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Spopolamento e speranza

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Al 31 dicembre 2020, data di riferimento del Censimento, in Molise si contavano 294.294 residenti, con un decremento di 6.222 unità rispetto ai numeri della precedente rilevazione

di Marco Branca (da lafonte.tv)

8 aprile 2022

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Collegamenti fatiscenti. Sanità precaria. Liste d’attesa chilometriche. Opportunità lavorative al lumicino. Piccola e media impresa al minimo storico. Servizi per il cittadino al rallentatore. La lista delle criticità potrebbe proseguire, ma ce n’è a sufficienza per introdurre l’analisi permanente del censimento ISTAT, che ha rilevato, purtroppo, ancora un saldo negativo della popolazione molisana, che evidenzia un decremento di oltre seimila abitanti. Le criticità appena elencate rappresentano infatti tutte ingredienti che incidono allo stesso modo negativamente sulla scelta di vita nella nostra regione, sulla volontà o meno di restare, sulla volontà o meno di emigrare altrove.

Quelli molisani non sono numeri da capogiro certamente, se valutati in termini assoluti, ma lo sono se proporzionati alla popolazione locale. Al 31 dicembre 2020, data di riferimento del Censimento, in Molise si contavano 294.294 residenti, con un decremento di 6.222 unità rispetto ai numeri della precedente rilevazione datata 2019.

Un po’ di numeri: il 72,3% della popolazione molisana vive nella provincia di Campobasso dove si registrano i più elevati valori di densità di popolazione (73 abitanti per kmq), mentre nella provincia di Isernia vive il restante 27,7% della popolazione e i più bassi livelli di densità (53 abitanti per kmq). Tra il 2019 ed il 2020 la popolazione diminuisce in tutte e due le province molisane con lo stesso decremento percentuale, -2,1%. Tra il 2019 e il 2020 solo otto dei 136 comuni molisani hanno avuto un incremento di popolazione, in quattro comuni è stata registrata la stessa popolazione, mentre per i restanti 124 comuni vi è stato un decremento. In valore assoluto le perdite più consistenti si registrano nei tre comuni più popolosi: Campobasso (-802), Termoli (-629) ed Isernia (-296); in termini relativi la maggiore flessione si è avuta nei comuni di Castellino del Biferno (-10,3%), Castelmauro (-7,2%) e Sessano del Molise (-6,8%). Nella nostra regione sono ‘solo’ 109 i paesi che hanno perso residenti. Ad un primo colpo d’occhio, nulla a che vedere con i 664 comuni del Piemonte, a meno che non si tenga conto che in totale i comuni in Molise sono 136. Numeri che fanno allora ampiamente riflettere, anche perché a ben guardare quasi tutti i centri perdono gradualmente abitanti. Si tratta di amministrazioni che sono nella quasi totalità sotto quota tremila abitanti ed alcune di queste addirittura sotto i mille. Ci sono delle eccezioni, purtroppo non in Molise, dove non vi sono centri che sono stati capaci di attrarre più persone rispetto a quante ne sono andate via, cosa che è successa anche in alcuni comuni della vicina Campania, oltre che al Centro ed al Nord.

Altro capitolo: maglia nera per la nostra regione, sempre secondo il Censimento, relativamente al più alto decremento delle nascite (-9,5 per mille) rispetto al precedente anno. Segnali non confortanti arrivano anche da un altro dato. A differenza di quanto accaduto nel 2020, l’eccesso di mortalità rispetto alla media 2015-2019 non è concentrato al Nord, ma si manifesta su tutto il territorio ed è nel Mezzogiorno che si osserva l’eccesso di mortalità maggiore dell’anno 2021 rispetto al periodo 2015-2019 (+12,9% di decessi), con regioni come Puglia (+18,5%) e Molise (+14,6%) ben sopra la media nazionale (+9,8%).

Eppure, dopo notizie che possono a tratti apparire sfavorevoli, segnali positivi ce ne sono, soprattutto relativamente al tessuto dei piccoli comuni, da cui la nostra regione è quasi interamente composta. La notizia positiva arriva dal Touring Club Italiano, che dal 1998 lavora con i piccoli borghi “eccellenti” dell’entroterra con l’iniziativa ‘Bandiere arancioni’. Lo scorso dicembre infatti, è stato presentato il cosiddetto ‘Bando Borghi’, che entro il 2026 finanzierà progetti per un miliardo di euro in 250 Comuni con al massimo cinquemila abitanti. Tra questi, rientra anche Roccamandolfi in provincia di Isernia, che con i suoi 856 abitanti da censimento, consta di un castello, un santuario, una cascata, un ponte tibetano ed un museo sul brigantaggio. Il Comune sta portando avanti un progetto per rigenerare il centro storico, creando un albergo diffuso e portando in paese anche le sedi distaccate di alcuni corsi universitari del Conservatorio del Molise e di un osservatorio del WWF.

Secondo punto: sinergia. Nell’ articolo del precedente numero de la fonte, trattando l’argomento Altilia, l’auspicio finale era appunto quello di creare un rapporto di collaborazione tra comuni a livello regionale, per rilanciare lo sviluppo dell’intera regione. Ed è ciò che con il ‘Bando Borghi’ si sta tentando di fare. Roccamandolfi ha infatti coinvolto una trentina di Comuni molisani su cui il progetto potrebbe essere adattato e replicato, grazie anche ad alcune economie di scala e alla condivisione di processi e strumenti digitali e tecnologici.

A prescindere dal fatto che il Comune venga o meno scelto dalla Regione come borgo pilota, il progetto proseguirà. Certo, i 20 milioni del ‘Bando borghi’ sarebbero una svolta, ma se non dovessero arrivare si cercheranno altri finanziamenti. Ciò sta a testimoniare che la volontà non manca e che quest’ultima è più forte dei numeri che sembrano penalizzanti.

Pertanto, la speranza di un territorio che riparta dal turismo, come abbiamo sempre sostenuto, deve essere più forte e concreta rispetto alla freddezza dei numeri che sembrano condannare una delle regioni più sane d’Italia, sotto ogni punto di vista.

di Marco Branca (da lafonte.tv)

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