• 20/05/2025

La battaglia per la Ferrovia

di APS La Terra  – 

“Il Molise non deve morire” il grido di Sindacati, associazioni di consumatori, movimenti civici e rappresentanti istituzionali

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Un grido unanime si leva da Campobasso per difendere il futuro del trasporto ferroviario in Molise. Sindacati, associazioni di consumatori, movimenti civici e rappresentanti istituzionali si sono riuniti questa mattina, 20 maggio, nella Sala consiliare della Provincia per una conferenza stampa dal titolo emblematico: “Il Molise non deve morire”. L’evento segna un nuovo capitolo nella mobilitazione per il diritto alla mobilità ferroviaria, un diritto considerato fondamentale e sancito dalla Carta Costituzionale e dalla Carta dei diritti dell’uomo.

La situazione del comparto trasporti nella regione è critica, caratterizzata da una progressiva dismissione del servizio e da un conseguente isolamento dei territori molisani. Le recenti soppressioni di corse, che hanno colpito linee cruciali come la Campobasso-Isernia-Caserta-Napoli, la Roma Termini-Isernia-Campobasso e la Roma Termini-Isernia, hanno inasprito ulteriormente il quadro, delineando una prospettiva di chiusura e un grave danno per l’economia e la comunità locale. La linea Campobasso-Matrice-Larino-Termoli, la Carpinone-Castel di Sangro e la Boscoredole-Benevento risultano chiuse, mentre i collegamenti con Caserta e Roma sono stati drasticamente ridotti.

Durante la conferenza stampa, Fulvio Muzio della Filt CGIL ha fatto il punto sulla situazione dopo un periodo di intense mobilitazioni congiunte. La buona notizia è arrivata la scorsa settimana: la Regione Molise, nella seduta del 13 maggio, ha deliberato all’unanimità su tre delle richieste avanzate dal fronte ampio di protesta. Tra queste, spicca l’impegno a garantire la riapertura tratta elettrificata da Campobasso verso Isernia entro il 2026.

Un passo giudicato importante, ma che necessita di concretezza e rapidità. Inoltre, la Regione si è impegnata a elettrificare l’intera linea che porta sulla costa, quella che da Campobasso passa per Casacalenda e Larino fino a Termoli, con l’obiettivo di renderla più efficiente migliorandone il tracciato.

Dal punto di vista sindacale, Muzio ha definito questi risultati una “grande conquista”, frutto di una battaglia di civiltà, non politica, per il lavoro e lo sviluppo. L’infrastruttura ferroviaria, definita “green”, è vista come leva fondamentale per portare sviluppo, lavoro e avanzamento a un Molise che, a causa della situazione attuale, rischia di rimanere isolato.

A seguire, Filippo Poleggi del Movimento Consumatori ha ampliato la discussione, evidenziando che l’azione intrapresa non riguarda solo la dismissione del servizio ferroviario, ma l’intera situazione del trasporto pubblico, che versa in una grandissima difficoltà nella regione. Questa crisi è attribuita a una “cattiva gestione storica” del settore, caratterizzata da spreco di risorse e un approccio “clientelare” che ha determinato l’attuale carenza di fondi e l’indebitamento della Regione. Poleggi ha ricordato che il servizio pubblico di trasporto è finanziato dallo Stato proprio per garantire il diritto fondamentale alla mobilità, un diritto che in Molise è stato compromesso.

L’obiettivo più alto del Movimento Consumatori, e condiviso dall’ampio fronte, è spingere la Regione a dotarsi finalmente di un piano dei trasporti che sia “efficiente e razionale” e che consenta di recuperare risorse per il settore. La battaglia per i diritti dei cittadini, in questo senso, continua e si rafforza, mirando a una riforma strutturale che garantisca la tutela degli utenti del servizio pubblico. Un punto cruciale è l’applicazione della legge statale 24 dicembre 2007, articolo 461, che prevede obblighi per l’esercente (Trenitalia) e per la Regione, tra cui la consultazione delle associazioni dei consumatori, la verifica dell’adeguatezza dei parametri del servizio e un sistema di monitoraggio permanente. Il Movimento Consumatori ha confermato che il nuovo contratto di servizio con Trenitalia include, su loro richiesta, un tavolo di consultazione (Art. 17, comma 2), e l’obiettivo è che questo venga avviato e regolamentato al più presto.

L’iniziativa odierna, che si pone sotto il nome collettivo di “Presidio per non morire“, vede la partecipazione di una vasta rete di soggetti. Hanno aderito e firmato, oltre a Filt CGIL e Movimento Consumatori, numerose associazioni sindacali di categoria, tutte le associazioni dei consumatori, associazioni studentesche (ASSTA, MMS, ESN Unimol, SISM, AUSF, OMNIA UNIMOL), movimenti civici (Cittadinanzattiva, Italia Nostra, Legambiente, ANPI, Action Aid, UCI Campobasso, Guardiamo Avanti, Osservatorio Molisano sulla Legalità, La terra Cammino Molise, Il nostro quartiere San Giovanni), e rappresentanti politici di spicco, a dimostrazione del largo consenso intorno alla necessità di difendere il patrimonio ferroviario. Tra i firmatari figurano il Presidente della Provincia di Campobasso,Puchetti, diversi sindaci (tra cui Campobasso, Isernia, Larino), consiglieri regionali e comunali, a testimonianza del sostegno politico trasversale alla causa.

La vertenza, che si annuncia come civile, democratica e non violenta, difende il valore storico, economico e collettivo di un’infrastruttura che non può essere dismessa. L’obiettivo è promuovere un sistema di trasporto integrato “Ferro e Gomma” ecologicamente sostenibile, fondamentale per lo sviluppo dei rapporti e degli scambi che alimentano la crescita del territorio e delle comunità. La mobilitazione è rivolta a tutti i cittadini, pendolari, studenti e lavoratori, perché il diritto alla mobilità riguarda l’intera collettività molisana.


di APS La Terra

lì 20 Maggio 2025

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