EDIZIONE 1999
 
 

 



CAMMINANDO E
SUONANDO

di GINO LANCIANESE
(Roma)

CAMMINANDO E SUONANDO

Carissimi organizzatori,
mi sono preso un po' di tempo per pensare, riflettere e descrivere le mie emozioni sul cammina, Molise! prima di scrivervi.
Confesso che quando il sig. Berardo Pietro mi invitò a partecipare, non ero molto entusiasta, anzi ero piuttosto per il no. Però l’amicizia che mi lega a Pietro e a Franco Falasca mi ha convinto a provare, dato che per me era la prima volta.
Camminando camminando ho incominciato a prenderci gusto anche se era dura, anzi durissima. Ma per me, che amo molto la natura e che vivo a Roma da 50 anni a respirare tutto lo smog, ritrovarmi a prendere una boccata d’aria pura, vedere boschi, pastori, animali allo stato brado è stato come se fossi ritornato ragazzo, quando vivevo in Abruzzo sul Gran Sasso.
L’emozione più grande volete saperla? Era quando si arrivava nei paesi e tutti ci aspettavano con grande rispetto per offrirci ospitalità. Mi sembra ancora di vedere gente di ogni età emozionata con qualche lacrima sul viso. E noi con musica ed allegria abbiamo ridato il sorriso. Queste persone, non conoscendole, sembravano per la loro schiettezza tutti amici da tanti anni. Come mi sono trovato con la comitiva? Bene con tutti, ma soprattutto devo ringraziare l’instancabile Prof. Lucarelli che mi ha insegnato tante cose. “Caro professore Lei spiegava con tanto amore. Ma i giovani puledri scappavano, correvano,… ad ogni traguardo l’ho visto arrabbiato e senza fiato”.
Interessante il ballo finale in piazza a Duronia del Gruppo di Ricerche Danze Popolari, eseguito con stile, arte e passione.
Così questo “carrozzone” ad agosto riprenderà il via e ripartirà per conoscere altra gente, lidi e orizzonti e … per l’amicizia siamo sempre pronti a ripartire.
Un abbraccio dal vostro amico Gino e dalla mia signora che ha condiviso in tutto e per tutto le stesse emozioni.

Gino Lancianese


IL MOLISE FORTE E GENTILE

di FRANCESCA FONIO
(Termoli)

IL MOLISE FORTE E GENTILE

Cari amici,
Non ho capito bene perché sono stata premiata su quel bel prato nella piana del Volturno (o non si trattava di un premio?), ma il dono mi ha fatto molto piacere e mi ha commossa. Intanto, l’atto in sé, formale quanto basta, assume per me il significato di un riconoscimento, come fosse il conferimento di una cittadinanza onoraria, per questo, ora mi sento anche più legata al Molise, che ho imparato ad amare nelle lunghe camminate di questi tre anni, e i dolci profili dei monti, le rocce grigie e scabre, i paesetti arroccati sui colli fanno parte ormai del mio paesaggio interiore.
Il dono, poi, è originale e bellissimo: una pietra che l’uomo ha lavorato fino ad evidenziarne linee e colori di eleganza impareggiabile. Davvero non mi stanco di guardarla, ritrovando nella purezza astratta del suo disegno i tratti di un affascinante mondo minerale che sembra portare in sé il nucleo enigmatico della vita. Io amo la pietra, amo la poesia della pietra, espressa nella levigata semplicità dei ciottoli del fiume o nella bizzarria delle formazioni rocciose o nella sinuosa dolcezza delle dune nel deserto. E provo ammirazione per coloro che, anche tra voi, leggono nella pietra la storia della terra e dell’uomo, ne traggono suggestioni di raffinata bellezza, la adattano con sapienza alle esigenze del vivere quotidiano.
Grazie, dunque, di cuore per il vostro piccolo grande dono: esso rappresenta per me il Molise forte e gentile.

di Francesca Fonio


UNA PAGELLA PER "CAMMINA, MOLISE! 99"

di FRANCESCA FONIO
e LUCIA UBEZIO


(Novara)

UNA PAGELLA PER "CAMMINA, MOLISE! 99"

