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Un'antica chiesa di Ferrazzano

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Sant'Antonio abate (Sant'Antunine)

di Opas Operadellassunta Ferrazzano - fb

18 gennaio 2022

 L'antica chiesa campestre di Sant'Antonio abate (Sant'Antunine) si trovava nella contrada ferrazzanese ora detta del Sambuco, nel contesto del versante meridionale della montagna su cui sorge il paese, verosimilmente non troppo distante dalla sorgente perenne che alla contrada dava il nome.

Non è chiaro dove precisamente la piccola chiesa sorgesse. Secondo alcuni anziani del paese i suoi resti sarebbero da ravvisare nelle circostanze del monumentale terrazzamento in opera poligonale, realizzato verosimilmente nella tarda età repubblicana (II-I sec. a.C.), che ancora oggi adorna la contrada (nella foto).

Ricorda l'esistenza della chiesa lo storico ferrazzanese Francesco De Sanctis, in tre diversi luoghi della sua monografia: ~ «la Chiesa di S. Antonio Abate stava vicino all’altro fonte detto il Sambuco, a confini di Mirabello, ed è grancia della Badia di S. Antonio Abbate di Napoli»; ~ «e per altri passi 56, dopo detto Vallone, nell’istesso luogo del Colle Santangelo, s’incontr’altro termine coll’istesse lettere, tra il territorio della Chiesa diruta di S. Antonio Abbate di Ferrazzano e quello dell’Università di Mirabello»; ~ «ed altra vigna (Giovanne di Tomaso) possiede nello luogo appellato il Molinello di circa trentali tre, e moggia sei di territorio, nella contrada della Chiesa diruta di S. Antonio Abbate. Confinano col territorio dell’Università di Mirabello, co’l’altro di Nicola, e Libero Cerio, colla vigna di Pietro Filippone di Ferrazzano, con il territorio badiale dell’istessa Chiesa, e con due strade pubbliche». Da un testamento del 1644 si apprende che la testatrice, una donna di Ferrazzano, «lascia a detto Reverendo Arciprete suo fratello la vigna che era di Ferrante di Raccio sita nelle pertinentie di detta Terra di Ferrazzano nel luogho dove si dice Santo Antonio»; ~ la stessa «lascia a D. Alberico Lembo sacerdote di questa predetta Terra tre piedi di nuce nel terreno di detto D. Alberico loco detto La Chiesa di S. Antonio» (infine, la donna lascia due lenzuola, con l’indicazione che se ne facciano tovaglie da attribuire alle varie cappelle ferrazzanesi; di queste tovaglie d’altare, una bisognerà donarla alla «Chiesa di Santa Maria Madalena», un’altra alla «Chiesa di S. Honofrio»).

Da una carta redatta intorno alla metà del Seicento dal notaio ferrazzanese Didaco Lembo, si apprende dell'esistenza di una «massaria murata sita et posita in pertinentijs dicte terre Ferrazzani loco qui dicitur Sancto Antonio et anco detto Li Scalzi».

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