“Splendi come vita”

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Covid: “Porcate perpetrate ai danni dei molisani, ormai in ginocchio e senza più lacrime!”

di molisetabloid.it

24 febbraio 2021

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Si intitola “Splendi come vita” ed è il romanzo autobiografico, candidato al Premo Strega, di Maria Grazia Calandrone, giornalista, scrittrice e conduttrice Rai originaria di Palata, che da anni vive a Roma nel quartiere Appio.
Classe ’64, Calandrone è una ‘penna’ de Il Corriere della Sera e dal 2010 pubblica poeti esordienti sul mensile internazionale Poesia. Inoltre ha scritto numerosi libri e ha vinto molteplici premi fino a questa prova, l’esordio narrativo, che la sta imponendo come una delle più importanti autrici di questo 2021. La storia di “Splendi come vita” è incredibile e destinata a coinvolgere il lettore fino alla fine.
Dopo anni ha deciso di incidere sulle pagine di un libro il suo dramma.
La mamma dell’autrice, data in sposa dalla famiglia ad un vicino di casa, in un Molise arcaico specie nelle mentalità, intesse un’altra relazione. Non essendoci il divorzio, però, vive malissimo il nuovo amore finché i due decidono di suicidarsi gettandosi nel Tevere a Roma, dove nel frattempo si era trasferita proprio per sfuggire dalla vita di paese. Lascia la figlia di pochi mesi a Villa Borghese.
La neonata sarà adottata da una nuova famiglia, dove il padre adottivo è un parlamentare del Pci scomparso prematuramente. Il libro si presenta come una lettera d’amore alla madre adottiva, professoressa di materie letterarie, amata immensamente dalla scrittrice. Un rapporto, però, difficile, soprattutto dopo che la madre informa la figlia di come stanno le cose. La ferita che si apre condiziona in particolare la madre adottiva che non crede più all’amore della figlia, la quale passa un periodo in un collegio di suore. Dopo contrasti ed equivoci, si arriva a una distanza siderale fra le due, fino alla catarsi delle ultime pagine. “Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie”, scrive Maria Grazia Calandrone. 

di molisetabloid.it

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