Cari amici,
segnate senza scampo dalla nostra lunga attività di insegnanti, esprimiamo in una pagella le nostre valutazioni su “cammina, Molise! ‘99”. Abbiamo individuato alcuni aspetti dell’iniziativa che ci sembrano importanti, e su di essi abbiamo stilato un breve giudizio, traducendo poi in un voto espresso in decimi.
1.Finalità dell’iniziativa (10)
Ci sembra straordinaria e ricca di implicazioni e significati l’idea di percorrere a piedi un territorio per viverne la realtà presente, conoscerne le tradizioni e la storia, elaborare qualche idea per il futuro.
2. Corrispondenza agli obiettivi (7)
Si è camminato molto nella realtà del presente, si è posta attenzione in modo un po’ disorganico (ma diamo atto che era inevitabile) al passato vicino e lontano, ma la costruzione del futuro è stata solo oggetto di iniziative velleitarie e posticce (v. convegno).
3. Documentazione e gadget (7)
Buono l’impegno a fornire cartine e materiale informativo. Le magliette – solo S o XL – non tenevano conto che non esistono soltanto gli estremi (anzi, adesso va di moda il centro).
4. Percorso
4.1. Interesse naturalistico-culturale (9)
Suggestivi i paesaggi e ricchi di storia e di tradizioni i paesi. Le spiegazioni in itinere dei proff. Cirino, Lucarelli, Cianciullo e le conversazioni degli esperti locali hanno ben valorizzato gli aspetti geologici, botanici, antropici, storici del percorso.
4.2. Caratteristiche (8)
Troppo asfalto, il primo giorno. Bella, però, la risalita del torrente (asciutto), splendido il percorso sul tratturo, affascinante il tratto nella foresta durante l’eclissi di sole.
5. Organizzazione (6)
Se c’era, l’organizzazione era talmente sotterranea che lasciava spazio totale alla libertà e all’intraprendenza dei singoli.
Compatto alla partenza come un fiume di cappellini verdi, il gruppo si sfaldava e si divideva subito in rivoli diversi, secondo imperscrutabili disegni che l’auto metallizzata di Michele Manzo tentava invano di coordinare. Ognuno si trovava, per scelta o per caso, a seguire un leader, ufficiale o improvvisato, senza saper bene che cosa lo aspettasse: se l’asfalto bollente, o un sentiero EE (definizione CAI) o un terreno vergine e accidentato disseminato di rovi. Quando venivano date indicazioni, la meta era un generico “là”, a cui si poteva arrivare con percorsi variamente definiti: c’era quello agevole e quello difficile, quello breve e quello lungo, quello da fare con marce forzate e quello con andatura da passeggio, quello con acqua (da bere) e quello senz’acqua. Ognuno si affidava mentalmente alla sua buona stella e camminava, immemore e sciolto da legami collaudati di parentela, di convivenza, di amicizia. Miracolosamente, il gruppo si ricompattava davanti alle tavole imbandite o dietro il complessivo folk, all’ingresso nei paesi.
Comunque, considerando che nessuno si è perso ne si è infortunato, e tenendo conto che l’albergo ci è piaciuto (non sappiamo se noi siamo piaciuti all’albergo), possiamo esprimere un giudizio di generica sufficienza.
6. Rispetto degli orari (4)
Gli orari indicati sul programma si sono rivelati una patetica finzione di efficienza. I marciatori del nord, constatando che ogni giornata di marcia si concludeva con un ritardo di almeno due ore, hanno sofferto in silenzio.
7. Comportamento del gruppo (7)
Nel complesso, il gruppo si è dimostrato rispettoso dell’ambiente e disciplinato, pronto a seguire le disposizioni date, anche le più incongrue, interpretandole in modo personale e fantasioso.
Si può muovere qualche appunto per l’eccessiva esibizione di natiche e cuscinetti di cellulite, per la disinvolta appropriazione di merce altrui (pere, fichi, bastoni), per la scarsa puntualità. La tendenza allo svaccamento e al mugugno è stata quasi sempre rintuzzata dalle allegre marcette dei suonatori al seguito (quando avevano gli strumenti).
8. Socializzazione (8)
Qualche contrasto fra i capi. Ma i marciatori semplici hanno solidarizzato nel superare i passaggi difficili e nel brontolare contro qualcuno. Davanti ai panini, però, ognuno pensava per sé. Il complessino folk, eccezionale per bravura e simpatia, è stato un forte elemento di coesione.
9. Accoglienza nei paesi (8)
Stendiamo un velo su Filignano, Venafro, Pozzilli. Ma ci rimangono nel cuore Carovilli, Chiauci, Pescolanciano, Roccasicura, Civitanova del Sannio, Scapoli, Forlì del Sannio, Duronia.
10. Eventi collaterali (5)
Il “convegno” è stato intempestivo e deludente. La premiazione degli alunni ha suscitato interesse, ma avremmo voluto sapere qualcosa di più sui lavori svolti.
Come si vede, il bilancio è per noi largamente positivo, e autorizza a promuovere l’edizione Duemila di “cammina, Molise!”. Ci permettiamo di dare alcuni consigli pratici:
prevedere anche magliette di taglia M, perché i marciatori “normali” non vengono strizzati nelle S o non navighino nelle XL
non affidare i marciatori alle guide del CAI (chiedere ragguagli ad Alfredo)

