In Molise un giovane su tre rinuncia al lavoro
da primonumero.it 03/02 –
Il rischio è perdere una generazione
In Molise il problema non è solo trovare lavoro, ma credere che valga la pena cercarlo e questo vale soprattutto per i giovani. È questo il dato che emerge con maggiore forza dall’analisi della Uil Molise sui numeri Istat del 2025, che restituiscono l’immagine di una regione in cui una parte crescente delle nuove generazioni resta ai margini del mercato occupazionale.
Il dato più allarmante riguarda la mancata partecipazione al lavoro dei giovani e in particolare nella fascia 15-29 anni, che in Molise raggiunge il 37,7 per cento, contro una media nazionale del 25,7. Significa che oltre un giovane su tre non lavora e non cerca lavoro, una condizione che va oltre la disoccupazione e che segnala una rinuncia strutturale, spesso preludio all’emigrazione o all’inattività prolungata.
A confermare la fragilità del quadro è il tasso di occupazione giovanile, fermo al 24,8 per cento, quasi dieci punti sotto la media nazionale. In parallelo, i Neet rappresentano il 19 per cento della popolazione giovanile, un dato che per la UIL Molise fotografa un sistema incapace di offrire prospettive credibili di inserimento e continuità lavorativa.
Il fenomeno assume contorni ancora più preoccupanti se si osserva il saldo migratorio dei giovani laureati. Nella fascia 25-39 anni il Molise registra –39,9 laureati ogni mille residenti, una perdita costante di capitale umano che impoverisce il tessuto economico e sociale regionale. «Non se ne vanno solo i giovani – sottolinea la UIL – ma quelli formati, spesso dopo anni di investimenti pubblici in istruzione e formazione».
Alla base di questa fuga, secondo il sindacato, c’è la scarsa qualità del lavoro disponibile. I dati BesT 2025 indicano che, pur con un tasso di occupazione complessivo del 62,1 per cento, in Molise la quota di giornate effettivamente retribuite nell’anno si ferma al 74,9 per cento, contro il 78,9 nazionale. Un elemento che incide direttamente sui redditi, con una retribuzione media annua pari a 18.162 euro, oltre 5.400 euro in meno rispetto alla media italiana.
In questo contesto, la UIL Molise lega la condizione giovanile anche alle difficoltà nella gestione delle politiche attive e dei fondi europei. Sul fronte FESR, a fine 2025 risulta speso circa il 10 per cento delle risorse disponibili, mentre sul FSE+ la Regione fatica ad attivare bandi mirati su occupazione giovanile e formazione, a differenza di altre regioni del Mezzogiorno.
Per il sindacato il rischio è che il divario generazionale diventi strutturale. Servono interventi rapidi e mirati, a partire da incentivi all’occupazione stabile, sostegno all’autoimprenditorialità e percorsi formativi qualificati nei settori con maggiori potenzialità di sviluppo. In assenza di una svolta il dato di oggi sulla rinuncia al lavoro rischia di trasformarsi in una perdita irreversibile di una generazione.
da primonumero.it 03/02
lì 16 Febbraio 2026

