La mia esperienza in Molise
di Mino Reganato –
Le nuove tendenze del turismo internazionale trovano campo fertile nella regione più autentica d’Italia
Ci sono luoghi che non si impongono con il clamore delle grandi destinazioni né seducono con slogan costruiti per impressionare l’immaginario collettivo, ma si fanno strada con la delicatezza di una voce calma che sussurra: “vieni, qui e ritrovi te stesso.”
Periodicamente, per una collaborazione consulenziale, sono in Molise e proprio vivendo la regione dall’interno ne colgo la verità più profonda, quella che sfugge a chi la attraversa soltanto di passaggio. Il Molise appartiene a questa categoria rara di territori che non cercano consenso a tutti i costi e che non hanno trasformato la loro identità in un prodotto preconfezionato per il turismo di massa, preferendo rimanere fedeli a un ritmo che rispetta la natura, le persone e il valore intrinseco del vivere quotidiano. Forse è proprio per questa autenticità non ostentata che chi arriva in Molise percepisce immediatamente di essere entrato in un’Italia diversa, un’Italia che si è salvata dal rumore e dalla frenesia, un’Italia che non ha ceduto alla tentazione di modellarsi a immagine e somiglianza dei desideri effimeri del viaggiatore mordi e fuggi. In Molise il tempo non si ferma, ma scorre più lento, permettendo allo sguardo di accomodarsi, di osservare, di respirare e di percepire sensazioni che altrove vengono soffocate dalla velocità con cui bisogna “fare tutto”.
La prima cosa che colpisce è la qualità del silenzio, un silenzio pieno, avvolgente, che non è mancanza di vita ma presenza equilibrata di suoni naturali, di voci discrete, di un vento che attraversa i campi senza trovare barriere. È un silenzio che non intimorisce, ma accoglie, invitando chi arriva ad abbandonare lo schema mentale della vacanza frenetica e a lasciarsi guidare da un territorio che non vuole essere consumato ma ascoltato.
Le nuove tendenze del turismo internazionale parlano chiaro: il viaggiatore contemporaneo cerca autenticità, sostenibilità, esperienze trasformative, luoghi meno affollati, contatto con la natura, relazioni umane e questa regione risponde perfettamente a tutte queste esigenze senza dover reinventare nulla perché queste caratteristiche gli appartengono da sempre.
Qui, ho avuto il privilegio di sperimentare un cambio delle azioni di promozione, organizzazione alberghiera e di pricing dedicato, nella struttura in consulenza, mettendo al centro del progetto il territorio e questo, mi ha permesso di dare un’identità alternativa all’offerta dei servizi, a latere di quelli per i quali la struttura alberghiera è stata progettata originariamente, collocandola in una segmentazione nuova di prodotto. Una condizione analoga a mio avviso, potrebbe aiutare tutte quelle strutture ricettive che sostanzialmente “vivono” con un segmento unico e spesso non interagiscono con il territorio di ubicazione e che potrebbe favorire ad esempio, una destagionalizzazione dei flussi in arrivo.
di Mino Reganato
lì 15 Aprile 2026

