• 21/01/2026

Il “ritorno dei treni”

di Andrea Greco – fb – 

La favola è durata meno di un viaggio di andata

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È durato poco meno di un giro di banda il “sogno” dei politici in posa sui binari, come se sei anni di isolamento fossero una parentesi da archiviare con una foto-opportunity.

Per sei lunghissimi anni un’intera regione è stata tagliata fuori dal resto del Paese, pagando milioni di euro per lavori venduti come “strategici”, in nome di un risparmio di appena 5 minuti sulla tratta per Roma e Napoli.

Oggi, a Bojano, le stesse facce che hanno governato questo isolamento si sono messe in fila per tagliare il nastro del “ritorno dei treni”, come se stessero regalando qualcosa ai cittadini e non restituendo, in ritardo, un diritto elementare. Un diritto negato troppo a lungo e che purtroppo resterà tale almeno fino al 2028: quello alla mobilità.

Peccato che, spenti microfoni e telecamere, al silenzio di trombe e fuochi d’artificio, siano arrivati i primi treni cancellati, i primi ritardi, i primi disagi. E il Molise ha capito subito che la favola è durata meno di un viaggio di andata. Che non siamo nel 1902 ma nel 2026.

Altro che svolta: il Molise si è ritrovato davanti a una realtà amara fatta di questioni strutturali irrisolte che ci tengono ancora lontani anni luce dal resto d’Italia.

L’ennesima occasione persa per tanti rappresentanti delle istituzioni di stare davvero con i molisani, pretendendo un servizio vero, efficiente, continuo, anziché fare da claque a inaugurazioni che durano appena lo spazio di un post sui social.

Personalmente, andrò fino in fondo non solo affinché siano garantiti servizi pubblici efficienti e di qualità, ma anche per fare piena luce su quanto siano costati ai molisani sei anni di servizi sostitutivi “forzati”. Anni in cui, come ho denunciato più volte, la comunità ha pagato – e continua a pagare – i bus a peso d’oro, nel silenzio di chi dovrebbe invece mettere avanti a tutto l’interesse collettivo.

di Andrea Greco – fb

 

lì 21 Gennaio 2026

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