Il maltempo e la politica
di Flavio Brunetti – fb –
La Regione Molise, con tutti i soldi che spende, avrebbe dovuto innanzitutto proteggere il territorio
In questi giorni il Molise è su tutti i giornali!
Dall’autoctono, indigeno, “ad Maiorca” al duplice omicidio premeditato.
Dalla neve a Capracotta caduta fino ad un metro e trenta il primo aprile, all’alluvione del Basso Molise.
Gli abitanti di quelle terre oggi allagate e di quelle case e di quelle industrie oggi evacuate sono quelli che hanno delegato a gestire la Regione i politici nati e abitanti in quelle stesse terre e in riva al mare.
La Regione Molise, con tutti i soldi che spende, avrebbe dovuto innanzitutto proteggere il territorio.
Invece, anche alla luce dell’alluvione, avvenuta venti anni orsono, cosa è stato fatto per mettere in sicurezza l’alveo del fiume Biferno che va dalla diga del Liscione fino al mare?
Cosa è stato fatto per mettere in sicurezza l’alveo del fiume Trigno?
Cosa è stato fatto per mettere in sicurezza le strade che costeggiano i due fiumi molisani?
A giudicare da quando sta accadendo ora: Nulla o Quasi Nulla. Tutto quello che è stato fatto è stato inutile.
Il lago del Liscione è ancora una minacciosa sciagura, che incombe su quella gente molisana, che ha mandato, con il suo voto, a gestire il bene pubblico a chi, di esso, non se ne interessa perché pensa solo alla sua poltrona.
I conti della messa in sicurezza del tratto del letto del Biferno fino al mare sono molto semplici: Quanta acqua esce dal lago quando si apre il “Troppo Pieno”? Quando deve essere largo e profondo il letto del fiume per portare fino al mare, in sicurezza e senza tracimare, l’eccedenza di quell’acqua?
Ragionamento semplice, ma difficile da far comprendere a questi politici.
(Foto: ph © Flavio Brunetti)
di Flavio Brunetti – fb
lì 2 Aprile 2026

