  ed  un gruppo di  noi,  una  decina, ha  chiesto al  maestro  del  Coro  di  poter  cantare insieme con  loro  “IL  SIGNORE  DELLE  CIME” famoso  canto  di  montagna  del  musicista compositore  Bepi  DE  MARZI; LA PROPOSTA  è  STATA  ACCOLTA CON  ENTUSIASMO  e  ne è  venuta  fuori  un canto collettivo,  armonioso e  coinvolgente,  alla  fine  del  quale  ci  siamo  abbracciati  tutti  quanti  ed  applauditi  a  vicenda.
E’ stato un momento  felice di  reale e  di  concreta  fusione tra  i  Camminatori  e  la  popolazione  locale,  a  imostrazione  di  quanto  persegue sistematicamente,   da  sempre,  il  “Cammina, Molise!”.

Quando apro l’armadio  e vedo accumulate nel  tempo le  magliette verdi, con i vari Sponsor stampati  sul  petto  o  sulla  schiena, mi  viene  da  sorridere  e  penso che  i  giorni  nei  quali   le  ho  indossate fanno parte  sicuramente  del  novero  dei  momenti  più  felici  e  spensierati  della  mia   vita.
Facendo  un  rapido  calcolo, chi  ha  partecipato a  tutte le  edizioni del  “Cammina,  Molise!”;  moltiplicando  4 giorni per 31, uguale 124, più 3 giorni, in  totale fa  127,   perché vi  è stata  una  edizione  di  6 giorni  ed  un’altra di  5 ,  praticamente, è  come se  avesse camminato in  giro  attraverso  tutto  il  Molise,  con qualche  deviazione nel  Sannio  Beneventano e nel  Parco  Nazionale  d’Abbruzzo, per 4  mesi  abbondanti ;
sebbene , sicuramente ,  a  me  nessuno  può  togliere  almeno due  mesi di completo  divertimento  e di  felicità.
Io  penso,  comunque,  che  il  “Cammina,  Molise!”, per  le  finalità  che  persegue  ,  al  di  là  di  come  uno lo  viva personalmente  ed  emotivamente , rappresenta  oggettivamente  un MODELLO  IDEALTIPICO DI  TURISMO (LENTO  E  MEDITATIVO) , da  esportare e  proporre IN  ALTRE  PARTI  DI  ITALIA, perché è uno  stimolo per scoperte  ed  approfondimenti  nel  campo geografico/economico, antropologico, etnologico, religioso, oltre  essere  un  veicolo di  socializzazione , dove i momenti ludici  del  canto,  del  ballo e della  musica  si uniscono a simpatici momenti  di degustazione e  condivisione  conviviali  di  prodotti  enogastronomici  locali.
Una mattina ,  durante  la  colazione  all’Hotel PALACE,  facendo la  fila , insieme  con  loro, per prendere un  caffè,  ho  sentito dire tra  Silvio e Giovanni : “CE  SIMMO  FATTI VIECCHI“ ,  però,  con  un  sorriso esteso  e  compiaciuto.

È VERO CHE IL TEMPO È PASSATO, CHE “CE SIMME FATTI VIECCHI”, MA CREDO CHE I VALORI CHE CI PORTIAMO DENTRO DA QUANDO ERAVAMO GIOVANI CI FANNO ANCORA SENTIRE GIOVANI E CI AIUTANO A COMBATTERE LE DERIVE   AUTORITARIE ED ANTICOSTITUZIONALI CHE STANNO EMERGENDO, PER DIRE NO A TUTTE LE GUERRE, AI GENOCIDI, ALLE COSIDDETTE OPERAZIONI MILITARI SPECIALI, AD OGNI FORMA DI VIOLENZA CONTRO LE DONNE, I BAMBINI, GLI  ANZIANI, I “DAS “, I FUORI CASTA, GLI  ULTIMI  DELLA  TERRA.
Carissimi  Amici  del  “Cammina,  Molise!”,  avendo  già  preso  visione   del  Programma  del  “Cammina,  Molise! 2026”, vi mando i saluti più affettuosi e gli auguri per un Anno Sereno, nonostante il contesto internazionale, sperando di incrociare i vostri sguardi e soprattutto di abbracciarvi, se Dio vorrà, ai primi di agosto, nel Comune di ROCCHETTA AL VOLTURNO.

di Rocco Pettine

lì 7 Gennaio 2026

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