  • non preventivare cene scozzesi a Filignano
  • assicurare la magia di un’eclissi di sole, sia pure parziale
  • garantirsi la partecipazione di Pavarotti; ma va benissimo anche un robusto tenore napoletano
  • non organizzare convegni con amministratori locali
  • fare in modo che resti negli animi non solo il ricordo di una bella esperienza, ma anche il seme di un progetto, il desiderio di costruire qualcosa.

Vi ringraziamo per l’impegno profuso, ricordandovi con sentimenti di amicizia che nulla ormai potrà incrinare. Salutiamo tutti, organizzatori e marciatori, con la speranza che ci possa ritrovare l’anno prossimo.

Francesca Fonio e Licia Ubezio - Novara

 


PER ME E' STATA LA PRIMA VOLTA

di GIANCARLO FABIO

(Roma)

PER ME E’ STATA LA PRIMA VOLTA

Salve sono il marciatore Giancarlo Fabio ho partecipato a questo cammina, Molise! ’99 solamente gli ultimi due giorni ma sono bastati ad apprezzare questa mia prima esperienza che definirei divertentissima, culturalmente interessante e mentalmente rilassante.
Posso dire che solo partecipandovi si può apprezzare il lavoro fatto dagli organizzatori, che svolgono veramente con amore, che ti viene spontaneo dargli un sostegno in qualsiasi evenienza perché vi assicuro non è per niente un lavoro semplice quindi volevo fare i miei complimenti a queste persone.Bravi!
Ho solamente un rammarico su questo cammina, Molise! ed è quello di non aver partecipato alle edizioni precedenti ma spero di rifarmi alle prossime anzi, invito altre persone a partecipare perché vale veramente la pena. Grazie ancora ed arrivederci al “cammina, Molise! 2000”.

Giancarlo Fabio - Roma

ADDUCCHIO
MANZO
LUCARELLI
MEGLIO DI POZIELLO
CALIANO
PALUMBO

di SERGIO GENOVESE
(Campobasso)

