• 10/14/2025

Evviva non più bombe

di Pasquale Di Lena –

Niente, neanche un cartello “vista mare”

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Bisogna dare il Nobel per la Pace 2025 ai milioni di italiani che sono scesi nelle piazze di centinaia di città a cavallo di Settembre – Ottobre ed ai componenti de la flotilla, a quanti con le barche hanno affrontato il mare per portare cibi di prima necessità a chi è vittima di un genocidio a Gaza. Poi, i droni minacciosi lanciati da Israele prima di essere bloccati e arrestati in acque internazionali e portati nelle carceri israeliani che si sono dimenticati, per due giorni, di dare da bere agli assetati e da mangiare agli affamati. Altro che il premio Nobel a Trump amico degli azionisti delle potenti industrie americane che producono armi. Trump non sa cos’è la pace, ma solo come mettere in atto un’azione per accontentare chi ha bisogno di una tregua per riempire i magazzini, silos, che si stanno svuotando. In due anni a furia di sparare e uccidere bambini, mamme e civili palestinesi e a furia di trasformare in macerie una città grande come Gaza, a partire dagli ospedali. I magazzini pieni di armi si sono svuotati e c’è bisogn di una sosta per una corretta programmazione di nuova produzione di armi, che vede l’Europa impegnata con centinaia di miliardi di finanziamento. In pratica le risorse che servivano per: riorganizzare la sanità, ormai tutta nelle mani delle assicurazioni e delle cliniche private; organizzare una scuola degna di essere considerata tale; attrezzare di adeguate strategie il turismo e dotarlo di strade percorribili, di segnalazioni efficaci, chiare oltre che di personale preparato, a partire dalle guide.

La dimostrazione di tutto questo sta nella celerità delle risposte e degli impegni. Ricordo che l’annuncio del sostegno alla Ucraina, per dare una risposta alla guerra dichiarata da Putin, è arrivato qualche minuto dopo.  La stessa decisione dei paesi europei di armarsi, con l’iniziativa di Trump e gli accordi in atto da qualche giorno, fanno pensare – in considerazione, anche, che i soggetti sopra citati sono tutti sacerdoti del dio denaro, l’onnipotente del neoliberismo – che non c’è alcuna improvvisazione. Il sistema dell’intelligenza artificiale ha i mezzi per arrivare puntuale alla meta e colpire, anzi, distruggere tutto quello che c’è da distruggere. Il territorio per primo, per la ragione che serve eliminare un esempio datato diecimila anni, l’agricoltura. Il settore economico non più primario perché nega e, come tale, blocca la campagna in atto (si parla di 800 miliardi di dollari) a favore del cibo coltivato in laboratorio. Con il territorio viene eliminata, non solo la ruralità, anche la biodiversità. In pratica la vita che da millenni anima il globo, la terra che viviamo. Una certezza per gli adepti del dio denaro che, non sappiamo attraverso quale agenzia, sono alla ricerca di nuovi spazi abitativi su altri pianeti. Peccato che hanno solo il cielo da guardare, nel momento in cui  da nessuna parte spunta un fiore o un arcobaleno; non si sente un passerotto cinguettare; non s’incontra una persona a cui dare la mano e salutare e, ciò che più rattrista, non si trova neanche un cartello “vista mare”.


Nobel 2025 per l’Economia e la giusta considerazione

È stato assegnato all’americano-israeliano Joel Mokyr, al francese Philippe Aghion e al canadese Peter Howitt il premio Nobel 2025 per l’Economia. l loro lavoro dimostra che dobbiamo essere consapevoli e contrastare le minacce alla crescita continua“.

di Pasquale Di Lena

 

lì 14 Ottobre 2025

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