I briganti

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La maschera dei briganti, conosciutissima da tutti i campobassani di una certa età, non lo è per le giovani generazioni

di Arnaldo Brunale - fb

19 gennaio 2022

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Siamo alla seconda rappresentazione carnascialesca conosciuta a Campobasso che, da tempo, non viene più fatta: I briganti. 
Ma, prima di parlare di essa, mi preme fare una brevissima precisazione in merito alle "Maschere" vere e proprie. Fonti storiche riferiscono che Campobasso avesse una sua maschera, identificandola con Pierrot. Altre, invece, citano Verde Auliva. Entrambi i casi, tuttavia, si ritengono testimonianze inesatte, in quanto la maschera di Pierrot è emiliana, nascendo in Italia verso la fine del Cinquecento, ad opera di Giovanni Pellesini, attore della Compagnia dei Gelosi; mentre, la seconda pare sia di origine marchigiana, anche se mancano documentazioni coeve in merito che lo comprovino. L’unica maschera campobassana, ma qui si dovrebbe parlare di rappresentazione in maschera, recitata e cantata da più soggetti, potrebbe essere, appunto, quella dei Briganti. Alcune fonti orali attendibili riferiscono che il suo testo, scritto verso la seconda metà del 1800, sia opera di un imprecisato carcerato locale durante la sua permanenza nelle prigioni campobassane. Relativamente alla musica, poi, va fatto lo stesso discorso afferente alla maschera dei Dodici mesi dell’anno, essendo sconosciuto totalmente il suo autore. La trama semplice ed originale si rifà al periodo dei briganti della fine del ‘700, quando questi loschi e pittoreschi personaggi vivevano di agguati e di mille altri espedienti. Tra un agguato ed un altro c’era anche il tempo di frequentazioni galanti, anche se esse erano riservate al solo capo. La maschera dei briganti, conosciutissima da tutti i campobassani di una certa età, non lo è per le giovani generazioni, soprattutto perché non viene proposta a livello di recitazione da tempo immemore. Riporto il testo, premettendo che, anche in questo caso, la foto non è mia, ma del compianto Domenico De Renzis.

I BRIGANTI
1° Brigante
Caporale, caporale,
sento gente da lontano,
e sento gente da lontano,
e mando io a ritrovar.
2° Brigante
Caporale, caporale,
una donna ho incontrato,
ai piedi vostri l’ho portata,
sapete voi che dovete far.
Caporale
Zingarella di questo cuore,
stai con noi allegramente,
e stai con noi allegramente
che ci servi per cucinar.
Zingarella
Senza dubbio io verrò.
Io per te ardii d’amor;
e tutto il bene di questo cuore
e tutto il bene lo dono a te.
Caporale
Per ripare “i gravi tuoi”,
e per venirti a ritrovare,
e i giardini dai bassi muri
ho pensato di saltar.
3° Brigante
Per le briglie l’ho afferrato!
Signore
E io le briglie ho lasciato!
E sono un misero sventurato;
e lasciatemi passar.
Servitore
Per pietà misericordia,
non accetto più la corte
per la cagione della mia morte,
e lasciatemi passar!
4° Brigante
Guarda un po’ questa coltella!
Io ti scorticherò la pella
io ti scorticherò la pella
“e siato morto e non tremar!”
5° Brigante
Guarda un po’ questi miei baffi,
sono baffi incannoliti,
e serviranno per i tuoi vestiti
e non farmi più arrabbiar!
(coro)
E se m’arrabbio mangio l’erba
quanto è ver che vò a rubar
6° Brigante
Altolà! Dimmi chi sieto!
Scendeto giù dalla giumenta.
Cacciate oro, monete e argento
e “siato morto…e non tremar!”
Signore
Per pietà, signori miei!
E la borsa voi prendete
e la moneta che ci troverete
e lasciatemi passar.
Zingarella
T’ho burlato e t’ho ingannato,
faccia brutta di villano.
T’ho burlato e t’ho ingannato
e questo cuor non fa per te.
7° Brigante
Guarda un po’ questo mio schioppo,
che spara giorno, sera e notte;
che spara giorno, sera e notte
e noi vogliam sempre sparar.

di Arnaldo Brunale - fb

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