ADDUCCHIO-MANZO-LUCARELLI
MEGLIO DI
POZIELLO-CALIANO-PALUMBO

Costantino Adducchio (70), Odorino Manzo (65), Domenico Lucarelli (72) sia per la fonetica che per l’identità probabilmente lasceranno indifferenti i lettori di questa pagina sportiva. Tutt’altra cosa rispetto all’interesse che possono stimolare i vari Poziello (24), Caliano (29), Palumbo (29) (giovani giocatori del Campobasso – n.d.r.) assai familiari per quei cognomi che sembrano avere le melodie giuste per le nostre orecchie.
Invece i tre della premessa, assieme a tanti altri, per senso di giustizia, devono guadagnare la scena perché qualche giorno fa nell’originale idea “cammina, Molise!” hanno dimostrato di avere cellule, muscoli e cervello da veri campioni.
Circa novanta chilometri ingoiati in quattro giorni su percorsi sconnessi ma di straordinaria bellezza dove l’acidità del sudore cacciato ha fatto il paio con l’interminabile serenità riacquistare al contatto con gli scenari mozzafiato delle nostre vallate e dei nostri tratturi della provincia isernina. Adducchio (70), Manzo (65) e Lucarelli (72) non vanno catalogati in quella retorica dello sport che contempla per essi il fatidico giorno da leoni, un momento che ti fa guadagnare in fretta la prima pagina ma poi subito l’oblio.
Essi, invece, sono lo sport! Non quello da parrocchia come direbbe qualche cronista da retrobottega, ma sport autentico dove impegno, coraggio, sforzo fisico capacità di crescere come persone nonostante l’età, hanno trovato di fatto la chiave giusta per realizzarsi come valori imprescindibili. Nei quattro giorni in cui mi sono cimentato in questa esperienza nuova, tra uno scivolo e l’altro, tra una puntura di mosca cavallina e un omaggio del “nettare” di Scapoli, ho pensato che la lunga traversata avrebbe fatto bene a tutti.
Dentro la compagnia avrei visto con piacere i politici che si occupano di sport e di turismo, i giornalisti, i dirigenti federali e perché no i vari Caliano (29), Poziello (24) e Palumbo (29).
Ho idea di proporlo ai bravissimi organizzatori dell’associazione culturale “La Terra”.
Dal prossimo anno inviti mirati nella speranza di trovare nel gruppo tutti gli attori del mondo sportivo regionale.
Ai politici, quelli che si occupano di sport e di turismo, avrei voluto far notare che in tanti centri toccati nelle varie tappe non esiste uno straccio di impianto sportivo e di una struttura ricettiva. Mi chiedo che valorizzazione potrebbe avere Carovilli con un campo di calcio erbato e un albergo? Eppure a pensarci non si tratta di realizzare ferrovie o autostrade! Invece si perde il tempo a strutturare i convegni, depliant e fare viaggi oltre oceano ovviamente con mogli, figli e portaborse al seguito.
Ai giornalisti mi sarebbe piaciuto far conoscere un’altra faccia dello sport, quella più autentica dove il sudore e il sacrificio ti portano alla conquista di traguardi che pur non facendo notizia possono contribuire notevolmente a far crescere la cultura sportiva soprattutto per quei giovani che andando allo stadio, con una diversa educazione, potrebbero sentirsi più attratti a tifare per la propria squadra anziché perfezionarsi all’uso dei bastoni, spranghe eccetera. Verso certo sport che non è alternativo nessuna enfasi sarebbe fuori luogo.
Ai dirigenti federali avrei voluto far conoscere l’impeto e la passione degli organizzatori, mai arroganti, sempre disposti ad ascoltare ogni suggerimento, bravi ad essere pungenti con le istituzioni. Ma soprattutto pronti a fare qualcosa per gli altri in piena gratuità spirituale e materiale. Per me è stata una sorpresa abituato come sono a relazionarmi con dirigenti che barattano un voto per l’assemblea con una divisa, un acrilico o quattro palloni sgangherati.
Quando poi alla gratuità meglio sorvolare. Anzi una cosa voglio dire: corrono voci di cellulari a sbafo con bollette stratosferiche a carico delle società; cercherò di approfondire.
A Caliano (29), Poziello (24) e Palumbo (29) avrei voluto far conoscere la cultura dello sforzo ben viva in tutti i protagonisti (circa duecento). I calciatori, salvo eccezioni, non hanno un grande feeling con l’allenamento. Sempre pronti a darti del pazzo se proponi trenta minuti di fartlek o a considerarti un marine come si dice adesso per pompare un preparatore.
Ai nostri eroi mi sarebbe piaciuto mostrare che i “pedalatori” del cammina, Molise! intanto si sono tassati per partecipare. E poi l’unico traguardo che si proponevano, dentro quello sforzo intenso, era l’acqua gelida della fonte conquistata con la stessa emotività con cui baci la tua innamorata nella prima adolescenza. Aggiungo che è stata arricchita la rete sociale che si è determinata per la convivenza e l’omogeneità di intenti.
Un aspetto questo che nei rossoblu, almeno a sentire le cronache dello scorso anno, non si è realizzato mentre possiede valenze essenziali per un gruppo che vuole vincere.
Infine un po’ di gloria per un altro Berardo (Bruno), quarantuno anni, discreto scalatore specie di tratturo Civitanova del Sannio – Duronia non tanto però da superare chi scrive, quarantatré anni e tanta voglia di battersi…

Articolo pubblicato sulla pagina dello sport del “Quotidiano del Molise” il 18.08.99
Sergio Genovese Professore di Educazione Fisica al Liceo Scientifico di CB e Preparatore atletico della squadra di calcio del Campobasso.

di Sergio Genovese


VALIDITA' DELLA FORMULA PER APPREZZARE MEGLIO LA VOSTRA REGIONE"

di ALBERTO ALBERTI
(Roma)

