Comunicato CIM Molise
di Confederazione degli Italiani nel Mondo –
Illegittimità del provvedimento approvato nel 2025 dal governo sulla discendenza
Ancora una conferma delle ragioni della CIM (Confederazione degli Italiani nel Mondo) sulla illeggittimità del provvedimento approvato nel 2025 dal governo, su proposta del ministro degli esteri Tajani, sulla discendenza!
Il giorno 9 aprile la Corte di Appello di Salerno ha emesso una sentenza che rafforza il diritto di cittadinanza “iure sanguinis”.
Nel merito i giudici hanno riaffermato che lo staus di cittadinanza italiana ha una natura “permanente e imprescrittibile” che non può essere limitata da ostacoli amministrativi. Il caso era iniziato nel tribunale ordinario di Salerno, prima del decreto Tajani, ed aveva respinto la richiesta di un richiedente argentino per “mancanza di legittimazione attiva”. nella circostanza il giudice di primo grado ritenne che, poichè il padre del richiedente era già, stato riconosciuto come italiano dal tribunale italiano nel 2019, il figlio avrebbe dovuto richiedere la registrazione direttamente al consolato italiano senza ricorrere al procedimento giudiziario. la corte d’appello di Salerno, avendo accettato questa ricostruzione legale presentata dagli avvocati del ricorrente, chiarisce che: “la cittadinanza è un diritto originario” e che la richiesta giudiziaria serve a eliminare le incertezze.
In definitiva, la sentenza chiarisce che “la richiesta di riconoscimento della cittadinanza per diritto di sangue rientra nella categoria delle azioni giuridiche dette dichiarative, poichè la richiesta e il successivo provvedimento del giudice mirano a eliminare uno stato d’incertezza giuridica.”
In sostanza i giudici hanno sottolineato che: “l’atto in questione non è costitutivo perchè non mira a creare un nuovo status giuridico, bensì a confermare il diritto alla cittadinanza italiana posseduta ininterrottamente dalla nascita dal discendente di un cittadino italiano.”
Il testo della sentenza inoltre ribadisce che:” lo status di cittadinanza una volta acquisito, è permanente e imprescrittibile”. aggiungendo che il luogo di nascita è irrilevante, poichè il diritto si trasmette per via di sangue.
Con la stessa sentenza il ministero dell’interno è stato condannato al pagamento delle spese processuali di entrambi i procedimenti. la corte ha riconosciuto che la responsabilità per lentezza e le difficoltà causate dai consolati non può essere attribuita al cittadino.
Questa vittoria arriva in un momento strategico, in quanto oggi 14 aprile 2026, la Corte di Cassazione si pronuncerà sull’applicazione del decreto Tajani. questa sentenza stabilirà se le nuove restrizioni previste dalla legge del 2025 potranno, tra l’altro, incidere retroattivamente sui diritti dei discendenti italiani.
A presto per ulteriori informazioni.
di Confederazione degli Italiani nel Mondo
lì 14 Aprile 2026

