Il valore della vita
di Antonio Di Lalla (da lafonte.tv) –
Riflessioni sulla macro realtà del mondo rapportata alla micro realtà dei nostri paesi
Lettera aperta a quanti non aspettano babbo natale
Dicembre conserva un fascino tutto particolare: dalle luminarie agli addobbi dell’albero di Natale, dai sapori dei cibi tipici ai doni che ci si scambia, dal babbo natale al presepe. Tutto fa riferimento al Natale, eppure il rischio è che manchi o si trascuri proprio il festeggiato! Se per i cristiani il Natale, che è la festa più suggestiva ma non la più importante – è bene tenerlo presente – celebra la certezza che Dio si fa bambino per assicurare che cielo e terra sono strettamente legati e interdipendenti, per i diversamente credenti, in ogni caso, è la storia di una famiglia particolare che ha difficoltà ad inserirsi in un contesto umano. Per tutti si impone la riflessione sul valore della vita umana. In versi memorabili il vescovo poeta Pedro Casaldàliga scrive: “Nel ventre di Maria/ Dio si fece uomo./ E nella bottega di Giuseppe/ Dio si fece anche classe”. Se duemila anni fa in Palestina c’era Erode che compiva nefandezze di ogni tipo, oggi purtroppo non è molto diverso. Gli esseri più deboli, dai bambini alle donne, vengono ancora brutalmente assassinati dal governo israeliano che ci ostiniamo a ritenere democratico. Un piano di pace che sottende l’eliminazione di un popolo non è credibile e chi lo persegue è solo criminale. Celebrare la vita che nasce, a Natale, non può essere solo un gioioso ricordo di un evento datato nel tempo ma richiede soprattutto il coraggio di schierarsi perché ogni vita sia accolta, rispettata, messa in condizione di sognare un futuro possibile.
Spiragli di pace si intravedono finalmente in Ucraina, nonostante le resistenze di una Europa sorda e muta che con la diplomazia, se solo l’avesse avuta, avrebbe potuto evitare diverse migliaia di morti, città e villaggi rasi al suolo, e un inutile, pericoloso e fallimentare riarmo. Se è vero che tanto è ladro chi ruba che chi mantiene il sacco, c’è un’intera classe politica che dovrebbe scomparire, sciogliersi come neve al sole. Intanto cominciano a venir fuori gli scandali di chi si è arricchito in Ucraina mentre le persone venivano mandate al macello; poi si dovrà assodare l’onestà di chi quella guerra assurda l’ha voluta, fomentata e non si rassegna alla sua possibile conclusione. L’incredibile è che il ‘cessate il fuoco’ è perseguito da una persona arrogante, affarista e squilibrata quale è il presidente degli Stati Uniti! È proprio vero che anche nella peggiore persona può annidarsi un po’ di bene. Almeno vogliamo sperare che sia così.
In un momento in cui l’acqua è merce di scambio con la Puglia per raccattare qualche voto alle regionali da parte del governo centrale, la nostra rivista, con una tavola rotonda, a Termoli, ha contribuito a riaccendere i fari su una gestione sciatta e sciagurata di una risorsa meravigliosa come è l’acqua di cui il Molise è ancora ricco. Non abbiamo inteso minimamente innescare polemiche con le altre regioni su quanta acqua dare e su quali benefici ricevere: sarebbe una lotta assurda e fuori dalla storia lottare per un bene comune che deve essere garantito a tutti. Abbiamo chiesto invece che venga elaborata una politica ambientale che eviti gli sprechi, che ripari gli acquedotti – che fanno acqua da tutte le parti – e favorisca lo sviluppo di un’agricoltura, oggi in difficoltà, perché non raggiunta adeguatamente dall’acqua che ne è un presupposto necessario e indispensabile. Mentre i politicanti vogliono ‘farsi i compari’ con l’acqua, a costo di assetare gli stessi molisani, come spesso accade e non solo d’estate, noi chiediamo invece uno sviluppo compatibile alle esigenze della regione, grazie a quanto la natura ci ha messo a disposizione. Naturalmente continueremo a monitorare la situazione e spingere per un uso corretto, positivo e solidale dell’acqua.
Intanto è urgente anche interrogarci sulla sanità, perché purtroppo le cose non vanno affatto bene. Contiamo nei primi mesi del prossimo anno di indire una tavola rotonda per fare emergere tutto quello che non va e soprattutto offrire piste perché la situazione migliori. È insopportabile che non ci si possa curare adeguatamente e si sia spesso costretti ad andare fuori regione, con l’unico effetto di un maggiore aggravio di spese per il nostro inefficiente e indebitato Molise.
A livello nazionale assistiamo a spettacoli inverecondi con ragionamenti che fanno rabbrividire. Se è titolo di merito aver resistito di più di altri governi, anziché elencare almeno qualcosa di buono che eventualmente si è fatto, questo la dice lunga su come siamo ridotti. Ma il fatto più grave è un’opposizione per niente incisiva e piena di contraddizioni. Solo un esempio: i candidati presidenti alla guida delle Marche e della Calabria, alternativi alle destre, scesi dal Parlamento Europeo per salvare il mondo, sono stati sonoramente bocciati e, per tutta risposta, se ne sono tornati dove stavano, anziché lottare, nel loro territorio, per il cambiamento. Quanto a cuore sta a loro la terra dove si sono candidati? Perché la gente doveva fidarsi di chi se ne frega altamente di loro?
Nel Molise la maggioranza di destra ha raggiunto livelli di inconsistenza inimmaginabili e tuttavia l’opposizione è ancora peggio. Solitamente, quando si raggiunge il fondo, si dovrebbe risalire invece lorsignori sono rimasti a raschiare il fondo del barile! A monte di tutto occorrerebbe una politica nuova, con volti nuovi ma soprattutto con passioni profonde per la cosa pubblica. Se proprio non vogliamo coinvolgerci rimanendo spettatori passivi, allora non ci resta che rivolgerci a Babbo Natale o, in secondo appello, alla befana per risolvere tutti i nostri problemi!
di Antonio Di Lalla (da lafonte.tv)
lì 1 Dicembre 2025