VALIDITA' DELLA FORMULA PER APPREZZARE MEGLIO LA VOSTRA REGIONE

Egregio architetto,
ho partecipato all’ultima edizione dell’iniziativa “cammina, Molise! ‘99” promossa dalla sua associazione e da Lei coordinata.
Mi complimento per il programma da Voi sviluppato e per le modalità dell’esecuzione. Gran parte del successo dell’iniziativa è dovuto alla bellezza dei luoghi attraversati ed alla cordialità ed ospitalità dimostrate dai loro abitanti. Tuttavia è merito della Sua organizzazione avere saputo scegliere i luoghi da visitare, in una buona miscela di posti già noti al turismo con altri di fama inferiore, ma pur sempre molto attraenti e meritevoli di valorizzazione. Altro punto forte della vostra iniziativa è stato il valore non solo come esperti, ma anche umano degli accompagnatori.Sottolineo così che la validità della Vostra formula è, a mio parere, dovuta al fatto di fare apprezzare anche i valori umani della Vostra regione, valori che è difficile avere l’opportunità di conoscere da parte del turista convenzionale. Voglio anch’io dare un caldo incoraggiamento a Voi di proseguire, contando di partecipare alle prossime edizioni anche con qualche amico.Se posso indicare qualche punto da migliorare, citerei la Vostra grande comprensione per le esigenze di tutti i partecipanti. Ciò è dovuto senz’altro al Vostro senso di ospitalità, ma ritengo che sia più giusto un bilancio con il rispetto della puntualità nell’esecuzione del programma, per evitare ritardi eccessivi, che disturbano.Sfrutterei al massimo il tempo usato per viaggiare in pullman, magari differenziando le spiegazioni. Ad es. si potrebbe già in partenza segnalare che in pullman si avranno illustrazioni più complete della storia e della natura dei luoghi attraversati, mentre negli altri 2 pullman le spiegazioni potrebbero essere un po’ più riassuntive. È sperabile che questo permetta illustrazioni più rapide durante la camminata, contribuendo così ad evitare i ritardi.Vi ringrazio per la bella vacanza e per quanto ho appreso.Con i migliori saluti.

Dott. Alberto Alberti - Roma

LE IMPRESSIONI DI UNA MARCIATRICE VENUTA DAL SUD AMERICA

di FILOMENA CAPPELLA
(Juan Dolio - Repubblica Domenicana)

LE IMPRESSIONI DI UNA MARCIATRICE VENUTA DAL SUD AMERICA

“Cammina, Molise! conosci? No, cos’è, un periodico, il titolo di una canzone?! Ma no, è una camminata di 4 giorni attraverso tratturi visitando paesi e borgate del Molise per ricordarci e riscoprire le origini storiche della nostra regione”. Questa conversazione l’ho ascoltata 2 anni fa, tra due amiche, e la mia curiosità mi spinse a saperne di più. Grazie a mia sorella che è un’assidua partecipante e finalmente quest’anno ho potuto parteciparvi.
“Cammina, Molise!” effettivamente è molto più che una camminata: è un incontro con la natura, con paesaggi indimenticabili, abbandonati, ma sempre vivi che chiedono ancora di raccontarci e ricordarci le nostre origini. È vero! Camminare tutti sappiamo, tutto dipende da come lo facciamo, da cosa vediamo o guardiamo. “Cammina, Molise!” ci insegna tutto questo con persone appassionate ed autentiche come il prof. Lucarelli capace di spiegare qualsiasi cosa sulla flora ed il calmo prof. Rocco che con la sua pazienza e la sua conoscenza è capace di far parlare le pietre. E poi, quella solidarietà di gruppo che esiste in ogni spirito e risorge in occasioni antagoniste che fanno del “cammina, Molise!” un cammino da percorrere da tutti e non solo per 4 giorni ma per molto più a lungo. Grazie a questo modo di camminare ho ripreso anche a camminare, non più come un automa, con gli occhi chiusi, ma a guardarmi intorno, osservare il suolo dove metto i piedi, ascoltare ed avvicinarmi a gli altri con più rispetto e molta più umiltà.
“Cammina, Molise!” se non sbaglio, è alla sua 5° edizione io solo alla prima, ma conto di farne molte altre, anzi tutte le altre. Grazie.

Filomena Cappella


 


Copyright: A.C. "La Terra"

Editrice de la vianova, periodico molisano di informazione, ed organizzatrice della manifestazione naturalistica e socio-culturale cammina, Molise!