Piantumazione dei Tratturi

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Sul sito dell’Associazione Molise Città Ideale è iniziato un interessante scambio di idee sulla proposta, avanzata da Pasquale Di Lena, di piantare alberi sui Tratturi

di Lorena Di Maria (da italiachecambia.org)

4 novembre 2021

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Ai soci che si occuperanno dei tratturi voglio trasmettere una mia vecchia idea. La piantumazione, con alberi della flora mediterranea dei tratti di tratturo (trac-tur) rimasti. Serve per farli riconoscere ai sindaci che hanno tanta voglia di svenderli, per salvaguardarli, tutelarli, valorizzarli, e, anche, per dare l’ombra a chi avrà il piacere e la fortuna di percorrerli. Ci sono i vivai forestali regionali che possono essere di grande aiuto per il raggiungimento di questo obiettivo.
Servono anche – volendo fare riferimento alle pazzie dei papi e cardinali del nuovo dio, il denaro - anche ai futuri turisti per riconoscere dallo spazio il Molise e, subito dopo aver pronunciato “il Molise esiste”, avere la possibilità di fotografarlo. 
A parte gli scherzi, la situazione, care amiche e cari amici, è seria nel momento in cui, in queste ore, c’è chi parla di governo mondiale come unica possibilità per risanare il clima e risolvere altre questioni.
In parole povere, la fine dichiarata delle sovranità nazionali, dell’Ue.
Pasquale Di Lena

I tratturi sono un unicum mondiale. Questo unicum è dato da differenti caratteristiche. 
C'è l'elemento storico legato alla condivisione delle differenti civiltà che nei secoli si sono scambiati Cultura e Mercato mediante il loro lento attraversamento dei nostri territori.
C'è l'elemento paesaggistico che affascina chiunque li incontri. Nello studiare i territori dall'alto attraverso le viste satellitari, i tratturi seppur inutilizzati da molto tempo, ancora lasciano evidente la loro traccia lungo tutto il loro percorso. Con molto stupore e delizia, i tratturi sono riconoscibili a migliaia di metri di altezza. Vi assicuro, provate per credere, non solo la grande muraglia cinese lascia segni visibili dallo spazio, ma anche i tratturi e questa vista è entusiasmante.
C'è l'elemento legato alla diffusione delle razze animali da allevamento, come ad esempio la capra grigia Molisana, che se vedete è uguale alla grigia ciociara, alla grigia lucana, alla grigia campana. Tutte razze che in qualche modo sono legate, come per altre razze animali, al tratturo.
Ed Infine, l'aspetto più particolare ma forse meno noto, è la biounicità della flora tratturale. Dopo millenni di uso, sul tratturo si sono sviluppate e radicate tipologie di flora che nel diverso periodo dell'anno, sono efficienti e simbionti con l'uomo e gli animali che lo attraversano.
Più che piantumare flora mediterranea, sarei dell'idea di eliminare le infestanti sia autoctone che alloctone che stanno cercando di riprendersi gli spazi inutilizzati e invece, ripristinare i consolidati usi, come appunto la transumanza o il pascolo, capaci in maniera semplice ed efficace, di rigenerare la biounicità tratturale.
Il tratturo è una "forma di vita", concedetemi il virgolettato, molto complessa, unica e il nostro Molise ha la fortuna di averli ancora tutti evidenti nel nostro territorio.
Per mio modesto parere, la protezione ed evidenziazione dei tratturi, deve passare per il pieno rispetto delle loro peculiarità storiche, paesaggistiche e botaniche, senza stravolgimenti, ma con la semplicità che nei secoli ne hanno caratterizzato la nascita, la crescita fino alla creazione dell'unicum tratturale che noi tutti conosciamo.
Grazie a tutti e perdonatemi per avervi tediato con il mio punto di vista.
Domenico Germano 

La proposta di Pasquale mostra interesse e amore per i Tratturi e il paesaggio ma le osservazioni di Domenico Germano sono tutte da condividere e pure io pertanto aderisco alla sua ipotesi di lavoro, anche perché tra le essenze da estirpare dallo spazio tratturale spesso vi sono addirittura macchie boscose che lo rendono più angusto e irriconoscibile.
Tra le altre azioni da sviluppare ritengo sia necessario agire presso la Regione e la Soprintendenza per far interdire l'uso dei tratturi al transito di veicoli di ogni tipo, compreso aeroplani, che in numerosi tratti hanno inciso e sconvolto lo stesso piano di transito, oltre che distruggere la vegetazione, causando un degrado anche di tipo estetico che contraddice ogni norma di tutela oggi vigente a protezione del bene.
Fioravante Vignone

Domenico, il tuo ragionamento non fa una piega. Venti e più anni fa, quando ero consigliere regionale ho provato, con la collega Antonietta Caccia, a scrivere il testo di una legge finalizzata a salvaguardare, tutelare e valorizzare i tratturi. Un unicum, come ben dici tu, a quel tempo sempre più maltrattato da insediamenti con il permesso dei sindaci e delle amministrazioni locali. Maltrattamento che è continuato e sono molti i tratti coperti da cemento e asfalto. Condivido le tue riflessioni, soprattutto quando parli di biounicità della flora tratturale e della necessità di eliminare le “infestanti, sia autoctone che alloctone”. L’idea di delimitare i tratturi con alberi è anche quello di farli meglio vedere da lontano, dare a tutti la possibilità di individuarli subito, anche da vicino e, così, di amarli e di rispettarli per quello che hanno rappresentato, rappresentano e devono nel tempo lontano rappresentare. Non mi sembra che mettano in discussione la biodiversità, anzi la rafforzano, e non mi sembrano che limitino la diffusione di razze di animali che sono da salvaguardare e valorizzare. Anzi! Per non parlare dell’importanza che l’albero ha con la sua capacità di captare CO2 e, così, di non aggravare la situazione sempre più grave del clima. La mia idea è un dare e non togliere ai tratturi, che, come per te, sono una preziosità e tanta parte della nostra identità.
Pasquale Di Lena

Concordo pienamente con Domenico Germano. Si deve fare di tutto per conservare la biodiversità dei tratturi, un unicum, per l'appunto, impedendo anche il suo pur minimo utilizzo, abusivo o autorizzato, da parte di chi ha terreni di proprietà a confine con il tratturo stesso.
Gianluigi Ciamarra

di APS La Terra

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