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Industria sostenibile

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Il caso dello stabilimento Unilever di Pozzilli

di Angelo Sanzò (da lafonte.tv)

15 dicembre 2021

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Lo scorso 29 Ottobre è stato firmato l’accordo sindacale conclusivo per dar vita ad un piano pluriennale di riconversione industriale dello stabilimento Unilever di Pozzilli, per la produzione di plastica riciclata.

La finalità del progetto, oltre a quella pur importante dei motivi di natura occupazionale diretti e indotti, consiste nel convertire la pregressa attività lavorativa di detergenti, per la pulizia della casa e dell’ abbigliamento, in quella della produzione di plastica riciclata, a partire dal recupero di materiale plastico misto, post consumo. A detta della Dirigenza delle Aziende interessate, operanti in partnership (Unilever e Seri Industrial-P2P), lo stabilimento di Pozzlli diventerebbe, in questo specifico settore merceologico, uno dei più avanzati d’Europa e l’unico presente in tutto il meridione d’Italia. In particolare, la strategia della filiera produttiva industriale prevista è in assoluta continuità con quella in atto in tutti gli altri stabilimenti del Gruppo. L’operazione pensata, da implementare nella piana venafrana, è tesa a consolidare l’idea di fondo, da sempre e con continuità sostenuta da Unilever, ovvero la riduzione dei volumi di anidride carbonica per unità di prodotto lavorato. L’attività proposta può essere, pertanto, assunta quale concreto esempio di presenza industriale, in un settore destinato in futuro a consistenti prevedibili sviluppi, nel più generale ambito della moderna “economia circolare”.

A conferma e a ulteriore sostegno della strategia “verde” della Unilever è il suo far ricorso, ormai da anni, per l’approvvigionamento energetico delle sue attività industriali e per i suoi cinque stabilimenti, in territorio italiano, tra cui quello di Pozzilli, ad un impianto eolico sito nel comune di Bisaccia (AV). Non solo, ma la stessa multinazionale fa sapere che ormai la fornitura di energia per le sue attività lavorative continuerà sempre più a dipendere, fino alla totalità degli approvvigionamenti, dalle fonti rinnovabili dei propri impianti e/o comunque da accordi di acquisto di certificati verdi.

Per quanto detto e preso in considerazione, il nuovo stabilimento Unilever di Pozzilli può essere l’occasione per localizzare, nell’intera piana di Venafro, un primo esemplare nucleo operativo (Comunità energetica), teso a produrre e a distribuire energia rinnovabile, elettrica in particolare, a tutti gli insediamenti industriali presenti, oltre che a parte o a tutte le locali utenze civili. L’ impiego diffuso ed esclusivo di energia elettrica nella piana di Venafro, proveniente da fonti esclusivamente rinnovabili, comporterebbe, evidentemente, la sottrazione, all’ intera copertura atmosferica dell’area interessata, di tutte le sostanze inquinanti, sia gassose che solide in sospensione, originate dalle combustioni, siano esse prodotte in loco che provenienti dalle zone circostanti.

Infine e in aggiunta, un ulteriore e sicuro effetto positivo potrebbe essere costituito dalla allocazione, nell’area urbana soprattutto, ma anche nelle zone periferiche più prossime, di diffusi e moderni impianti di forestazione. La loro disposizione, sia in orizzontale che in verticale, e l’accurata scelta delle specie vegetali, quelle maggiormente capaci di trattenere le più nocive sostanze gassose e/o anche di catturare i massimi quantitativi possibili del particolato in sospensione, potrebbe comportare un positivo risultato diretto a ridurre o quantomeno a contenere le evidenti conseguenze negative per la salute dei residenti, dovute alla loro inalazione e/o al semplice venirne a contatto.

di Angelo Sanzò (da lafonte.tv)

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