Le mani alzate
di APS La Terra –
È sempre la stessa storia: chi porta aiuti e cerca di rompere l’assedio viene raccontato come una minaccia, mentre chi bombarda e affama resta sullo sfondo
“Le mani alzate, esausti dopo milleduecento miglia nautiche dritti verso l’orrore e la paura, puliti, disarmati. Quando crolla tutto non c’è niente di più importante che saper sentire e interpretare la convocazione della Storia. Non c’è un altro momento che non sia ora. C’è un movimento popolare che ha saputo sentire quella chiamata, cosa chiedeva, cosa imponeva. Non ho mai visto niente del genere perché non avevamo mai visto niente del genere.
Su questo piano inclinato sta succedendo tutto molto velocemente, e ora contano le parole, ma contano soprattutto le azioni, i corpi, i gesti, le scelte. Non è un mondo che ci dia granché di cui essere orgogliosi, la Storia ci stava imponendo a forza la vergogna di dover sopportare tutto questo, genocidio, fame, distruzione, in silenzio, continuando le nostre attività senza disturbare il corso degli eventi, portando ciascuno il nostro carico di vergogna, diluendolo individualmente negli incubi.
La Global Sumud Flotilla questo ci ha dato: non solo centinaia di esseri umani, membri della nostra specie e della nostra civiltà di cui essere per una volta orgogliosi, ma anche strumenti estremamente pratici di partecipazione per divincolarci collettivamente da questa vergogna.
Ho un rispetto quasi sacro per le istituzioni, ma è proprio quel rispetto sacro che impone di dire che dove tutte le istituzioni hanno fallito (per ignoranza, crudeltà, complicità, incapacità, codardia, cattiva progettazione), questa volta c’è stato un movimento popolare dal basso che ci ha ricordato che niente è scritto e che tutto può cambiare. Ricordiamocelo, quel potere esiste, esisteva prima, esisterà. Non potevano salvare Gaza via mare, non era nel loro mandato e nelle loro possibilità, ma potevano – detto con pudore ma pure con consapevolezza – dire che l’Italia e l’Europa e l’Occidente non sono necessariamente solo esportatori di armi e vergogna, ma anche casa di gente perbene e coraggiosa, disarmata, pulita, che sa leggere il proprio tempo e comportarsi di conseguenza.”
(Ferdinando Cotugno – fb)
“È sempre la stessa storia: chi porta aiuti e cerca di rompere l’assedio viene raccontato come una minaccia, mentre chi bombarda e affama resta sullo sfondo.
La Global Sumud Flotilla navigava in acque internazionali con un carico di aiuti e un messaggio di pace ed è stata fermata come fosse un pericolo.
Se le stesse energie politiche che oggi si mobilitano per bloccare una flottiglia disarmata fossero state spese per fermare le scelte di Netanyahu, avremmo probabilmente risparmiato la vita di molti palestinesi a Gaza. È qui che la responsabilità delle nazioni diventa evidente: non basta proclamare principi di pace e diritti umani, bisogna avere il coraggio di difenderli anche quando questo significa esporsi, rischiare, rompere alleanze scomode.
La storia ci insegna che il silenzio delle nazioni di fronte all’ingiustizia non è mai neutrale: è complicità. E davanti a Gaza, quel silenzio pesa come un macigno.”
(Domenico Iannacone – fb)
di APS La Terra
lì 2 Ottobre 2025

