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Il Molisano è convinto di essere il più bello

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Le parole-chiave del Molise contemporaneo le trovi a Roccapipirozzi

di Franco Valente - fb

16 luglio 2020

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LE PAROLE-CHIAVE DEL MOLISE CONTEMPORANEO LE TROVI A ROCCAPIPIROZZI:

"La remeratora"
"Se nisciune m'avvante, m'avvante iè".
Remeratora è un francesismo. Il "miroir" è lo specchio.
Ai Molisani, come a tutti gli esseri umani, piace specchiarsi.
Non sarebbe una prerogativa.
Ma la seconda (che è diventato un proverbio) spiega che il Molisano, guardandosi allo specchio, si rende conto di avere poche qualità fisiche.
Allora, se nessuno lo vanta, si vanta da solo.

Ovviamente non si vanta solo della sua prestanza fisica.
Il Molisano, specialmente quello che non fa nulla per la propria terra, è convinto di essere anche più bello degli altri...

Perciò, quando la RAI o le Teleprivate fanno apparire il Molise come un paradiso, il molisano medio si convince di vivere nel paradiso. E se ne vanta

Le cose non stanno esattamente così.
Ultimamente siamo bombardati da immagini che vorrebbero a tutti i costi far credere che siamo la più bella regione del mondo.
Cosi, poiché usiamo uno specchio in cui vediamo solo la nostra immagine, della nostra immagine vediamo solo quello che ci fa comodo.

Manca la cultura della propria identità.
Il Molise sta diventando una regione pericolosamente sciatta.
Ci abbottiamo di frasi ad effetto: 
"Non ci manca nulla che non abbiano le valli della Svizzera."
"I nostri centri antichi non sono inferiori a quelli dell'Umbria."
"Le nostre processioni hanno tutto il fascino della tradizione mediterranea."
"La nostra cucina ha il privilegio di essere tipica." 

A incrementare la deformazione del punto di vista ci mancava solo il drone.
Adesso ce lo abbiamo e tutti ci stiamo convincendo pure di saper volare.
Ci stiamo convincendo che il Molise sia quello che si vede dall'occhio magico di questo picclo oggetto volante che ci mostra una realtà che vorremmo che fosse ma che non è.

Da lontano tutto è più bello.
Così è il Molise. 
È bello da lontano.

Da vicino è un'altra cosa.
I castelli sono chiusi.
Alle processioni i fedeli partecipano con l'infradito.
Si mangia per la sopravvivenza.
Non esiste artigianato.
I sindaci illuminati sono pochi.
I Musei sono cimiteriali.
La sporcizia non manca.
Le strade fanno pericolosamente schifo.

A Venafro si usa una frase particolarmente significativa che una volta sembrava una battuta: "Da lontano tutto fa una bella vicinanza".
Il Molise da lontano fa una bella vicinanza.
Perciò i giovani se ne scappano e i politici rimasti hanno specchi che mostrano loro immagini di altri.
Però siamo ospitali.
E ci mancherebbe pure che fossimo cannibali...

di Franco Valente - fb

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