Giornata del Made in Italy
di Maurizio Cavaliere (da primonumero.it) –
Cambia l’artigianato tra calo demografico e nuove opportunità
Confartigianato Molise chiama a raccolta alcune tra le più importanti attività produttive della piccola e media impresa regionale di un settore che, anche nelle sue radicate specificità, attraversa una fase di metamorfosi.
L’occasione arriva con la Giornata nazionale del Made in Italy istituita per valorizzare la creazione e il buon sapere italiano.
Al Centrum Palace di Campobasso due giorni di convegno intitolato Match Point, come dire: siamo qui a un passo dal fare nostra una nuova importante sfida, a reinterpretarla secondo i canoni di un mondo digitale e globale, ma quel passo e’ ancora lungo e irto di ostacoli.
Il presidente regionale di Confartigianato imprese Molise Romolo D’Orazio ha accolto il segretario della Confederazione Vincenzo Mamoli il quale ha sottolineato la necessità di sostenere le piccole e medie imprese nelle varie dimensioni che caratterizzano il loro microcosmo, fatto di eccellenze ma anche di barriere da oltrepassare, tra le altre quelle dell’accesso al credito, della formazione sempre più specifica da maturare e quella di una dinamica bilateralità vare a dire di un sostegno più efficace per un welfare di un settore economico vitale e degno di tale nome.
Diverse piccole e medie imprese molisane hanno illustrato le proprie esperienze, mostrando buone potenzialità e quel desiderio di assecondare l’internazionalizzazione la transizione digitale che sono alla base dei nuovi parametri qualitativi e quantitativi richiesti dal mercato.
C’è poi la scure impietosa della crisi demografica che incombe sull’intero Paese, come hanno spiegato lo stesso D’Onofrio e il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii, presenza di riferimento eccellente del confronto.
Valerii ha introdotto gli elementi culturali, sociali ed economici che stanno disgregando le fondamenta sulle quali l’Occidente ha costruito il proprio credo e la sua crescita, pilastri solo apparentemente solidi, di fatto instabili al punto che diverse democrazie liberali sono andate in crisi, mentre avanzano modelli diversamente organizzati e meno inclini al libero mercato.
Va in difficoltà pure la globalizzazione che ha avuto il difetto di non plasmarsi sulle singole peculiarità territoriali.
Insomma, tra una geopolitica che borbotta rumorosamente, sospesa tra narcisisti e guerrafondai, e una drastica riduzione della forza lavoro giovanile negli anni a venire, anche l’artigianato vive giorni complessi e, proprio per questo, si ricompatta, prendendo spunto dalle buone pulsioni territoriali e dai numeri. Per esempio, quelli evidenziati nel Report, Radar artigiano, realizzato e presentato oggi a Campobasso dai responsabili del Censis (video), in collaborazione con Confartigianato Imprese.
C’è molto da lavorare, anche perché l’intelligenza artificiale, piaccia o no, è ormai ramificata nei gangli del meccanismo, mentre si studiano le strategie per qualificare e rimpolpare il capitale umano.
All’evento hanno partecipato anche l’Università del Molise, presente il rettore Giuseppe Peter Vanoli, l’assessore regionale Andrea Di Lucente e i vertici di altre associazioni e realtà di settore che hanno dato manforte al dibattito, nella consapevolezza collettiva di una concertazione che richiede più vigore e prontezza di riflessi.
di Maurizio Cavaliere (da primonumero.it)
lì 16 Aprile 2026

