• 01/06/2026

2 Giugno, Festa della Repubblica

di Giuseppe Tabasso (da ilbenecomune.it)

Avere 20 anni in quel giugno 1946

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Quando noi ragazzi uscimmo da macerie di guerra stremati dal cibo scarso, rimbambiti da una dittatura grottesca e portatrice di lutti, eravamo premoderni, provinciali, poco istruiti e per nulla smaliziati. Una sublime ebbrezza di avvenire ci rendeva tuttavia stupefatti e desiderosi di conoscere, di sapere e di vivere il mondo che cambiava in uno stato di grazia oggi ignoto ai nostri figli e nipoti.

Poi arrivarono gli storici giorni del voto per la Costituente e per la scelta tra Monarchia o Repubblica. Su 28 milioni di aventi diritto i votanti furono 25 milioni. Ben 13 milioni, più della metà, erano donne che votavano per la prima volta sentendosi pari agli uomini.

Da Roma in giù prevalsero i fautori della permanenza di un Re, da Roma in sù chi preferiva un Presidente.

In Molise ben 7 votanti su 10 si dichiararono per la Monarchia. Mio padre fu tra questi per non dare un dispiacere a mia madre che versò lacrime inconsolabili quando il 13 di quel fatidico giugno l’ultimo Re d’Italia sloggiò dal Quirinale.

Avevo vent’anni, uno in meno per votare, ma da giorni ero impegnatissimo insieme ai pochi ma appassionati repubblicani. Qualcuno lo riferì quasi scandalizzato a mio padre, che però se la cavò con un “ma sai, sono ragazzi…”.

Riuscii a nascondere a mia madre che facevo da galoppino elettorale alla buonanima di Nicola Todisco (padre di Vittoria) che era il solido punto di riferimento molisano del partito di La Malfa e di Cipriano Facchinetti (fuoruscito campobassano che partecipò a un attentato contro Mussolini).

Che bella strana fortuna essere repubblicano dopo 80 anni

di Giuseppe Tabasso (da ilbenecomune.it)

 

lì 1 Giugno 2026

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