Arginiamo le frane
di Antonio Di Lalla (da lafonte.tv) –
Lettera aperta ai geologi della cosa pubblica
È una stagione in cui frana di tutto, dagli smottamenti del terreno alla pericolosa deriva del pensiero, dal diritto internazionale che è “importante fino a un certo punto”, come dice il ministro Tajani, alle relazioni tra Trump e la Meloni: “Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”.
È tempo di fare chiarezza, anzitutto all’interno del mondo cristiano-cattolico cui appartengo. Non vorrei essere frainteso ma i conti non mi tornano. La presidenta Meloni, quella che grida “Io sono Giorgia, sono una donna, sono madre, sono italiana, sono cristiana”, di fronte alle offese che il presidente Trump ha rivolto al Papa, dopo un notevole lasso di tempo, ha osato dire che erano parole “inaccettabili”. Giustissimo. Ma quando il presidente degli Stati Uniti aveva fatto bombardare una scuola in Iran provocando un massacro di bambini non mi risulta abbia proferito parola. Mi sembra che non ci sia proporzione tra i due fatti! Quando è stato vilipeso un crocifisso da parte di un soldato israeliano, in un villaggio del Libano, c’è stata profonda indignazione per la profanazione dell’immagine sacra. Sacrosanta ira. Ma di fronte agli stupri di crocifissi umani da parte dei soldati nelle prigioni israeliane non c’è stato troppo silenzio nelle cancellerie e nelle comunità cristiane? Quando la polizia israeliana ha impedito al cardinal Pizzaballa di accedere alla basilica del Santo Sepolcro ci sono state dure reazioni. Opportunissimo sdegno. Ma durante il genocidio di decine di migliaia di palestinesi, in questi ultimi anni, le grida e le proteste non avrebbero dovuto sfondare il cielo? E invece è seguito un assordante silenzio e la disquisizione sulle parole che si potevano usare per non urtare la suscettibilità del governo israeliano.
Se perdiamo di vista il valore della persona in quanto persona, se i diritti non valgono per tutti allo stesso modo, ci ritroviamo nell’assurdo che nei confronti della Russia vale il concetto di aggressore mentre per gli Stati Uniti e Israele, che stanno mettendo a soqquadro il Medio Oriente, no, secondo il detto che per i nemici la legge si applica, per gli amici invece si interpreta! È incredibile ma ci sono volute le offese di Trump per fare emergere le prese di posizione di papa Leone a favore della pace e contro tutti i potenti e prepotenti che governano in modo iniquo. È proprio vero che non tutti i mali vengono per nuocere! E anche qui però mi sorge un dubbio: quell’informazione che oggi esalta le azioni di papa Leone non è la stessa che spesso ha equivocato, silenziato, addirittura osteggiato papa Francesco tutte le volte che si pronunciava per la pace e contro la corsa al riarmo? Non sarà che teniamo più al petrolio, bloccato nello stretto di Hormuz, che alle vite umane? Un cristianesimo che smette di essere sale che brucia sulle ferite della storia non serve ad altro che a essere gettato e calpestato dai passanti!
A livello nazionale frana paurosamente il governo che, per arginare la netta sconfitta referendaria, tenta di rifarsi il maquillage accantonando qualche impresentabile, senza voler prendere atto del totale fallimento della linea politica. L’ultima trovata di voler dare 615 euro agli avvocati per ogni immigrato che convincono a tornare a casa la dice lunga sulla capacità di contrastare l’immigrazione clandestina. Per tale perspicace operazione vengono stanziati 246.000 euro quest’anno e 492.000 per i prossimi due anni, cioè per risolvere 400 casi quest’anno e 800 nei prossimi! Per la fortuna di chi governa, le opposizioni stanno così bene come e dove si trovano che litigano su chi deve fare il premier anziché trovare i punti comuni per arginare la slavina che rischia di travolgere tutta la nazione! Nell’arbitrio è caduto anche il Presidente della Repubblica, grazie anche all’assurdo secondo mandato, concedendo la grazia, prima ancora dell’applicazione della pena, a un’ex consigliera regionale, tale Nicole Minetti, più nota come igienista dentale. Per chi ha un po’ di dimestichezza con le patrie galere sa quanti casi umani ci sono e quanti meriterebbero di essere graziati ma purtroppo non hanno sponsor né hanno servito o si sono asserviti ai berluscones.
Il Molise nel mese di aprile è assurto all’onore delle cronache nazionali per la vasta frana di Petacciato che, oltre ad aver procurato un morto, ha spaccato l’Italia in due sul versante della costa adriatica impedendo il flusso su superstrada, autostrada e ferrovia. Un detto popolare recita: “Dio perdona sempre, la persona non sempre, la natura mai”. Ce la possiamo prendere con il destino ingrato ma sarebbe meglio guardare in faccia la realtà e scoprire che dal 2003 era attenzionata, e anche successivamente finanziata, solo che l’appalto è partito nel gennaio di quest’anno. L’incapacità degli amministratori è sotto gli occhi di tutti, tranne dell’opposizione che non si sforza minimamente di creare alternative valide. Nel Molise sono state censite circa 24.000 frane, quale di queste si porterà via anche le attuali minoranze? Si continua a giocare con gli inciuci. Al comune di Campobasso, come alla provincia, l’amministrazione di centro-sinistra è ostaggio delle minoranze di centro-destra, pur di rimanere a galla. Il gioco vale la candela?
Per evitare che si faccia di ogni erba un fascio, e potrebbe capitarci dentro anche la micidiale ricina, così studiata dopo la tragedia di Pietracatella, è necessario che si costituiscano con urgenza gruppi di lavoro che, da buoni geologi della politica, sappiano non solo arginare la frana che ci ha investito ma avviino drenaggi tali da far sì che il bene comune torni ad essere prioritario.
di Antonio Di Lalla (da lafonte.tv)
lì 30 Aprile 2026

